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personaggi


di Stefano Cingolani
Dicono che abbia incantato la seconda moglie, la pianista canadese Hélène Mercier, «la belle Hélène», suonandole Sergei Rachmaninov. Con quelle dita lunghe e sottili, sembra nato per la tastiera. Il fisico asciutto, nervoso, grazie a una dieta priva di carboidrati e al tennis, lo fanno assomigliare a campioni del passato come René Lacoste o Fausto Gardini. I modi gentili e l’aria timida i completi grigi con giacche a due bottoni o doppiopetto sono da diplomatico del Quai d’Orsay. Un solo dettaglio rivela la natura intima: gli occhi di ghiaccio e lo sguardo impenetrabile. Continua


di Antonella Matarrese
È di buon umore Diego Della Valle. E come non esserlo dopo i successi del suo gruppo, Tod’s spa, quotato in borsa, che vede una crescita degli utili del 21,6 per cento già nel primo semestre del 2010; con un fatturato consolidato che ammonta a 377,5 milioni di euro, addirittura più del 5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009? Con questi chiari di luna si può gridare al miracolo italiano. Continua


di Martino Cavalli
La sera ha cenato con Al-Waleed Bin Talal, il principe saudita con la passione per la finanza che con il suo jumbo personale occupa metà dell’aeroporto di Olbia. La mattina dopo, sulla terrazza dell’hotel Romazzino, non perde l’occasione di stringere la mano ad Andres Iniesta, il calciatore del Barcellona che con un gol ai supplementari ha regalato il Mondiale alla Spagna. Camicia di lino e pantaloni corti, abbronzatissimo, fisico palestrato, l’atleta sembra lui. Iniesta, piccolo, gracile e pallidissimo, lo saluta un po’ spaesato. Sicuramente non sa che quel signore con gli occhi da mercante del suq è Tom Barrack, 63 anni, miliardario californiano proprietario, fra le altre cose, del Paris Saint-Germain, la squadra di calcio della capitale francese. Ma non è grave, questo non è il momento di fare calciomercato. Continua


di Sergio Luciano
«Mio figlio John ha una doppia qualità. È un erede e ha saputo fare carriera» dice di lui il padre, Alain Elkann. E l’interessato, parlando ai primi di luglio all’attentissima platea degli ex allievi della Bocconi, ha confermato: «Io sono presidente della Fiat per un destino, ma se sono in sella è per merito». Va tenuto d’occhio, questo giovane alto e magro, John Philip Elkann detto Jaki, 34 anni, presidente di tutto il presiedibile nelle società della galassia Agnelli: la Giovanni Agnelli & C., la Exor spa, la Fiat spa. Continua


di Maurizio Tortorella
Ci sono quelli che vendono ghiaccio agli esquimesi, e sono bravi. Quelli che vendono riso ai cinesi, e forse sono ancora più bravi. Ma lui, per più di sei anni, ha venduto gelati in Siberia e ha quintuplicato il business: come minimo, ha del genio. Alberto Morandi, nato a Milano 48 anni fa, dal 1989 vive tra Mosca e San Pietroburgo. A dire il vero, Morandi di professione non fa proprio il gelataio, però ha guidato l’acquisto e il clamoroso sviluppo della Inmarko, azienda russa di gelati e di sorbetti. «Uno dei migliori business della mia vita» ammette. Continua


Stringi stringi, la questione può essere riassunta così: da una parte c’è la fifa di trovarsi con una centrale nucleare a due passi da casa e il problema delle scorie da smaltire; dall’altra c’è la prospettiva di pagare di meno l’elettricità, di dare un bel po’ di lavoro all’industria italiana e, per chi ha a cuore non solo il portafoglio ma anche l’effetto serra, di buttare meno CO2 nell’aria. Ma nella scelta l’argomento soldi conta molto e su questo fanno leva i sostenitori dell’atomo. Il ritorno dell’Italia nel nucleare riequilibrerebbe infatti il mix di fonti energetiche che stiamo usando per produrre elettricità, riducendo i consumi del prezioso gas metano (agganciato al prezzo del petrolio) e abbassando dunque la bolletta. Continua

di Marco Morello
Una carriera costruita in trasferta, mattone su mattone, anzi maglietta su maglietta: «Sono 17 anni che lavoro lontano dall’Italia, soprattutto negli Usa. Ma la fatica, doppia, si è rivelata un vantaggio, un lievito per la creatività». Davide Grasso, 47 anni, a furia di segnare fuori casa si è guadagnato un passe-partout per il gioco più bello del mondo: è diventato vicepresidente e direttore marketing a livello globale della Nike per il settore calcio. In mano, insomma, tiene una redine e tre quarti della principale azienda di abbigliamento e calzature sportive: è lui l’architetto delle tendenze del pallone che verrà. Continua