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Maurizio-Prato

Alitalia, i politici dettano le ricette ma Air France serve piatti indigesti


Ore decisive, e convulse, per Alitalia. in attesa del cda convocato per domani pomeriggio .
Dopo la riunione-fiume di ieri, che si è conclusa sostanzialmente con un nulla di fatto, potrebbe partire nelle prossime ore una trattativa con i sindacati. La convocazione per un nuovo incontro - fissato per domattina - è arrivata stamane, al termine di un lungo consulto tra il numero uno di Air France-Klm e il management di via della Magliana: Spinetta e Prato si sono poi intrattenuti a palazzo Chigi per circa un’ora e mezza.
E proprio nella sede del governo, durante il Consiglio dei Ministri, l’esecutivo ha affrontato il caso Alitalia in una “discussione informale”. Il titolare dell’Economia, secondo quanto riferito, avrebbe accennato al rischio commissariamento per la compagnia aerea: “Il ministro Padoa-Schioppa - ha detto Vannino Chiti, responsabile dei rapporti col Parlamento - ha fatto una relazione al consiglio su Alitalia. C’è grandissima preoccupazione, è evidente che in questa situazione c’è il rischio che si vada all’amministrazione straordinaria”.
Il caso Alitalia, intanto, continua ad animare il dibattito politico: il leader del Pd Walter Veltroni ha affermato che “dobbiamo trovare una soluzione che limiti il più possibile l’impatto sociale e dobbiamo far decollare Malpensa, che deve riuscire a svilupparsi recuperando la sua funzione di hub italiano”. Veltroni ha ribadito che è possibile avere in Italia due grandi hub, ma non della stessa compagnia aerea”. Affinché questo avvenga - ha aggiunto - “occorre una certa gradualità”.
Per Silvio Berlusconi, invece, “svendono Alitalia, la nostra compagnia di bandiera, a un quinto del suo valore di mercato. E stanno cercando di chiudere Malpensa, il porto dell’Italia sul mondo”. In una lettera indirizzata agli elettori lombardi, pubblicata da dal quotidiano ‘Libero’, il candidato premier del Pdl ha inoltre sottolineato: “È sempre la solita storia: l’invidia per chi produce ricchezza provata da chi, come Veltroni, non ha mai lavorato un giorno in vita sua”. Non si esprime invece nel dettaglio il presidente di Confindustria: “Non da oggi il caso, purtroppo, è un pessimo segnale, una pessima immagine del Paese. Preferisco non commentare”, ha detto Luca Cordero di Montezemolo mentre per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, è Air France ora a dover fare la “prima mossa”.
Intanto a piazza Affari, il titolo ha registrato ancora un ribasso. Stamane, non ha fatto prezzo per circa un’ora, per eccesso di ribasso, poi ha aperto con un prezzo di 0,208 euro (-24,6%). Dopo aver toccato un minimo a 0,199 euro il titolo segna ora 0,215 euro, con un -22,1%. Continua così il riallineamento del prezzo a quello offerto da Air France con il concambio pari a circa 0,10 euro.

LEGGI ANCHE: Se la salvezza dipende da Sea - Il dossier Alitalia -I DOCUMENTI: Il comunicato di Air France - Il comunicato dell’Anpac - La lettera di Air France-Klm ad Alitalia - La lettera di Alitalia al Ministero dell’Economia. Guarda la GALLERY degli scontri tra polizia e manifestanti prima del vertice Alitalia

Alitalia, i sindacati sono pronti a staccare la Spinetta

Manifestanti dentro il cortile della sede del Centro direzionale Alitalia in attesa che si concluda l'incontro tra Air France i sindacati.<br /> Credits: ALESSANDRO DI MEO / ANSA
Comincia in un forte clima di tensione il primo faccia a faccia di Air France-Klm con i sindacati di Alitalia. Ritardato da tafferugli fuori dal centro direzionale della Magliana, tra lavoratori della manutenzione pesante dell’Atitech di Napoli e le forze dell’ordine, è stato segnato da un muro contro muro l’avvio della prima presentazione ufficiale ai rappresentanti delle nove sigle sindacali e professionali di Alitalia di numeri e prospettive dell’offerta per l’acquisizione dell’ex compagnia di bandiera. Precipitata oggi in Borsa (-29,4% a 0,27 euro), Alitalia, anche dopo il crollo di ieri, ha bruciato metà della sua capitalizzazione avvicinandosi ai 10 centesimi messi sul piatto da Air France-Klm.
”Non siamo certamente obbligati a comprare” avverte subito il numero uno del colosso franco-olandese Jean Cyril Spinetta che ha posto il via libera dei sindacati per un accordo fra le condizioni per chiudere l’operazione. Il grande negoziatore spiega che ”non esiste alcuna attività di servizio che possa avere successo senza l’adesione dei lavoratori”, precisando che il piano per acquisire Alitalia ”può sembrare doloroso” ma ‘’sarà un successo”. Ma le cifre che poi illustra su esuberi e ridimensionamento del perimetro del gruppo italiano non convincono affatto i sindacati. E l’incontro viene sospeso. Air France-Klm ha chiesto di riprendere domani, ma in assenza di maggiori margini di trattativa per i sindacati è inutile proseguire.

La conferma di 1.600 esuberi per Alitalia Fly (500 piloti, 600 assistenti di volo e 500 dipendenti di terra) ha irritato in particolare i piloti per l’azzeramento del Cargo. Ma anche le sigle sindacali che rappresentano le attività di terra di Alitalia Servizi hanno respinto il piano che prevede il rientro in Alitalia di circa 3.200-3.300 dipendenti su un totale di 7.600. E’ stato infatti confermato che a Air France-Klm interessano solo parti della manutenzione e dei servizi aeroportuali. Per i lavoratori di Atitech, ha assicurato il numero di Alitalia, Maurizio Prato, ”non sono previsti licenziamenti ma soluzioni non traumatiche”. Dunque la prospettiva per le attività che non rientrano nel perimetro di Alitalia (anche amministrazione, call center, information technology) e’ di finire sotto l’ala di Fintecna, la finanziaria di Stato che nel progetto di Air France-Klm avrebbe la maggioranza dall’attuale 49,4% più l’usufrutto dell’1,6%.
Alitalia rimarrebbe presente con meno del 10%.
Al ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, quella di Air France ”più che un’offerta” sembra ”un diktat pieno di clausole vessatorie, al punto che oltre ad essere inaccettabile lascia anche dubbi sulle reali intenzioni finali”.
Sul percorso minato verso un accordo tra Air France-Klm e Alitalia, mancava solo lo scontro fra governo e Sea su Malpensa.

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Alitalia: se alla fine a salvarla dev’essere la Sea

Manifestanti dentro il cortile della sede del Centro direzionale Alitalia in attesa che si concluda l'incontro tra Air France i sindacati.<br /> Credits: ALESSANDRO DI MEO / ANSA

Lavoratori sul piede di guerra per la vendita di Alitalia ad Air France. L’atteso vertice alla Magliana tra il numero uno della compagnia franco-olandese, Jean-Cyril Spinetta, l’ad di Alitalia, Maurizio Prato e le sigle sindacali si è anche tinto di sangue, preceduto da scontri e tensioni tra dimostranti e polizia con un lavoratore rimasto ferito alla testa.
“Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia” ha esordito il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, al tavolo con l’ad di Alitalia, Maurizio Prato e nove sigle sindacali di settore, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Sdl, Anpac, Up, Avia e Anpav.
“Sono convinto - ha comunque aggiunto - che l’operazione sarà un successo”.
A placare le preoccupazioni dei sindacati è poi intervenuto Prato: “Non ci saranno licenziamenti ma solo soluzioni non traumatiche” ha dichiarato nel corso del confronto a via della Magliana. Dei 1.600 esuberi individuati da Air France-Klm nell’offerta per Alitalia Fly, 500 interesserebbero i piloti, 600 gli assistenti di volo e 500 gli assistenti di terra.
“Ci sono almeno due cose che non convincono nell’offerta di Air France”, la politica occupazionale e la strategia di impresa, è intervenuto intanto Fausto Bertinotti, candidato premier de “La Sinistra Arcobaleno” ai microfoni di Ecotv. “I lavoratori di Alitalia - si legge in una nota - devono essere considerati una risorsa e quindi devono essere utilizzati”.
Sul dossier pesa anche come un macigno la questione Malpensa. Il Governo ha annunciato che è stato siglato presso il ministero del Lavoro un accordo con sindacati, Regione Lombardia, Province di Milano e Varese, e Sea per la gestione della crisi occupazionale dello scalo milanese. Ma chiede anche alla Sea di “favorire la positiva conclusione dell’accordo tra Air France e Alitalia ritirando il ricorso presentato contro quest’ultima. Da tale accordo - sottolinea il ministro del Lavoro, Cesare Damiano - dipende difatti il futuro, di comune interesse, di migliaia di lavoratori di tutta Italia e dunque anche di quelli che operano nello stesso aeroporto di Malpensa.
In caso contrario la Sea non potrà che assumersi le responsabilità conseguenti”. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, resta però convinta della linea dura. “L’azione risarcitoria - dice in un’intervista rilasciata a La Repubblica - è stata a lungo mediata e si basa su argomenti solidi. Alitalia ha disatteso l’impegno assunto: fare di Malpensa il suo hub. Una rinuncia da parte nostra è impensabile”. Per poi aggiungere che l’eventuale fallimento della compagnia di bandiera non sarebbe “una catastrofe”.
Nel frattempo anche oggi è crollato il titolo in Borsa: le azioni Alitalia hanno chiuso a Piazza Affari in calo del 29,43%, a 0,276 euro, dopo essere state sospese al ribasso.
Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, intanto ha oggi chiesto a Sea un atto di responsabilità. “Devo dire “, afferma, “che in questo momento Sea ha in mano il bandolo della matassa: se intende far fallire Alitalia può farlo”.
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Alitalia in saldo: Air France vuole lo sconto. E il Tesoro lo farà

Le code di due aerei dell'Alitalia ed Klm (controllata da Air France) affiancati nei parcheggi dell'aeroporto di Fiumicino | Ansa
La stagione dei saldi è ufficialmente chiusa, ma non per Alitalia. Se i 35 centesimi per ogni azione della compagnia di bandiera messi sul piatto da Air Frane-Klm nell’offerta non vincolante erano poca cosa rispetto ai 60 centesimi cui viaggia già da alcune settimane il titolo in Borsa, ora c’è il rischio che i risparmiatori possano ritrovarsi con un pugno di mosche.

Il numero uno del vettore parigino, Jean-Ciryl Spinetta, avrebbe intenzione di chiedere un ulteriore sconto per accaparrarsi il controllo di Alitalia e, se il Tesoro non dovesse avanzare obiezioni, l’offerta pubblica di scambio (Ops) su Alitalia potrebbe addirittura scendere sotto la cifra dei 35 centesimi offerti a novembre. Molto probabilmente sarà questo uno dei punti caldi del vertice di domani a Parigi tra Spinetta e il numero uno di Alitalia, Maurizio Prato.

E vista la fretta che il manager ex-Iri e il governo uscente hanno di far avanzare il più possibile il dossier Alitalia in vista delle elezioni politiche, c’è da scommettere che neanche questa volta Prato, d’accordo con il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, farà obiezioni. Del resto risulta alquanto difficile convincere Spinetta a rilanciare. L’operazione su Alitalia si preannuncia un salasso per i conti di Parigi che nell’ultima parte dello scorso anno hanno iniziato a mostrare i primi segnali di cedimento (negli ultimi tre mesi del 2007 l’utile netto è sceso del 39% a causa degli scioperi del personale di terra e di volo) . Tanto per cominciare c’è il costo dell’Ops cui vanno aggiunti subito dopo altri 750 milioni per sottoscrivere l’aumento di capitale riservato di Alitalia necessario a evitare il crack della compagnia. Ma a preoccupare Spinetta c’è anche il fatto che la compagnia italiana potrebbe ben presto accollarsi gli 1,2 miliardi richiesti come danno dalla Sea per l’abbandono di Malpensa.

I tempi della giustizia italiana sono quelli che sono, ma il rischio esiste e la somma deve essere in qualche modo accantonata. A questo c’è da aggiungere che Spinetta, per non scontentare del tutto il governo italiano e i sindacati con cui si vedrà la prossima settimana a Roma, avrebbe deciso di accollarsi anche Az Servizi.

Una società perennemente in perdita che a sua volta potrebbe avere bisogno di essere ricapitalizzata. Il Tesoro in questo momento ha l’unico obiettivo di liberarsi di Alitalia. Per i risparmiatori la questione è diversa. Dopo tanti tentativi andati in fumo, l’offerta di Air France-Klm poteva essere un modo per recuperare un po’ di soldi dall’investimento in Alitalia. Se però il prezzo dovesse scendere ancora, anche questa speranza viene meno.

Sempre che la cordata Air One-Intesa Sanpaolo non decida di passare dalle parole ai fatti nell’Opa concorrente su Alitalia. In questo caso, il prezzo non può che essere più alto di quello di Parigi, a tutto beneficio dei piccoli azionisti.

IL DOSSIER ALITALIA

Battibecco Air France-Air One: tra i due litiganti Alitalia scricchiola

I banchi del check-in Alitalia, presso lo scalo milanese di Linate
Battibecco fra l’amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, e Air France, che hanno continuato il braccio di ferro alla vigilia del cda di Alitalia che oggi è chiamato a scegliere il partner con cui trattare in esclusiva la privatizzazione. Ma a frenare il countdown per la soluzione ieri in serata ambienti di governo hanno fatto notare che sulla partita c’è ancora grande incertezza perché occorrono garanzie sui piani industriali, tanto che non viene escluso un ulteriore rinvio della decisione del board. Il Sole 24 Ore oggi scrive addirittura che la scelta del partner sarà rinviata addirittura a gennaio. Intanto, il numero uno della compagnia, Maurizio Prato, che sinora sarebbe stato orientato sulla valutazione dell’advisor per il piano Air France, ha escluso eventuali dimissioni nel caso di un nuovo slittamento.
Nei giorni scorsi il premier Romano Prodi aveva detto che non c’è una scadenza legale e che la decisione sarebbe passata prima per una riunione collegiale. Mentre il presidente francese Sarkozy ha detto che ne avrebbero parlato nell’incontro previsto per giovedì prossimo a Roma. Intanto, riunioni tecniche e colloqui fra Prodi e alcuni ministri ci sarebbero state ieri e ne sarebbero previste per oggi. Insomma, si cerca di arrivare alla quadratura del cerchio, perché, indipendentemente da scadenze legali, a pesare ci sono i conti in profondo rosso della compagnia che nello stallo decisionale continua a perdere milioni di euro e ha praticamente esaurito la sua liquidità.

Non a caso ieri si è registrata un’altra seduta da dimenticare per Alitalia, sospesa al ribasso ieri in mattinata e in calo del 4,9% a 0,72 euro in chiusura. Il consorzio Evergreen si è ritirato, e i sindacati confederali di categoria ribadiscono una richiesta di convocazione al governo e assieme a Ugl, Sdl e Up faranno domani un coordinamento nazionale per decidere eventuali iniziative da assumere.
Nel duello fra i due contendenti di Alitalia, il manager che supporta l’AirOne di Carlo Toto ha detto che il piano di Air France e il proprio ”non sono confrontabili” perché quello italiano punta ”alla creazione di un’azienda indipendente”.
Pronta la replica d’oltralpe: ”Quello di Air One è un piano di rilancio bancario, con l’ambizione di posizionare Alitalia quale quarto vettore europeo; quello di Air France-Klm è un piano di sviluppo industriale, che inserisce Alitalia da protagonista nel primo gruppo mondiale del settore”.

Il VIDEO servizio:

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Alitalia, che cosa prevede l’offerta Air One

Secondo indiscrezioni, per l'acquisizione di Alitalia, Air France offrirebbe 35 centesimi per azione, AIR ONE solo 1 centesimo! Pronto il nome per la nuova compagnia!<br /> [i](Credits: [url=http://uberg.ods.org/]Gianfranco Uber[/url])[/i]
Carlo Toto, il padre padrone di Air One, ha presentato il 17 dicembre la nuova offerta non vincolante con le integrazioni, assieme a Corrado Passera e all’advisor Goldman Sachs (che potrebbe entrare direttamente nell’operazione affiancando Intesa SanPaolo, Nomura e Morgan Stanley), e ha confermato che sarà lanciata un’opa sul 100% di Alitalia ad un centesimo per azione in modo da destinare le risorse al rilancio dell’azienda e un aumento di capitale da un miliardo di euro. Ma anche, ha spiegato Passera, ”un premio del 3% a fine piano (2012, ndr) per chi aderirà all’opa, con modalita’ da definire. Intesa SanPaolo resterà nel capitale fino a quando sarà necessario. Con il 49,9% acquisito dal Tesoro, Ap Holding lancerebbe l’aumento di capitale e conferirebbe le sue aziende del settore aereo, compresa AirOne (valutate 870 milioni ma il board di Alitalia farà, nel caso di scelta di Ap Holding, una sua perizia) nella nuova Alitalia. Ap holding avrebbe così il 60-65% di Alitalia e il 40-35% sarebbe sul mercato. Entro il 2012 ci saranno 5,3 miliardi di investimenti inclusi quelli per la flotta di lungo raggio (+130 nuovi aerei in totale), riduzione dei costi per 900 milioni di euro, crescita media dei ricavi di circa il 3,5%. Il partner aereo internazionale sarà trovato dopo la ristrutturazione mentre la nuova Alitalia diventerebbe il quarto gruppo aereo europeo prevede di entrare nell’alleanza Sky Team (dove sono Alitalia e Air France-Klm) almeno fino alla scadenza nel 2010.

Alitalia a picco: tra richieste di esuberi e svalutazioni, la s-vendita slitta a fine anno

[i](Credits: Alitalia)[/i]
Archiviato il dossier Iberia, anche British Airways sarebbe di nuovo in pista per Alitalia, spalla a spalla con Tpg che ha già avuto modo di guardare da vicino i conti della compagnia di bandiera. Al momento non ci sono conferme ufficiali.

Da quel poco che trapela si intuisce tuttavia che anche l’interesse della compagnia di sua Maestà non sarebbe in grado di riportare il sereno intorno alla vendita di Alitalia su cui il mercato ha definitivamente perso la speranza che possa chiudersi entro l’anno. Non a caso i titoli della compagnia di bandiera sono andati a picco a Piazza Affari. La scadenza per la scelta del compratore con cui avviare la trattativa diretta per la vendita di Alitalia è stata di nuovo rinviata a metà dicembre ma lo slittamento è solo un modo per prendere tempo rispetto a una situazione che è chiara da tempo sia al presidente di Alitalia, Maurizio Prato, che all’advisor Citi.

E cioè che nessuna delle grandi compagnie con cui finora sono stati avviati contatti è pronta a mettere mano al portafoglio pur di avere il controllo di Alitalia. Le azioni di quest’ultima sarebbero state valutate zero e, come se non bastasse, al governo sarebbe stato chiesto di farsi carico dell’allontanamento da Alitalia di circa 5.000 dipendenti in esubero attraverso ammortizzatori sociali.

Sarebbero arrivati a questa conclusione sia i consulenti di Air France-Klm che quelli di Lufthansa che, peraltro, avrebbero chiesto in continuazione ulteriore tempo proprio per valutare il dossier Iberia su cui British Airways studiava un’opa a circa 3 euro per azione. La rinuncia del vettore inglese al dossier spagnolo spiana la strada alla Caja de Madrid che punta dritto al 23,5 di Iberia, una partecipazione che mette la compagnia al riparo da scalate ostili, e al contempo potrebbe rimettere l’acceleratore alla vendita di Alitalia. Sempre che il governo accetti i diktat di Air France e Lufthansa. Richieste da cui non dovrebbe discostarsi la compagnia inglese visto che starebbe valutando i conti di Alitalia insieme a Tpg, il fondo di private equity Usa che ha studiato il dossier Alitalia a lungo prima di farsi da parte senza però rinunciare definitivamente a tornare in pista.

Sullo sfondo resta l’offerta di Air One appoggiata da Banca Intesa, ma molto probabilmente il governo ha capito che la proposta d’acquisto può fare ben poco per il rilancio di Alitalia. Aeroflot invece si è definitivamente ritirata dalla corsa.

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rossi-spalla Viviana Da Busti
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