Alcoa, la multinazionale americana dell’alluminio che ha la sede in Sardegna chiuderà i battenti. La sua storia è il simbolo dell’ignavia della politica italiana nel programmare lo sviluppo industriale. Il caso paradigmatico di come possa fare gravi danni quando si ferma al consenso elettorale e non pensa agli investimenti di lungo termine. In effetti sulla storia e il business di Alcoa hanno guadagnato in tanti: dai politici ai produttori di energia elettrica. A pagare, invece, sempre e solo loro: i lavoratori. Ecco perché la Sardegna rappresenta la nostra Grecia. Continua
In realtà l’euro nasce sotto una cattiva stella. Quella dei trucchi contabili sui bilanci pubblici per rientrare nei criteri di Maastricht che gli stessi Stati aderenti alla Ue hanno sottoscritto. Il rigore richiesto nuovamente oggi è giusto, ma forse ci siamo dimenticati di cosa, negli anni, hanno fatto alcuni Paesi per tentare di rispettare i requisiti stabiliti. A partire da Francia e Germania. Che ne hanno combinate (finanziariamente parlando) di tutti i colori. Continua
Lo sciopero dei tir che sta bloccando mezza Italia è ingiustificato. Rappresentano una minoranza del totale e la maggior parte delle loro richieste sono state ascoltate. E il governo Monti ha preso provvedimenti concreti: un fondo da 400 milioni per il recupero delle accise sul gasolio e la possibilità di recuperarle ogni tre mesi e non ogni anno. E allora il problema dov’è? Continua
Wolfgang Franz è uno dei cinque consiglieri economici di Angela Merkel e ha detto che l’Italia “ce la può fare da sola”. Ovvero che la Germania non ha intenzione di aiutare il nostro Paese nel diminuire il costo del debito. Una frase inquietante. Che mostra un vero “tradimento”. Continua
Le liberalizzazioni sembrano essere il nuovo dogma dell’Italia. Sono giuste e vanno fatte in fretta, per carità. Ma non è detto portino ai risultati sperati, ovvero a un calo delle tariffe. Soprattutto quelle dei taxi e dei notai. E poi: meglio iniziarle dal basso o dall’alto? Dalle professioni o dai grandi monopoli come il mercato del gas, uno dei meno concorrenziali, o quello delle Ferrovie dello Stato, o del trasporto pubblico locale? Continua
Gli industriali italiani hanno alzato le barricate sugli aiuti di Stato. La prima ad aver detto di essere contraria è stata Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, seguita da Alberto Bombassei, presidente di Brembo e Giorgio Squinzi, presidente di Mapei. Cosa propongono? Uno scambio: meno aiuti di Stato in cambio di un’Irap più bassa.
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C’è una novità importante per il mercato che è stata inserita nella revisione dei trattati europei e che dovrà entrare in vigore entro marzo. Ma che è sfuggita ai più: gli investimenti dei privati, soprattuto grandi banche e fondi, saranno garantiti. Non si potranno più verificare i ben noti haircut, ma gli investimenti effettuati in titoli di stato, per esempio, saranno assicurati nella loro interezza.
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