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Affitti, in nero due case su cinque. Evasione da 3,5 miliardi

Cartelli di affitti - foto Ansa

Cartelli di affitti - foto Ansa

“Affittasi”, ma solo a certe condizioni. Per esempio, meglio se non si dichiara niente al fisco. Mentre il mercato del mattone vede rosa e mostra i primi stabili segni di ripresa dalla fine del 2008 ad oggi, quello degli affitti continua a essere dominato da un solo colore: il nero. Continua

Il Piano Casa spinge l’impiantistica: 2,5 miliardi in tre anni

Un cantiere edile - Ansa

Un cantiere edile - Ansa

Non tutte le Regioni hanno già varato le versioni definitive del Piano Casa messo a punto da Governo e conferenza Stato-Regioni nella scorsa primavera. Ma gli effetti del provvedimento cominciano a farsi sentire sui settori più coinvolti dalle misure previste: oltre, ovviamente, all’edilizia, anche mondi collegati come quello dell’impiantistica. Continua

Berlusconi: “Nuove case a chi non le ha”. E rilancia le new towns

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi incassa il sì delle Regioni e lancia un nuovo “piano casa” sulle new town. Dopo la serrata trattativa con gli enti locali, dunque, è arrivata l’intesa: un decreto legge che nei prossimi giorni sarà presentato e discusso con la Regioni. “L’accordo sul piano casa” dice il presidente del Consiglio “iporta all’idea originaria: le famiglie potranno aumentare del 20% la volumetria di una casa”.Ora la palla passa agli enti locali. Ma il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, avverte: “Se le regioni non approveranno le leggi regionali entro 90 giorni, scatterà un potere sostitutivo”.
Dicendosi molto soddisfatto del lavoro fatto con le regioni e dell’accordo raggiunto (qui il testo in .pdf), il Cavaliere precisa che quello varato dal cdm è un piano famiglie più che piano casa.
“Realizzare in ogni capoluogo di provincia un insediamento urbanistico di dimensioni tali da venire incontro all’esigenza di nuove case per chi ancora la casa non ce l’ha, specialmente per i giovani o a chi si vuol fare una famiglia ma trova ostacolo negli acquisti e ngli affitti”. Ecco il prossimo obiettivo da centrare in accordo con le Regioni, secondo quanto assicura il premier: “L’accordo prevede un limite massimo di 200 metri cubi per l’ampliamento. Le regioni che vorranno potranno andare anche oltre i 200 metri cubi”.
“Le famiglie possono già da oggi cominciare a chiamare i progettisti e a commissionare il lavoro, ha detto Berlusconi. Saranno i progettisti”, ha aggiunto “a firmare sotto la loro responsabilità il progetto che non violi le norme regionali o comunali e i regolamenti sanitari, attraverso la massima semplificazione burocratica e amministrativa”.
Da un calcolo “abbastanza approssimativo”, rivela il premier, “se un 10% dei proprietari di case” approfittasse del piano casa “avremmo 60-70 miliardi di euro che entrerebbero nell’economia, provenienti quasi tutti dai depositi bancari dei cittadini. Sarebbe un grande supporto allo sviluppo dell’economia: porterebbe 4, 5, 6 punti di Pil nell’economia”. “Il mio sogno” aggiunge Berlusconi “è di vedere realizzazioni di assoluta avanguardia urbanistica, dove i bambini possano raggiungere campi gioco, scuole, chiese e parchi senza incontrare automobili”.
Il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani, ha espresso “soddisfazione”, perché “l’accordo favorisce una ripresa dell’edilizia corretta”. Anche se la vera e propria emergenza è quello della locazione e dell’affitto sociale: “Bisogna affrontare in tempi rapidi quella che è un’emergenza: la locazione, l’affitto sociale. Questo è il piano casa”, ha detto Errani, spiegando che questa condizione riguarda “famiglie e persone che non hanno reddito per pagare l’affitto di mercato”. Anche Gianni Alemanno, a nome dell’Anci, ha firmato l’intesa esprimendo il suo giudizio positivo.

VEDI ANCHE: Piano casa, il testo dell’accordo (Pdf)

Il VIDEO servizio:

Piano casa, ecco l’accordo governo-regioni. Decreto entro 10 giorni

Un cantiere edile

Lunghe le trattative, serrata la discussione. Che si è conclusa in tarda serata, nella sede del ministero per i Rapporti con le Regioni, con un accordo tra Stato e regioni sul piano casa. Nel Consiglio dei ministri di mercoledì 1 aprile l’accordo sarà già oggetto di riflessione per quanto riguarda la scansione dei tempi entro i quali dovrà essere approvato il relativo decreto.
Prima, però, l’intesa dovrà essere formalmente approvata dalla Conferenza unificata convocata a Palazzo Chigi. “Si tratta di un risultato molto importante al quale abbiamo lavorato intensamente ” ha commentato il ministro Raffaele Fitto “abbiamo raggiunto un’intesa condivisa dall’intero governo. Il presidente Berlusconi è sempre stato puntualmente informato di ogni passaggio e in Consiglio dei ministri si potrà procedere con la tempistica, entro 10 giorni il decreto sulla semplificazione amministrativa dovrebbe essere pronto”.
Il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, oltre alla soddisfazione, ha sottolineato che l’intesa “è un risultato importante per noi e per il Paese, confermiamo pienamente l’impostazione di quando avevamo detto che il decreto era inaccettabile”. Con gli accordi raggiunti oggi “non ci sono scelte che possono compromettere il sistema di governo e la tenuta urbanistica del territorio. Ora però bisogna occuparsi della vera emergenza che è quella di trovare risorse per le famiglie in difficoltà che non riescono a pagare l’affitto, abbiamo 550 milioni di euro, bisogna trovare altre risorse pubbliche e private”. Errani ha poi sottolineato che i lavori del piano casa saranno svolti nel rispetto delle norme sulla sicurezza e con lavoro regolare e forme di rendicontazione che mettano in chiaro tutti i lavori che verranno fatti.
Il decreto legge sul piano casa sarà portato al Consiglio dei ministri entro una decina di giorni, probabilmente prima di Pasqua, ha reso noto Fitto, aggiungendo che servono ancora dei tempi tecnici.
Le Regioni avranno 90 giorni di tempo per emanare, ciascuna, le norme per consentire l’attuazione del piano casa. L’intesa raggiunta prevede aumenti volumetrici del 20% per le abitazioni e del 35% nei casi di demolizione e ricostruzione, purchè compiuti con tecniche di bio-edilizia le volumetrie si riferiscono solo all’edilizia residenziale, mentre i centri storici e tutte le aree protette non verranno toccate dal piano casa, nel pieno rispetto dei programmi urbanistici.
In extremis si è raggiunto l’accordo per il varo di un tavolo che metta a punto uno studio di fattibilità per verificare quali misure adottare per l’edilizia pubblica.
Dall’accordo, infatti, sono sparite “le risorse aggiuntive” che lo Stato avrebbe dovuto apportare, seppure in quantità non determinata.

Edilizia anti crisi: dal governo un maxi-piano di vendita delle case popolari

Case del entro di Roma

La scorsa settimana, come scriveva Panorama, era stato il ministro Brunetta a fare l’annuncio: “Vendiamo le case ex Iacp a chi le abita, risparmieremo miliardi”.
E infatti è in arrivo un maxi-piano per la vendita delle case popolari, che potranno essere acquistate dagli attuali inquilini attraverso mutui agevolati. Il governo, a quanto apprende l’Adnkronos, sta studiando una serie di incentivi, per l’avvio di un grande piano di dismissione del patrimonio Erp (edilizia residenziale pubblica), che in sostanza dovrebbero trasformare l’attuale affitto in un mutuo.
Saranno circa un milione i cittadini a poter diventare proprietari degli immobili in cui vivono. Il provvedimento, secondo le intenzioni dell’esecutivo, sarebbe un’altra
misura per il sostegno alle famiglie piu’ deboli, che potrebbero cosi’ acquistare la casa.
Sarebbe questo, quindi, un altro tassello per completare il progetto avviato dall’esecutivo nel settore dell’edilizia popolare. Il decreto per lo stanziamento dei 550 milioni e’ stato gia’ predisposto.
Della somma complessiva i primi 200 milioni saranno utilizzati per realizzare dai 5.00 ai 6.000 nuovi alloggi. Questa sarebbe comunque solo la fase iniziale del programma che, secondo le stime dell’esecutivo, dovrebbe portare alla realizzazione di 20.000 nuovi appartamenti entro il 2011. Le case andranno prima alle giovani coppie, agli anziani e ai studenti che, con il tempo, potranno riscattare l’abitazione attraverso l’offerta dei mutui agevolati.
La notizia del piano governativo arriva proprio nel giorno in cui l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia del territorio tira le somme sul settore nel 2008. Le conclusioni dello studio sono fosche: il mercato del mattone arranca. L’anno scorso molte famiglie non se la sono sentita di accendere un mutuo per acquistare una casa e così le compravendite di abitazioni, con 686.587 transazioni, hanno subito una flessione del 15,1% rispetto al 2007 per un fatturato totale che si è ridotto a 112 miliardi dai 127 del 2007, con una flessione del 12% circa.
L’Agenzia del territorio ha anche evidenziato che le abitazioni acquistate con mutuo nel 2008 sono state 271.775 (-26,8% sul 2007) e il capitale erogato è stato di 34,5 miliardi di euro (-27,5%): al Nord 19,8 miliardi, al Centro 8,1 miliardi e al Sud 6,7 miliardi. Alla base della contrazione della richiesta di mutui, ha spiegato il direttore generale dell’Agenzia, Gabriella Alemanno, sono “le minori risorse economiche delle famiglie legate alla crisi reale e la richiesta di maggiori garanzie da parte delle banche”.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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