
Il macellaio: “Un selvatico cinghiale buono per tutte le marinate più delicate. Due superbi caprioli dallo sguardo dolce. Dieci dozzine di faraone semiselvatiche allevate a grano e ginepro…”. Ettore: “Questa sì che è carne!”. Ugo: “Un buon cuoco deve essere?”. Philippe: “Un perfetto chirurgo”… Continua

La riunione dei ministri delle finanze al G20 di Mexico City (Credits: EPA/ALEX CRUZ)
Il fondo salva-stati si ingrosserà: da 500 a 750 miliardi. Si farà. Ma “quanto” di questi soldi finirà in Europa verrà deciso in aprile. È questa la decisione più importante emersa dal G20 dei ministri delle finanze che nella notte si è concluso a Città del Messico. Continua

Mario Draghi, presidente della Bce (Credits: EPA/OLIVIER HOSLET)
Le liberalizzazioni sono “una priorità”. Il modello europeo sociale “non è morto” ma l’alto tasso di disoccupazione giovanile mostra che è stato “superato” soprattutto in alcuni paesi. Continua
Mentre l’attenzione è tutta concentrata sulla crisi greca, un altro paese rischia di sprofondare in una crisi simile a quella sperimentata da Atene. È il Portogallo, che ha visto il suo Pil scendere nel quarto trimestre dell’1,3 per cento dopo aver incassato un -0,6% del terzo trimestre. Continua

Mario Draghi, presidente della Bce (Credits: EPA/Emily Wabitsch)
L’obiettivo dell’euro-meteo di oggi è farvi venire il buonumore. Addolcirvi la giornata tanto da farvi rischiare la nausea. Tutto merito di SuperMario: non, come pensate, il Monti che finisce sulla copertina di Time, ma Draghi, fiducioso sulla ripresa dell’Europa e celebrato come un salvatore della patria dalla stampa internazionale. Continua

(Credits: ISOPRESS/LAPRESSE)
Le nubi si diradano sull’Europa e, sfortunatamente, ci guadagna l’euro, che ha chiuso sopra quota 1,31 dollari. Dico “sfortutanamente” perché una valuta debole farebbe bene all’economia italiana e continentale, ma tant’è… Continua

Il cancelliere tedesco Angela Merkel (Credits: AP Photo/Michael Sohn)
A marzo si saprà se Angela Merkel avrà avuto ragione o torto. Se cioè i mercati si accontenteranno del “fiscal compact” raggiunto lunedì 30 gennaio o se invece continueranno a martellare i titoli dell’area euro. Un patto, va detto, ancora monco. Continua