
Christine Lagarde (Credits: AP Photo/Virginia Mayo)
Per il Fondo Monetario Internazionale non ci sono dubbi: “l’attività globale si è indebolita ed è divenuta più squilibrata e i rischi di ribasso sono aumentati”. Ecco perché ha rivisto le previsioni di crescita del Pil mondiale: 4,2% quest’anno e solo 4,3% nel 2012, con una riduzione di 0,1 e 0,2 punti percentuali rispetto alle previsioni di giugno. I motivi di questa revisione sono legati a una serie di problemi strutturali che i singoli paesi continuano a non riuscire a risolvere, Continua

Interni di un laboratorio meccanico (Ansa)
Gli indici Istat su occupazione e disoccupazione indicano un miglioramento a marzo. Piccoli seganli di una ripresa? Forse, anche se il dato più interessante sul fronte occupazionale, così come emerge da un’elaborazione della Cgia di Mestre, è quello «qualitativo»: il 61% dei dipendenti (13 milioni di persone) lavora in una attività imprenditoriale con meno di 50 addetti. Continua

(Credits: AP/Color China Photo)
Sono passati mesi da quando è stato annunciato il sorpasso della Cina sul Giappone nella classifica delle principali economie del mondo. Oggi, i dati riguardanti l’andamento del Pil del Sol Levante confermano che questo sorpasso può ormai essere considerato come definitivo e non “temporaneo e legato alla valutazione di dati di breve anziché di medio periodo”, come avevano tenuto a sottolineare gli analisti nipponici. Continua

Disoccupati a Tokyo (Cedits: Itsuo Inouye/AP)
Uno dei tanti problemi del Giappone è quello dell’invecchiamento della popolazione. Potrebbe essere facilmente risolto permettendo a forza lavoro straniera di entrare nel paese, ma da questo punto di vista sembra che Tokyo non sia ancora pronta a raggiungere un compromesso con la rigida legislazione anti immigrazione in vigore nel paese. Continua

Gli americani sono sempre più poveri (Credts: LaPresse)
Gli Stati Uniti hanno un nuovo problema: i sussidi per la disoccupazione possono essere elargiti per un massimo di novantanove settimane. Per molti lavoratori americani il tempo massimo per ricevere un sostegno dallo stato sta per scadere, e la maggior parte di loro non è riuscita a trovare, nel frattempo, un nuovo impiego.
L’ultimo rapporto sull’occupazione statunitense diffuso all’inizio di dicembre ha confermato l’ennesimo aumento del tasso di disoccupazione, oggi oggi di poco inferiore al 10%. Un valore che anche la Casa Bianca trova inaccettabile. Continua

Credits: AP Photo/Junji Kurokawa
Il premio Nobel per l’economia è stato assegnato a due studiosi americani, Peter A. Diamond -Mit; Boston-, Dale T. Mortensen -Northwestern University, Chicago-, e al britannico di origini cipriote Christopher A. Pissarides -London School of Economics-. Con questa tripla assegnazione si chiude la stagione del Nobel 2010.
Un colpo di scena per un premio che aveva ben altri nomi tra i favoriti: gli statunitensi Richard Thaler e Robert Shiller, teorici dei comportamenti spesso irrazionali sui mercati finanziari, e ancora Martin Weitzman e William Nordhaus, specialisti delle conseguenze economiche del riscaldamento climatico. Due temi oggi molto importanti e delicati. Continua

Nell’anno più nero della crisi economica, il 2009, il 55 per cento dei disoccupati ha trovato un nuovo lavoro come dipendente. È il dato, a sorpresa, che emerge da uno studio svolto per la prima volta dall’Inps e che Panorama è in grado di anticipare. L’indagine mette anche in rilievo che i tempi di reimpiego sono spesso rapidi: infatti oltre metà dei disoccupati che hanno un nuovo lavoro ci è riuscita entro tre mesi. E manca, per ora, il dato di chi si è messo in proprio aprendo una nuova partita iva. Continua