
(foto Impulsiv/Lapresse)
La novella della (possibile) separazione proprietaria di Snam Rete Gas da Eni è tornata alla ribalta nelle ultime settimane. Lo scorso anno erano stati in molti a chiedere lo split tra le due società, dall’Autorità per l’energia al fondo attivista americano Knight Vinke, che detiene l’1% di Eni. E pochi giorni fa il numero uno di San Donato, Paolo Scaroni, che aveva sempre risposto picche a questa proposta, sembra averci ripensato. Continua

Anche un classico dei videogiochi come Pac-man ha la sua versione in cartone
C’è un posto in cui il settore immobiliare non va mai in crisi: è tra Vicolo Stretto e Parco della Vittoria. Il Monopoli, così come gli altri grandi “classici” tra i giochi da tavolo, è tra i prodotti che meno risentono della crisi. Dalle carte agli scacchi al “Cluedo”, la riscoperta dei giochi tradizionali va di pari passo con la loro versione più digitale. Ma il divertimento assume una dimensione sempre più casalinga: il poker on-line, ad esempio, registra livelli di crescita incredibili (+150% nei primi due mesi del 2009), ma è un dato che va in parallelo al calo a livello mondiale dei Casinò: in un incontro a Sanremo tra le principali sale da gioco italiane con il sottosegretario agli interni Michele Davico è stato stabilito che entro l’estate sarà istituito un tavolo di lavoro tra le proprietà, le società di gestione dei 4 casinò italiani e il governo per studiare la riorganizzazione del gioco d’azzardo, oggi in crisi sia per la recessione economica sia per la concorrenza dei nuovi giochi on line.
E se questi ultimi sono un lato della medaglia, l’altro sono i giochi da tavolo. Cinema, teatro, eventi sportivi risentono della crisi, si passa più tempo in casa e si riscopre il divertimento casalingo, al computer o intorno a un tavolo: “Giochi intelligenti e duraturi” scriveva lo scorso dicembre il Washington Post al seguito dell’imponente Toy Fair di New York, “le famiglie non sono più disposte a spendere come in passato per i gusti ipertecnologici dei figli, c’è una voglia di semplicità e di condivisione”.
Un’idea condivisa dalla psicologa Monica Zentellini: “Oggi più che mai si sente la ricerca di aggregazione” commenta, “e nell’epoca dei social network e dei videogiochi on line, i giochi in scatola vincono perché sono economici e favoriscono la socialità”. Da uno studio condotto dall’Osservatorio Metropolis per la casa produttrice di giochi Hasbro, emerge che 7 intervistati su 10 in Italia dichiarano di comprare almeno un gioco in scatola all’anno. Dai sempreverdi Monopoli , Risiko e Trivial Pursuit a quelli tratti da programmi televisivi come “Chi vuol essere milionario?” La maggioranza dei compratori ha tra i 25 e i 45 anni. Rispetto ai videogiochi, i punti che sono considerati “di forza” sono la durata di ogni partita, la possibilità di giocare ovunque, la transgenerazionalità. Oltre, ovviamente, al divertimento.

Dopo il periodo di vacche grasse, il montepremi a 100 milioni di euro e il boom delle giocate, con la primavera è arrivato il momento del riflusso per il Superenalotto. Per la prima volta la Sisal, azienda concessionaria del concorso, è stata costretta a ridimensionare il numero di vincite istantanee del Superstar, una modalità di gioco collegata al Superenalotto. Da ora e fino a tutto giugno per ogni milione di giocate Superstar le vincite istantanee programmate saranno una ogni 1.000 e non più una ogni 250.
La riduzione riguarderà le vincite minime dell’importo di 5 euro. La decisione è stata imposta a Sisal dal direttore dei Monopoli, Raffaele Ferrara, dopo che per 2 mesi di fila il fondo di riserva costituito per pagare le vincite del Superstar è andato progressivamente prosciugandosi. Il fenomeno è cominciato a dicembre ed è arrivato a procurare uno scostamento massimo di 11,7 milioni di euro rispetto alla soglia minima di garanzia pari a 6 milioni. In pratica il fondo ha accumulato un saldo negativo di 5,7 milioni di euro, un buco preoccupante che non accennava a diminuire.
I motivi dell’improvviso tonfo non sono ancora del tutto chiari, probabilmente ha influito molto l’aumento del numero delle giocate Superstar indotto dalla pubblicità e dal lancio del nuovo sistema Gioca facile.

Anche l’Italia ha imboccato la strada della liberalizzazione delle scommesse, sull’esempio di quel che succede da sempre in Gran Bretagna. Con una circolare del 24 novembre la direzione per i giochi dei Monopoli (Aams) ha permesso ai concessionari di elaborare un palinsesto, su eventi sportivi e non, autonomo rispetto a quello finora imposto a livello centrale.
Dal 1° dicembre ogni gestore può in pratica proporre il tipo di puntate che ritiene più idonee, interessanti e avvincenti per i suoi clienti.
Tipo la candidatura a un Oscar o la durata di un governo. Il concessionario dovrà soltanto comunicare la proposta all’Aams e i Monopoli dovrebbero esprimere una valutazione in tempi che le aziende si augurano ragionevolmente brevi.
La novità costituisce un passo avanti verso la completa liberalizzazione, un sistema nel quale in futuro lo stesso giocatore proporrà la scommessa che preferisce, lasciando al banco la libertà di decidere se accettarla e a quale quota. Finora i Monopoli, ora diretti da Raffaele Ferrara, avevano sempre cercato di rallentare l’apertura del mercato, forse temendo di perdere il ruolo di controllori del sistema.
Secondo dati elaborati dall’agenzia Agicos, solo a novembre gli italiani hanno scommesso 450 milioni di euro, 178 in più rispetto allo stesso mese dell’anno passato, e in 10 mesi l’erario ha incassato 155 milioni.
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Non sono riusciti ad inserire i 64 mila militari della Guardia di Finanza tra i beneficiari dell’incentivo legato ai proventi della lotta all’evasione fiscale, elargito ai dipendenti del ministero dell’Economia e delle Agenzie fiscali. Ma almeno una soddisfazione morale i rappresentanti del Cocer, il Comitato di rappresentanza delle Fiamme gialle, se la sono presa. Sono riusciti a mandare all’aria l’accordo tra ministero e sindacati con il quale, quasi in sordina, veniva distribuita una parte del premio perfino ai funzionari condannati per dolo o per danni erariali.
Dopo aver firmato l’intesa, il delegato della Cgil, pressato proprio dalle denunce del Cocer della Finanza, ci ha ripensato, sostenendo di aver accettato in un primo momento in quanto “tirato un po’ per la giacca”.
Per denunciare il fatto che l’attribuzione dell’incentivo stava avvenendo “in un contesto contrario ad ogni morale” tre esponenti del Cocer, Daniele Tisci, Eliseo Taverna e Raffaele Dalessandro si sono fatti intervistare dalla giornalista Barbara Palombelli sul Tg5. Per la prima volta rappresentanti del Comitato di rappresentanza hanno parlato in tv senza la preventiva approvazione dei comandi.
La sorprendente vicenda della ripartizione degli incentivi fu rivelata da Panorama. Il premio collegato ai proventi della lotta all’evasione è pari a 410 milioni di euro, 60 relativi al 2004 e 350 per il 2005. Ad averne diritto sono i 77.217 dipendenti del ministero dell’Economia e delle agenzie fiscali (Entrate, Territorio, Dogane, Demanio e Monopoli).
Ad ogni dipendente spettano, in media 5.300 euro, ma la somma sale fino a 40-50 mila euro per i dirigenti. Tra i condannati per dolo o per danni erariali a cui il ministero stava per distribuire il premio c’erano anche alcuni alti funzionari.