
(Credits: ISOPRESS/LAPRESSE)
Le nubi si diradano sull’Europa e, sfortunatamente, ci guadagna l’euro, che ha chiuso sopra quota 1,31 dollari. Dico “sfortutanamente” perché una valuta debole farebbe bene all’economia italiana e continentale, ma tant’è… Continua

Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse (Credits: LaPresse)
Nel 2012 l’Italia andrà in recessione. Il nostro Paese non produrrà ricchezza. Anzi, farà un passo indietro. Il prodotto interno lordo, infatti, segnerà un -0,5%. Parola dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, guidata dal Segretario generale Angel Gurrìa. Continua

- Una bandiera tricolore italiana (Ansa)
La domanda è solo una: siamo ancora un paese semiperiferico dell’area euro o siamo tornati a far parte dei cosiddetti Pigs, i paesi periferici dell’eurozona a rischio default?
La risposta fino a pochi mesi fa non poteva che essere rassicurante: l’Italia, con un livello del debito pubblico tra i più alti in Europa (secondo sia a livello assoluto, dopo la Germania, sia considerando il rapporto debito/Pil, dopo la Grecia), aveva i fondamentali stabili e, come più volte ripetuto da Tremonti, un livello molto basso del debito privato. Continua

Europa: ordini dell'industria in aumento (Credits: La Presse/Frank Herholdt)
Il prodotto interno lordo italiano crescerà dell’1,1% nel 2011 -un dato leggermente più basso rispetto all’1,3% calcolato lo scorso autunno, e dell’1,6% nel 2012. Sono queste le previsioni elaborate dall’Ocse e diffuse nell’ultimo rapporto semestrale sull’economia mondiale pubblicato oggi. La ripresa dell’Italia resta quindi ancora molto debole, e anche la situazione del mercato del lavoro non potrà che continuare a migliorare, ma con estrema lentezza, Continua

Il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria (AFP PHOTO/Lewis Whyld)
Al netto della nostalgia della grande industria e finanza di Stato, quando l’Italia competeva alla pari con Francia, Gran Bretagna e Germania, ora la situazione è più o meno questa: il nostro Pil, stando alle stime dell’Ocse, nel primo trimestre del 2011 cresce dell’1,1%, la media del G7, ovvero i paesi più industrializzati, del 3,7%. Continua

Credits: Ap Photo/Matthias Rietschel
La notizia che ha acceso il dibattito sulla pressione fiscale è quella che proviene dagli ultimi dati provvisori diffusi dall’Ocse: nel 2009 le tasse hanno raggiunto il 43,5 per cento del Pil in Italia (+43,3 per cento nel 2008), portando il nostro Paese al terzo posto in Europa dopo Danimarca (48,2 per cento) e Svezia (46,4 per cento). Continua

Un disoccupato si cosparge di benzina sul tetto dell'ufficio provinciale del lavoro durante le manifestazioni di protesta con l'occupazione di istituzioni cittadine da parte dei ''Precari Bros'', Napoli, 15 luglio 2010
C’è un tema che sembra totalmente sparito dal dibattito pubblico del nostro Paese: il lavoro. Una sparizione che chiama in causa i partiti politici italiani, la loro vaghezza programmatica e identitaria, ma anche gli intellettuali, le associazioni, persino i sindacati i quali al massimo si scomodano per gli operai della Fiat che fanno più casino, dimenticandosi di chi - siano essi precari, cassintegrati, sottopagati, precari, licenziati e licenziabili - non appartiene a nessuna categoria sindacale in grado di rappresentarne gli interessi. Continua