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Milano

Borse europee in picchiata, Wall street chiude in rialzo

mercato azionario nella Borsa
Nella nuova seduta di crolli sulle Borse europee vanno in fumo circa 250 miliardi di euro di capitalizzazione. E’ quanto emerge dalle perdite dell’indice Dj Stoxx dei 600 maggiori titoli del Vecchio Continente, sceso oggi del 4,96%. Era dall’ottobre del 1987 che le Borse europee non perdevano così tanto in soli due giorni. La paura della recessione ha dominato ancora i listini europei che dopo due sole sedute di rimbalzi sono scivolate già ieri in territorio negativo proseguendo oggi il calo, nell’ennesima giornata all’insegna della volatilità. La mattinata era iniziata con flessioni decise a causa dello scivolone di Wall Street e Tokyo con gli indici che si sono poi risollevati a metà seduta. Letteralmente in balia delle notizie provenienti dagli Usa i listini del Vecchio Continente hanno reagito positivamente ai dati su inflazione e disoccupazione migliori delle attese per poi peggiorare progressivamente con la produzione industriale sotto le stime, l’andamento nervoso e negativo di Wall Street e l’indice Philadelphia Fed che ha mostrato il calo mensile più marcato di sempre. La discesa del petrolio sotto i 70 dollari al barile dopo la pubblicazione degli stock Usa ha dato il colpo di grazie alle borse con Parigi che ha registrato un calo del 5,92%, Londra del 5,35% e Francoforte del 4,91%. La peggiore è Milano, dove l’S&P/Mib cede il 6,7 8% scivolando a 20.714 punti. In ribasso del 3,01% Stoccolma, mentre Zurigo nel finale lascia il 3,26% Ancora in ribasso banche (-6,11%) e assicurazioni (-8,481%): oggi altri istituti hanno provveduto a prendere provvedimenti contro la crisi. Ubs (-5%) e Credit Suisse (-4,36%) hanno infatti annunciato rafforzamenti patrimoniali, con l’aiuto della Confederazione nel caso di Ubs mentre Credit Suisse ha resto noto che chiuderà il terzo trimestre dell’anno con una perdita netta di 1,3 miliardi. A livello di comparti pesanti enmergia (-7%), materie prime (-10,87%) e costruzioni (-6,74%).
A Milano la peggiore dell’S&P/Mib è stata Unicredit (-13,08%) che sul finale ha sorpassato Intesa Sanpaolo (-12,54%). Quest’ultima, sospesa al ribasso durante la seduta, nonostante le rassicurazioni del management nei giorni scorsi ha risentito delle indiscrezioni relative a un possibile aumento di capitale o al taglio del dividendo. Gli analisti sono concordi nel non ritenere necessaria una ricapitalizzazione mentre ritengono che il maxi dividendo annunciato potrebbe venir tagliato. Un forte rimbalzo ha invece contraddistinto le fasi finali delle contrattazioni a Wall Street dopo il crollo registrato ieri. Il Dow Jones ha guadagnato il 4,68 per cento chiudendo a quota 8.979,26. Meglio ha fatto il Nasdaq cresciuto del 5,49% a 1.717,71 punti.

Wall Street frena, Asia incerta. E le Borse Ue aprono in ribasso

Un operatore di Borsa

48 ore: tanto è durata l’euforia sui mercati finanziari.
Il giorno dopo il grande rimbalzo superiore al 14 per cento, anche a Tokyo si è riaffacciata l’incertezza sull’efficacia delle misure contro la crisi di credito. Ma il Nikkei ha saputo resistere alla volatilità di Wall Street, guadagnando in chiusura l’1,06% e girando bruscamente in positivo dopo una seduta altalenante (l’indice ha recuperato recupera rispetto al -1,44% registrato a metà seduta).
A differenza di Tokyo, le altre Borse asiatiche dimenticano il rialzo record messo a segno alla vigilia e tornano ad essere incerte a un giorno dall’ingresso del Governo Usa nel capitale di nove colossi bancari di Wall Street. I principali indici dei mercati del «Far East» hanno chiuso tutti con il segno meno: Hong Kong a -2,92%, Shanghai a -1,81%, Taiwan a -0,86%, Seul a -2%, Sydney a -0,81%, Singapore a -1,93%.
Nelle prime ore di contrattazioni odierne, però, e per quasi tutta la giornata, sulla scia del ridimensionamento serale a Wall Street ovunque prevaleva il segno meno: le piazze del Vecchio Continente reagiscono con un avvio debole all’incertezza di Wall Street. Inizio di seduta in flessione a Parigi con l’indice Cac 40 che perde lo 0,36%. In calo anche Londra (Ftse100 -0,55%), Francoforte (Dax -0,35%).
Il ribasso più alto lo fa registrare Piazza Affari: Mibtel -0,87%. Sulle prime battute l’S&P/Mib scende dell’1,28%. In flessione le banche, mentre corre Mondadori (+8,8%), dopo la cessione delle tipografie. Ancora in netto rialzo Seat (+7%), sempre sulle ipotesi di delisting.

Riflettori puntati intanto su Bruxelles dove prenderà il via alle 16 il Consiglio Europeo che riunisce i capi di Stato e di governo dei Ventisette. In agenda la crisi finanziaria, i consumi energetici e la lotta al cambiamento climatico. Il summit in programma nel pomeriggio arriva dopo gli altri due vertici di leader europei, quello del G4 del 4 ottobre e quello dell’Eurogruppo domenica a Parigi. E proprio la dichiarazione finale del secondo, che ha suscitato l’entusiasmo delle Borse e si è già tradotta in cospicui piani di garanzia pubblica per le banche, dovrebbe essere avallata dai 12 stati membri che non fanno parte di Eurolandia. Le questioni economiche, sia la crisi finanziaria, sia l’energia e la lotta ai gas serra domineranno gli incontri in programma in serata. Soprattutto il secondo tema si preannuncia complicato per le posizioni molto diverse degli stati membri, mentre l’Italia si prepara a dare battaglia a difesa delle proprie industrie.

Partenza sprint per le Borse europee. E l’inflazione cala

Progetto per la casa

Il pacchetto da 250 miliardi di dollari annunciato oggi dal Governo statunitense per entrare nel capitale di alcune fra le maggiori istituzioni bancarie è la prima tranche del piano messo a punto dal segretario al Tesoro Henry Paulson. Piano, quest’ultimo, che dopo un difficile iter parlamentare è stato approvato dalle camere Usa e portato da un plafond iniziale di 700 a complessivi 850 miliardi di dollari.
In base alla decisione di oggi, il Tesoro americano compreà 25 miliardi di dollari di azioni privilegiate di Bank of America (incluse quelle di Merrill Lynch) così come di JP Morgan e Citigroup; tra i 20 e i 25 miliardi di titoli di Wells Fargo; 10 miliardi di Goldman Sachs e Morgan Stanley; 3 miliardi della Bank of New York Mellon e circa 2 miliardi della State Street.
Il Governo comprerà azioni privilegiate, senza diritto di voto, con un dividendo annuale del 5% che, secondo alcune fonti, dovrebbe salire al 9% dopo cinque anni.
Più in generale il piano anti-crisi noto come “Legge di stabilizzazione d’economia d’urgenza 2008″ si basa su alcuni punti punti principali. Vengono fissati al 31 dicembre 2009 i tempi per il piano di salvataggio, ma su richiesta del governo il limite può essere esteso per un massimo di due anni dall’approvazione della legge.
- il Tesoro può acquistare in un primo tempo fino a un massimo di 250 miliardi di dollari di asset tossici: su richiesta del presidente, però, il tetto può essere alzato fino a 350 miliardi. Al di sopra di tale cifra, il Congresso ha diritto di veto.
- Lo Stato può partecipare al capitale e ai profitti delle società che entrano a far parte del progetto.
- Il segretario al Tesoro può coordinarsi con le autorità di altri Paesi.
- A controllare le operazioni del segretario del Tesoro è un consiglio di sorveglianza, composto fra gli altri dal presidente della Fed e da quello della Sec. Anche la corte dei conti Usa supervisiona il piano di acquisti, e un ispettore generale indipendente supervisiona le decisioni del Tesoro, che saranno esaminate dalla giustizia.
- Viene stabilito un maggior raggio d’azione per la Fdic, l’organismo federale di assicurazione dei depositi, che puo’ chiedere, fino a fine 2009, prestiti illimitati al Tesoro per garantire depositi fino a 250.000 dollari per un anno.
- Viene ribadito per la Sec il potere di sospendere le cosiddette pratiche di mark-to-market.
- Il piano vieta, almeno fino a quando lo Stato sarà azionista, il paracadute d’oro per gli amministratori delegati o i dirigenti licenziati o dimissionari da società che hanno ceduto i propri asset al Tesoro. Limiti anche per le indennità che incoraggiano prese di rischio eccessive e un tetto di 500.000 dollari per le remunerazioni di dirigenti che possono beneficiare di deduzioni fiscali.
- Il testo prevede delle misure a tutela dei proprietari di case minacciati da pignoramenti e l’autorizzazione a rivedere, in caso di difficoltà del contribuente, le condizioni a cui sono stati accesi i mutui. Sono previsti anche crediti d’imposta per la classe media e le piccole imprese.
- Sgravi fiscali per le società americane che girano film o telefilm negli Usa (costo 397 milioni).
- 18 miliardi di dollari di esenzioni per l’energia pulita.
Rientrano in questa voce gli sgravi per coloro che sceglieranno di parcheggiare l’auto privilegiando la bicicletta.
- Misure per alleggerire il peso della “alternative minimum tax” per 24 milioni di famiglie.
- Riduzione di alcuni dazi all’import su alcuni prodotti di lana (costo 148 mln).

Bce e Fed tagliano i tassi. Borse europee a picco: bruciati 340 miliardi

mercato azionario nella Borsa
Mercoledì nero per le Borse europee, che terminano in picchiata una seduta molto volatile, in cui sono stati bruciati 340 miliardi di capitalizzazione. A frenare i pesanti ribassi non è bastato l’intervento coordinato delle banche centrali, Bce, Fed e Banca d’Inghilterra comprese, che hanno tagliato i tassi di interesse in risposta al peggioramento della crisi. La seduta era iniziata con fortissimi cali, sulla scia delle chiusure pesanti di ieri a Wall Street e di oggi sui mercati asiatici: il taglio dei tassi è servito a dare ossigeno ai listini, che hanno ridotto per poco le perdite e sono tornati in fortissimo calo dopo l’apertura negativa di Wall Street, per poi chiudere con un tonfo. A sollevare i listini non è servito nemmeno il piano di intervento del governo britannico per le banche, che prevede una nazionalizzazione parziale di otto istituti per otto miliardi di sterline. Il Cac40 ha chiuso in calo del 6,39%, il Dax del 5,88%, il Ftse100 del 5,88%. Tra i settori, tutti in deciso calo, affondano le materie prime (Eurostoxx -12%) e le banche (-6,76%), ma vanno male anche le utilities (-5,26%).Un altro tracollo per la Borsa di Milano, che non reagisce al taglio dei tassi deciso dalle banche centrali e chiude in netto arretramento. L’indice Mibtel finisce con un ribasso del 5,72%, a 16.793 punti, mentre l’S&P/Mib perde il 5,71% e l’All Stars il 5,64%. Il ribasso di martedì di Wall Street ha indirizzato in negativo la seduta già dall’avvio per Piazza Affari e tutte le borse europee. A metà seduta si è concretizzato il recupero (dopo il -7,3% della mattina) con il Mibtel che riduceva il calo fino a un -0,4% in concomitanza con la notizia del taglio concertato dei tassi di mezzo punto. Poi di nuovo il buio, mentre anche Wall Street dimostrava alta volatilità.
Maglia nera fra le blue chip per Unicredit che ha ceduto il 12,58% scendendo sotto quota 2,5 a 2,445 euro con scambi pari al 2,2% del capitale. Questo nonostante le rassicurazioni sul prevedibile buon esito dell’aumento di capitale e sulla qualità del portafoglio Abs da parte del numero uno Alessandro Profumo, intervenuto a Londra a un conference organizzata da Merrill Lynch.

La mossa attuata oggi da sei fra le maggiori banche centrali per il taglio di mezzo punto percentuale dei tassi di riferimento non ha precedenti. Dopo l’attacco alle Torri di Manhattan dell’11 settembre 2001 infatti la Fed e la Bce tagliarono il costo del denaro a distanza di pochi giorni, il 17, con due azioni distinte anche se coordinate fra di loro. La decisione odierna - spiega un comunicato congiunto - riflette “il recente intensificarsi della crisi finanziaria” che ha “aumentato i rischi di rallentamento dell’ economia ed al tempo stesso ha diminuito le pressioni inflazionistiche”.
Con il taglio di mezzo punto del costo del denaro deciso congiuntamente a livello mondiale, la Fed portato i tassi all’1,5% e la Bce al 3,75%.
All’operazione hanno partecipato anche la Banca d’Inghilterra, la Banca del Canada, e le Banche centrali di Svezia e Svizzera. Con un taglio minore, pari a -0,27%, si è aggregata anche la banca centrale cinese. Dopo l’attacco alle Torri di Manhattan dell’11 settembre 2001 infatti la Fed e la Bce tagliarono il costo del denaro a distanza di pochi giorni, il 17, con due azioni distinte anche se coordinate fra di loro.

Il Tesoro britannico ha annunciato un piano di sostegno per le banche che punta a provvedere alle esigenze di liquidità a breve termine, mettendo a disposizione degli istituti di credito almeno 200 miliardi di sterline. Il governo ha informato la Commissione europea del piano ed è in contatto con altri paesi per una sua eventuale estensione. La nuova linea di credito creata dal governo è destinata a banche e società di credito immobiliare registrate in Gran Bretagna. Tra i gruppi che rispondono ai requisiti individuati dal Tesoro ci sono Abbey, Barclays, Hbos, Hsbc, Lloyds Tsb, Rbs Standard Chartered e Nationwide Building Society. Questi ultimi si sono impegnati presso il governo per aumentare il coefficiente patrimoniale “Tier 1″ di 25 miliardi di sterline. Con tale iniziativa, ha assicurato il ministro delle Finanze Alistair Darling, gli interessi dei contribuenti sono protetti. Non sono escluse altre misure, ha aggiunto Darling.

Il VIDEO servizio:

Fmi: “Crisi da 1.400 miliardi di dollari”. E l’Ecofin dice no al fondo Ue

Lehman Brothers in bancarotta, Borse a picco

Mercati sulle montagne russe, dopo lo shock di ieri. Dopo una mattinata incerta, in cui le borse hanno registrato rialzi e ribassi, ci ha pensato Wall Street a tendere una mano al Vecchio Continente. New York infatti ha aperto bene e ha fatto recuperare le piazze europee. Ma poi ha invertito la tendenza, e i listini hanno segnato un’altra giornata in negativo, seppur meno consistente di ieri.
In apertura, i mercati sembravano aver rialzato la testa.

Ma è durata poco. Già dopo un’ora, i listini hanno pero’ cominciato a perdere quota con piazza Affari che ha visto una raffica di sospensioni per eccesso di ribasso o per scostamenti di prezzo. I titoli interessati sono stati, tra gli altri, Unicredit, Fiat e Telecom. Dopo i primi scambi, le borse europee hanno virato in negativo: a trainare al ribasso gli indici è stato il comparto bancario con Royal Bank of Scotland che ha lasciato sul terreno il 33%, sulle voci di un possibile intervento del governo britannico, e Deutsche Bank che ha perso il 14% per effetto dei rumors su un aumento di capitale. A fine mattinata, invece, sono tornate in positivo a parte Francoforte e a parte Milano che a metà seduta è sembrata incerta. Fino all’apertura di Wall Street. Poi, l’inversione di tendenza e il finale con il segno meno.

E, intanto, una doccia gelata, l’ennesima, ha colto oggi i consumatori e in particolare coloro che hanno contratto un mutuo: le rate dei mutui sono diventate più care.
Di crisi finanziaria hanno parlato i ministri dell’economia e delle finanze dell’Ue riuniti da questa mattina a Lussemburgo nel tentativo di rassicurare i mercati con una posizione unitaria. Ma l’idea del fondo comune, caro all’Italia ed alla Francia non decolla. Prevale invece l’idea di interventi coordinati, ad esempio iniezioni di liquidità, ricapitalizzazioni bancarie o misure rafforzate per la protezione dei depositi. I 27 ministri finanziari dell’Ue hanno raggiunto un accordo per innalzare da 20 mila ad almeno 50 mila euro la soglia minima di garanzia dei depositi bancari in caso di fallimento di istituti di credito europei. In molti Paesi, però, la soglia prevista sarà di 100 mila euro (in Italia era già di 103). In ogni caso i sostegni pubblici ai gruppi in difficoltà giungeranno dai singoli governi, e le misure vanno intese come a carattere temporaneo.

I 27 paesi dell’Unione europea si dicono “pronti ad adottare tutte le misure necessarie per assicurare” la stabilità del sistema finanziario e bancario, ha affermato il ministro dell’economia francese, Christine Lagarde, durante la conferenza stampa della presidenza dell’Ecofin al termine del vertice.

Del resto, parlano da sole le cifre riportate nel rapporto sulla stabilità finanziaria globale redatto dall’Fmi, nel quale si parla di perdite collegate alla crisi del mercato subprime americano che potrebbero arrivare a 1.400 miliardi di dollari, significativamente più dei 1.000 miliardi stimati ad aprile. “Sull’Europa pesa il 40% delle perdite emerse fino ad ora”, con svalutazioni per 580 miliardi di dollari solo a carico delle banche, come ha spiegato Caruana, sottolineando che “il compito del Fondo non è dare indicazioni specifiche ad ogni paese o imporre strategie uguali per tutti, ma promuovere collaborazione e coordinamento tra i vari paesi”, nel rispetto delle particolarità e necessità di ogni singolo stato. Proprio la collaborazione intergovernativa appare come una possibile via di uscita nel tentativo di migliorare il livello di comunicazione e redendere le politiche più organiche e coordinate. “Il tempo delle soluzioni graduali è terminato.

Intanto si muove anche il presidente Usa. Bush, che oggi ha discusso della crisi finanziaria con i leaders europei (Silvio Berlusconi, Gordon Brown e Nicolas Sarkozy) è disponibile a tenere un vertice straordinario del G8, rivela il portavoce della Casa Bianca Dana Perino, secondo la quale Bush è aperto alla proposta di un summit coi leader degli otto paesi più industrializzati, anche se ritiene che la situazione vada focalizzata subito alla riunione ordinaria ei ministri finanziari del G8, che si terrà venerdì prossimo a Washington. Bush ha sottolineato “l’importanza per tutti i paesi di lavorare assieme per coordinare le loro azione e trovare la soluzione ai problemi”, mentre la Fed è corsa nuovamente ai ripari annunciando di aver creato, con la benedizione del ministero del Tesoro, un organismo per acquistare sul mercato commercial paper, cioè quegli strumenti finanziari molto usati negli Usa per i finanziamenti a breve.

L’imprenditoria è matura: boom dei manager con i capelli bianchi

In ufficio

Imprenditori a tutte le età? Sì. Soprattutto quando i capelli diventano bianchi e il binomio saggezza più esperienza permette di intraprendere un’attività individuale senza troppi rischi. È infatti un mondo di imprenditori over settanta quello che emerge dai dati del registro delle imprese relativi al secondo trimestre 2008 e 2003, elaborati dalla Camera di commercio di Milano in occasione della festa dei nonni (5 ottobre).
Sono oltre 294 mila in Italia (26 per cento donne, pari a 76.554 ditte individuali) gli imprenditori ultrasettantenni e in cinque anni crescono del 3,2 per cento. Il boom si registra nel settore dell’intermediazione economica e finanziaria (113,2 per cento), delle costruzioni (43,5 per cento) e dell’istruzione (37,4 per cento). Ma è nel settore agricolo (68,8 per cento), del commercio (15,5 per cento) e nelle attività manifatturiere (4,6 per cento) che gli imprenditori sono presenti in quantità maggiore. Negli ultimi cinque anni sono poi le ditte individuali al femminile a segnare un risultato positivo: quelle con titolare donna di età superiore ai 70 anni sono cresciute del 7,9 per cento.
Nella classifica delle province italiane è il Centro-Sud ad avere la meglio: Roma è al primo posto con 10.671 imprese individuali con al comando un ultrasettantenne, seguita da Bari (9.274) e Napoli (8.717). Negli ultimi cinque anni sono invece le province del Nord a essere cresciute di più, con le città di Lecco, Como e Varese ai primi tre posti sul podio.
La provincia di Milano cresce e oltre a contare 5.460 imprenditori over settanta, di cui il 22,5 per cento donne (pari a 1.231 ditte individuali), in cinque anni ha visto aumentare l’attività imprenditoriale del 18,6 per cento, contro una crescita nazionale del 3,2 per cento. I titolari milanesi anziani rappresentano circa il 3,6 per cento del totale delle ditte individuali milanesi e le crescite maggiori sono state nelle attività di intermediazione economica e finanziaria (+92,6 per cento), immobiliari, noleggio e ricerca (+39,6 per cento) e nelle costruzioni (+37,3 per cento). Nella capitale economica italiana gli imprenditori ultrasettantenni operano soprattutto nel settore del commercio (40,1 per cento contro il 15,5 per cento del dato italiano) e nelle attività manifatturiere (15,7 per cento contro il 4,6 per cento nazionale). Uno su otto (12 per cento) è attivo nel settore agricolo, che prevale invece a livello italiano (68,8 per cento degli imprenditori).
Una nota rosa sotto la Madonnina: in cinque anni le ditte individuali con titolare donna di età superiore ai 70 anni crescono nella provincia di Milano del 12,5 per cento, più del dato italiano che si ferma al 7,9 per cento.
Tra i più anziani attivi, la Camera di commercio segnala l’imprenditrice di oltre 90 anni che ha un negozio di occhiali “su misura” in centro a Milano; l’imprenditore di 97 anni che ha aperto alla fine degli anni Trenta un’impresa di commercio al minuto di articoli casalinghi e l’imprenditrice di oltre 80 anni che si occupa della fabbricazione e della vendita al minuto di scarpette da ballo.
“Gli anziani sono una ricchezza nella nostra società, a partire dalla famiglia, col sempre più indispensabile ruolo svolto dai nonni”, sottolinea Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano, “Ma sempre più spesso il loro ruolo sociale si mostra anche attraverso la loro capacità di continuare a portare avanti un’impresa radicata, in molti casi l’attività di una vita, e di trasmetterla ai più giovani”.

Crisi Usa, Senato pronto al sì al piano Bush. E le Borse riprendono quota

wall-street
Prima le borse asiatiche, poi quelle europee. I mercati finanziari provano a reagire sulla scia della chiusura positiva di ieri sera a Wall Street e nella convinzione che il Senato americano approvi oggi il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari messo a punto dal segretario al Tesoro, Henry Paulson, per salvare Wall Street e il sistema bancario statunitense.

Mentre le principali Borse della Cina sono chiuse a causa della Festa Nazionale che si celebra oggi, l’altra grande piazza asiatica, quella di Tokyo, è tornata a chiudere in positivo, con l’indice Nikkei che ha guadagnato lo 0,96% a 11.368,26 punti. Martedì l’indice aveva perso il 4,12% Mentre ha fatto decisamente meglio Sidney (+4,22%).

A Milano Piazza Affari apre in forte rialzo, con il Mibtel a +1,44%; a Londra l’indice Ftse100 segna un progresso dello 0,80% a 4.941,49 punti; a Francoforte il Dax guadagna in apertura lo 0,58% a 5.865,08 punti. UniCredit congelata al ribasso sul prezzo di controllo in Borsa
Il titolo di Piazza Cordusio dopo un avvio in deciso recupero (+2%) è stato fermato dalle
contrattazioni per qualche minuto.
Ieri sera Wall Street è rimbalzata dopo il lunedì nero. Il Dow Jones ha chiuso a 10.857,03 salendo del 4,74%, mentre il Nasdaq è avanzato del 4,97% a 2.082,83. I mercati americani hanno creduto all’appello del presidente George W. Bush che è tornato a chiedere al Congresso di agire in fretta per l’approvazione del maxi piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari a sostegno del sistema finanziario. La Casa Bianca è fiduciosa che l’intervento possa essere approvato entro la settimana e sono ripresi i negoziati tra i consiglieri economici di Bush e i rappresentanti del Congresso per arrivare a una nuova soluzione che possa tornare all’ordine del giorno a Capitol Hill.
In Europa aumentano le possibilità di un taglio del costo del denaro da parte della Bce già domani nella consueta riunione mensile.
Propende per questa ipotesi anche una delle firme del Financial Times, Martin Wolf, che oggi dalle pagine del quotidiano della City invita le autorità monetarie dell’area euro ad intervenire a breve sul costo del denaro.


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rossi-spalla Viviana Da Busti
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