
A puntare il dito contro sono gli Stati Uniti, che hanno chiamato in causa addirittura il WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, per risolvere la questione.
La guerra delle banane adesso pare essere arrivata ad una svolta. In ballo del resto c’è una produzione annuale di 57 milioni di tonnellate. E meno male perché è da ben undici anni che i paesi del Sud America produttori di questo frutto, Ecuador, Guatemala, Honduras e Messico chiedono che sia fatta giustizia e che le regole del commercio internazionale vengano una volta per tutte rispettate.
Succede infatti che dal 1996, in seguito ad un’azione ufficiale mossa proprio da questi paesi in seno al WTO, sia stato chiesto all’Unione Europea in modo altrettanto ufficiale di non violare più la legge.
E cioè di smetterla di favorire nelle importazioni, grazie all’assenza di dazi, le banane provenienti da Africa, Caraibi e Pacifico, peraltro aree ex coloniali di molti stati del vecchio continente. Una situazione insostenibile affermano i Paesi sudamericani tanto più che alle loro banane, invece, per entrare ed essere vendute in Europa, tocca pagare, e anche profumatamente, l’equivalente di 176 euro a tonnellata, il che ha creato seri danni alle esportazioni (la Chiquita ha registrato perdite equivalenti a 200 milioni di dollari l’anno). Da un lato dunque l’Europa, dall’altro l’America Latina. In mezzo gli Stati Uniti, interessatissimi alla questione perché principali distributori di banana sudamericane (basti pensare che tre delle cinque multinazionali che detengono l’82 % del mercato sono made in Usa).
Susan Schwab, rappresentante degli Stati Uniti al WTO ha fatto appello perché il caso venga riaperto proprio in seno all’organizzazione internazionale del Commercio. Richiesta avanzata già lo scorso febbraio dall’Ecuador e a marzo dalla Colombia. Tutti insieme confidano in una bella multa e, soprattutto, nell’abolizione dei dazi. Adesso la parola passa al WTO, cui gli Stati Uniti si appelleranno il prossimo 12 luglio, come già previsto dal calendario dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.
- Mercoledì 4 Luglio 2007
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