C’è una novità importante per il mercato che è stata inserita nella revisione dei trattati europei e che dovrà entrare in vigore entro marzo. Ma che è sfuggita ai più: gli investimenti dei privati, soprattuto grandi banche e fondi, saranno garantiti. Non si potranno più verificare i ben noti haircut, ma gli investimenti effettuati in titoli di stato, per esempio, saranno assicurati nella loro interezza.
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Spread impazziti, borse isteriche. “È la fine del mondo” come cantano i Rem nel loro singolo. È finito il mondo come lo abbiamo sempre conosciuto, è ormai alle spalle un’epoca in cui si potevano prendere decisioni indipendentemente dal giudizio dei mercati che “votano” tutti i giorni su ogni decisione presa in Europa. Marco Cobianchi, giornalista di Panorama, spiega come l’anello debole dell’Europa non sia solo l’Italia o solo la Grecia, ma l’euro, la vera causa della guerra monetaria (e diplomatica) che si sta scatenando in Europa.

Per il Governo questa settimana è decisiva. L’alternativa all’attuale esecutivo più gettonata è quella del “governo tecnico”. Ma non basta essere dei “tecnici” per modernizzare il Paese. Occorre che ci sia una maggioranza “politica” che, in ogni caso, approvi le riforme. Ecco secondo Marco Cobianchi, giornalista di Panorama, quali sono i principali punti critici che separano riforme, posizione dei partiti politici e loro attuazione.


Il giorno dopo il vertice di Bruxelles, le reazioni sull’Italia sono positive. Non solo da parte delle autorità politiche, ma anche da parte dei mercati. Ora però è il momento degli impegni per il futuro. Dobbiamo rispettare ogni punto della lettera di 16 pagine che abbiamo presentato. Senza guardare alle lobby anti-liberali né ai veti che arriveranno dalle categorie professionali e dai sindacati. E superare la paura. Altrimenti ci troveremo nella stessa condizione di sei mesi fa.
Ascolta il commento di Marco Cobianchi, giornalista di Panorama.

Nelle clausole previste nell’accordo che porterà Edf, la società elettrica statale francese, a comprare l’azienda italiana (privata) Edison, c’è qualcosa di poco “liberale”. Nell’accordo, infatti, è previsto che i soci italiani possano esercitare un’opzione a vendere la loro quota di minoranza in tre anni. Ma nulla appare sul prezzo di cessione. L’autorità che controlla i mercati e la Borsa, Consob, ha chiesto chiarimenti. E non solo su questo ma anche sul perché Edf non abbia intenzione di lanciare un’offerta pubblica di acquisto, come invece prevede la legge del nostro Paese.
Marco Cobianchi, giornalista di Panorama, non ha dubbi: sull’operazione Edison-Edf, Nicolas Sarkozy sta facendo il furbetto. Ascolta il suo intervento.


Continuano a crollare mura a Pompei. Ma nessuno sembra fare nulla. Eppure i soldi per intervenire ci sarebbero. Eccome. L’Europa, infatti, ha un fondo da 808 milioni di euro per gli “attrattori culturali” e per accedervi basta presentare un progetto valido. Pompei, come edifici storici e beni artistici, rientra negli “attrattori culturali”. Ebbene l’Italia ad aprile del 2010 aveva chiesto 0 euro. Chi doveva farlo? In primis la Regione Campania. Marco Cobianchi, giornalista di Panorama, nella sua rubrica Burattino senza fili, denuncia questo scempio. E spiega perché la responsabilità principale dei nuovi crolli è proprio del Presidente della regione, Antonio Bassolino.

Le banche italiane non sono state aiutate molto durante questa crisi. E’ vero. Ma ma prima sì. Eccome.
Marco Cobianchi, nella sua rubrica Burattino senza fili, fa il punto su quanto è costato al nostro Stato, nel corso degli anni, tendere una mano agli istituti di credito. Partendo da un presupposto: l’Europa tra il 2008 e il 2010 ha speso 1.240 miliardi di euro in sostegno alle banche. L’Italia è al penultimo posto, appena 4 miliardi di euro con i famosi Tremonti-bond che però hanno già reso 226 milioni. Bilancio positivo, quindi.
Ma guardare al passato significa scoprire che esistono 4 leggi che hanno concesso aiuto miliardari al mondo finanziario. Leggi che hanno concesso aiuti miliardari a loro e alle Fondazioni loro azioniste. Ascolta quali sono e quanto sono costate (queste sì) allo Stato.
