Tenere a mente questi due numeri: 2 e 36,3.
Il primo si riferisce al livello del tasso di interesse di riferimento deciso dalla Federal Reserve, la banca centrale degli Usa. Il tasso di riferimento indica il costo di base del denaro negli Usa e quindi è una misura alla quale si collegano il costo finale dei crediti in dollari alla clientela, i rendimenti dei titoli pubblici Usa (che sono prestiti allo Stato) e il tasso di interesse con il quale deve fare i conti il mondo della finanza. Pur di dare una spinta alla crescita dell’economia americana e di evitare che la crisi dei mutui negli States possa aggravarsi a causa di una scarsità di denaro in circolazione, la Federal reserve ha mantenuto fermo al 2 per cento il tasso di riferimento sul dollaro. Molti esperti temevano una decisione inversa, cioè un ritocco al rialzo dei tassi di interesse per frenare l’inflazione (se i prestiti sono più cari si riduce il denaro disponibile, si spende di meno e dunque si mette un freno alla crescita dei prezzi). Le borse di tutto il mondo hanno brindato con guadagni consistenti. Ora si attende la decisione della Banca centrale europea sui tassi relativi all’euro.
Il secondo numero si riferisce al decreto del governo che ha anticipato la manovra economica per la correzione dei conti pubblici in Italia (è stato convertito in legge martedì 5 agosto con il voto definitivo della Camera dei deputati): in tre anni - 2009, 2010 e 2011 - produrrà secondo i calcoli del governo un effetto complessivo di 36,3 miliardi di euro (riduzioni di spesa per 14,9 miliardi nei ministeri, 9,2 miliardi nelle Regioni e negli enti locali, 3 miliardi nella sanità). Obiettivo finale: il pareggio nel bilancio dello Stato promesso anche all’Unione europea.
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Presentare una manovra triennale prima dell’estate è stato “oltre che strategico nella logica europea, anche saggio per il nostro Paese” vista “la difficile congiuntura internazionale” e “il deterioramento nel primo semestre dell’anno”.
Non nasconde tutta la sua soddisfazione il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per aver conseguito il risultato di anticipare a prima dell’estate la manovra economica triennale ed aver avviato l’esame del ddl Finanziaria.
La manovra, spiega Tremonti durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, si compone di tre linee fondamentali: “La prima riguarda la stabilizzazione triennale dei conti pubblici e con il voto di ieri è stata chiusa. La seconda linea riguarda l’attuazione dell’agenda di Lisbona, completata per due terzi, mentre la terza linea riguarda il federalismo fiscale che completeremo a settembre e che è stato anticipato nel Dpef”.
A settembre infatti, ribadisce il ministro, la Finanziaria sarà approvata in via definitiva: “La sostanza della legge finanziaria è legge dello Stato, la forma” dice “sarà legge quando sarà presentata a metà settembre. I contenuti sostanziali sono nel decreto legge, ma - ribadisce - il provvedimento di legge finanziaria e legge di Bilancio saranno formalizzati entro settembre, come prevede la legge, quando saranno stati acquisiti tutti i dati dei bilanci dei ministeri”.
Tremonti ha quindi spiegato: “È a portata di mano l’obiettivo dei 20mila alloggi entro il prossimo anno” previsto dal piano casa contenuto nel decreto legge appena convertito dal parlamento. In ogni caso, i soldi derivati dalla Robin Tax sono già serviti a “evitare ulteriori riduzioni della spesa sociale”. “I quattro miliardi di maggiori imposte da quel settore saranno utilizzati per risparmiare tagli in settori sociali per noi meritevoli”, ha detto Tremonti precisando che la carta sociale “sarà finanziata oltre che da fondi pubblici anche da contributi dal settore privato, e in più con sconti che verranno dal settore del commercio”. E poi: “Nessuno ha il diritto d’autore” ma “sulla stampa di ieri c’è scritto che Obama vuole tassare i petrolieri per dare 1000 dollari a famiglia”, aggiunge il ministro, facendo riferimento all’annuncio del candidato democratico alla Casa Bianca.
I punti su cui lavorerà ora il ministro Tremonti saranno le grandi opere infrastrutturale e la riforma del processo civile. “Per fare regia sulle infrastrutture” ha spiegato il ministro “abbiamo due strumenti: uno è il Cipe, che canalizzerà i fondi, e l’altro è la Cassa Depositi e Prestiti che sarà utilizzata in questa strategia”. Il numero uno di via XX settembre ha, poi, detto che “l’unica cosa che non poteva entrare nel decreto ma che sarà nel disegno di legge è la riforma del processo civile, su cui molto ha lavorato il ministro della Giustizia Alfano, che è una delle cose su cui ora dobbiamo puntare, su cui dobbiamo investire di più”.
Tremonti ha poi portato l’analisi sul fronte della famiglie italiane. “Le famiglie italiane sono molto meno indebitate e anzi hanno più risparmio e meno debito rispetto ad altre popolazioni in altri Paesi. E per inciso i provvedimenti dei mutui crediamo che più passa il tempo e più sarà considerato come fondamentale in questa strategia. Più passa il tempo e più si modificano le strutture dei tassi e sarà evidente la struttura a rata fissa del provvedimento”. Tremonti ha poi sottolineato anche che “il sistema industriale italiano si è ristrutturato ed è passato verso una fase di criticità per l’ ingresso nell’euro. Ma per una buona parte si è ristrutturato”.
In conferenza stampa è intervenuto anche il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, per assicurare che nella manovra ci sono risorse sufficienti per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego: “Ci sono le risorse per il fare un rinnovo onesto dei contratti dei dipendenti pubblici e per fare una contrattazione di secondo livello”, ha detto Brunetta riferendosi all’articolo 2 del ddl Finanziaria esaminato ieri dal consiglio dei ministri in via preliminare per essere varato in settembre. Il ministro ha precisato che “dal 2009 cambieremo il modo di pagare i dipendenti pubblici, premiando il merito”. La dote per gli statali, già stanziata nel dl alla manovra, ammonta a circa 2,8 miliardi.
Contrariamente al solito, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta, decide di scendere in conferenza stampa a palazzo Chigi per dare atto al governo e al ministro dell’Economia Giulio Tremonti del “grande risultato” raggiunto con la messa a punto della Finanziaria 2009 già prima della pausa estiva. “È una vera rivoluzione” sottolinea Letta “una grande novità che rappresenta il primo passo verso la riforma della Finanziaria. Quest’anno, un passo deciso e forte è stato fatto e lo si deve al ministro Tremonti che ha saputo portare nel giro di pochissimi giorni, prima della rituale sessione di settembre, una riforma che ha rappresentato una grande novità, una rivoluzione”.