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Gli ostacoli per il ritorno del nucleare in Italia

Credits: LaPresse

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Che il nucleare richieda come requisito essenziale per la sua realizzazione una continuità programmatica, anche tra governi di differente colore (come avvenne in Francia fino agli anni ‘80), lo disse nel 2009 un addetto ai lavori, Bruno D’Onghia, presidente di Edf Italia, divisione del colosso francese che ha in progetto la costruzione di 3- 4 impianti assieme ad Enel nel nostro paese: “Il nucleare è una tecnologia che non tollera cambi di strategia o ripensamenti al ritmo dell’alternanza politica”. E lo ha ricordato di recente un economista bocconianoLuigi De Paoli: “Bisogna rassegnarsi: il nucleare è una sfida che dovrebbero accettare solo i paesi seri o che, dopo riflessione, pensano di poterlo diventare. Per gli altri sarebbe meglio astenersi”. Continua

Competizione nucleare: la Francia perde terreno

Credits: LaPresse

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Aria pulita, energia a buon mercato per il Paese e, soprattutto, esportazioni per quattro miliardi di dollari. Sono questi i vantaggi del nucleare in Francia. Dagli anni ’50 ad oggi sono stati costruiti 58 impianti in grado di produrre l’energia necessaria a coprire il 75% del fabbisogno nazionale. E un business che genera profitti va esportato. Ecco perché la prospettiva di vedere sorgere in vent’anni duecento impianti (e altri trecento sono in fase di discussione) in tutto il mondo ha spinto i grandi del nucleare francese, EDF (Electricité de France), GDF Suez, Areva e Alstom, ad offrire la rispettiva consulenza nella realizzazione dei progetti. Continua

Energia nucleare, tesi a confronto: Fulco Pratesi vs Luciano Maiani

Il fondatore del Wwf Italia Fulco Pratesi

Il fondatore del Wwf Italia Fulco Pratesi

di Luca Sciortino

FULCO PRATESI: PERCHE’ NO…

Se non credono nel nucleare, quale ricetta propongono gli ambientalisti per il futuro energetico dell’Italia? Lo spiega Fulco Pratesi, 76 anni, fondatore e presidente onorario del Wwf Italia che è convertito all’ambientalismo negli anni ‘60 fino a ricoprire importanti cariche internazionali. Tra queste quella di membro del Consiglio Nazionale dell’Ambiente (CNA), un organo che fornisce al ministro pareri su delicati temi di ecologia. Continua

Geopolitica nucleare: stranamore tra Islamabad e Pechino (senza il consenso di Obama)

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Ogni tanto l’Asia da l’impressione di essere destinata a far riemergere le dinamiche più tipiche della guerra fredda. In quel periodo le alleanze vedevano gli Stati Uniti vicini prima all’India poi alla Cina, e l’Unione Sovietica alleata prima della Cina e poi dell’India, con un Pakistan rigorosamente nemico di New Delhi e amico di Pechino. Oggi, nonostante la Russia si ritrovi ad assumere una posizione defilata, questo schema sembra riproporsi per lo meno dal punto di vista della geopolitica nucleare, Continua

Washington-Islamabad: una partnership economica che non compromette l’asse Cina-Pakistan

Missili pakistani (Credits: LaPresse)

Missili pakistani (Credits: LaPresse)

Mentre Bill Gates si accorda con Toshiba per costruire dei mini reattori nucleari a ridotto uso di uranio e con scorie praticamente inesistenti da destinare ai mercati emergenti in maniera da alimentarne una crescita più “pulita”, Washington sta cercando di consolidare i propri rapporti commerciali con le altre potenze asiatiche per approfondire la sua presenza in una regione in cui la Cina diventa sempre più forte.

Un primo passo ha coinvolto il Pakistan. Continua

Nucleare, effetto PIMBY (Please In My Back Yard), ovvero: per favore, nel mio giardino

nucleare, effetto pimby

di Anna Maria Angelone

Da Scanzano Jonico all’Est Europa: è qui che potrebbero finire interrate le scorie più radioattive italiane, passate e future. Stoccate in un unico deposito collettivo, insieme a quelle di altri paesi europei. La notizia, rivelata dal Times e rilanciata dal quotidiano polacco Polska, trova conferme anche in Italia. I paesi interessati al progetto sarebbero una decina: oltre all’Italia, Paesi Bassi, Slovenia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Slovacchia, Lituania, Romania e Polonia. Continua

Energia: ora se la prendono anche con il solare

Energia: ora se la prendono anche con il solare

Per avere un’idea di quale patata bollente si troverà tra le mani il governo con il programma nucleare, basta andare a Termoli, in provincia di Campobasso. Qui doveva sorgere il più grande impianto offshore (cioè in mezzo al mare) di energia eolica del Mediterraneo: 54 turbine che potrebbero produrre 162 megawatt di energia pulita, senza puzze né scorie. Un progetto accolto a braccia aperte da Legambiente, appoggiato dal capogruppo regionale dei Verdi, sostenuto dall’associazione CostAmbiente e approvato dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Risultato? L’impianto non si fa:

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Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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