
Il risultato della votazione alla Camera di oggi (Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MEO)
Il governo Monti ha messo la fiducia sul decreto Milleproroghe e la Camera ha dato il suo via libera. 469 voti a favore, 74 contrari, 5 astenuti. Martedì il voto definitivo al Senato. Se ci saranno modifiche (probabile) dovrà tornare a Montecitorio per una nuova discussione. Ma per ora, sono quattro le decisioni prese. Eccole, punto per punto. Continua

Il premier Mario Monti (Credits: Imagoeconomica)
La bozza del decreto Milleproroghe verrà discussa venerdì prossimo dal Consiglio dei Ministri. Ecco punto per punto cosa prevede. Continua
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Agenti della Guardia di Finanza - Ansa
Non ci sono state grandi sorprese ieri in Senato: il decreto “Milleproroghe” è stato approvato senza scossoni, tranne l’accoglimento di una proposta del Pd che impegna il ministero dell’Economia a presentare entro giugno una relazione sulle operazioni di rimpatrio e regolarizzazione dovute allo Scudo Fiscale. Continua
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Se ne avete bisogno, affrettatevi ad acquistare pennette con la memoria digitale, riproduttori di musica in formato mp3, telefonini che possono registrare canzoni e film e altri apparecchi del genere. La ragione è nascosta nell’articolo 39 del decreto “Milleproroghe” appena convertito in legge dal Parlamento. Dove è prevista la possibilità che presto il governo introduca una royalty (cioè un prelievo) da applicare al prezzo di ogni forma di memoria digitale. In realtà, la norma che prevede il prelievo esiste già. L’obiettivo è risarcire in questo modo, sia pure a forfait, gli autori delle musiche e dei video per le copie destinate all’uso privato.
Un esempio: la royalty sui cd vergini, attraverso la Siae, finisce già nelle tasche di autori, cantanti e quanti altri dovrebbero intascare diritti di autore. Dal 2 aprile 2005 era invece stata sospesa l’applicazione della royalty sulle memorie digitali, in attesa che il ministro per i Beni e le attività culturali ne stabilisse l’entità per questo tipo di nuovi supporti. La data di scadenza per la decisione, molto attesa da autori ed editori, era fissata al 31 dicembre 2008. Con l’articolo 39 del Milleproroghe (tre righe incomprensibili per i comuni mortali), il governo avrà invece tempo fino alla fine del 2009. E questa volta è più che probabile che la decisione arrivi.