
Un elicottero Agusta w3a (Ansa)
Non sono certo settimane felici queste per Finmeccanica, gioiello nazionale dell’aerospaziale, il cui business va dalle armi all’energia. Oggi il titolo in borsa ha subìto un ribasso superiore del 5% nel primo pomeriggio, dopo il coinvolgimento di alcuni dirigenti del gruppo nell’inchiesta della procura di Roma sulle tangenti negli appalti Enav che potrebbe costare la poltrona al presidente Pier Francesco Guarguaglini. Continua

Piazza Affari, la sede della Borsa di Milano (Credits: LaPresse)
Una giornata sull’altalena, terminata fortunatamente con un rialzo dell’1,32% per Piazza Affari. Si è chiusa con un bilancio positivo la seduta di oggi della borsa di Milano che ha vissuto ore di frenesia, a causa della numerose notizie giunte dal mondo politico e dal panorama internazionale. L’apertura delle contrattazioni è stata nera per il listino milanese, che è arrivato a perdere fino a 2 punti percentuali, zavorrato da un nuovo attacco speculativo ai titoli di stato italiani. Continua

- L’home di Moodys Italia
Il temuto “effetto Moody’s”alla fine non c’è stato. È forse questo il dato più importante per Piazza Affari che mercoledì, dopo due giorni di chiusura in rosso condizionati dal timore per il futuro economico della Grecia, ha festeggiato una delle giornate più brillanti delle ultime settimane. Eppure l’agenzia di rating americana aveva tagliato il giudizio sul debito sovrano italiano e a cascata sui principali istituti finanziari e assicurativi nostrani, fatta eccezione di Generali. Continua

Operatore di borsa a Piazza Affari
A Roma si continua a lavorare per riuscire a far approvare la manovra finanziaria da 65 miliardi di euro entro venerdì, una manovra su sui è arrivato il gradimento sia da parte dell’Unione Europea che del Fondo Monetario Internazionale. Per l’Italia, come ha sottolineato il Premier Silvio Berlusconi, sarà fondamentale in questa fase “rimanere unita, coesa nell’interesse comune, consapevole che agli sforzi e ai sacrifici di breve periodo corrisponderanno guadagni permanenti e sicuri“.
Fortunatamente le borse sono in ripresa, Continua

Un rubinetto di gasdotto / Ap-Lapresse
Che finanza, politica e relazioni internazionali vadano spesso di pari passo è cosa risaputa. Tant’è che, secondo alcuni osservatori, non dovrebbe stupire l’estrema cautela mostrata in questi giorni dal governo nel commentare i fatti che stanno avvenendo nell’altra sponda del Mediterraneo. Di mezzo, ovviamente, c’è la realpolitik, ma anche il portafoglio di alcune blue chip di Piazza Affari. Continua

Piazza degli Affari non è Wall Street e a Milano non si sono visti manager in giacca e cravatta con gli scatoloni in mano. A differenza, per esempio, dei dipendenti della banca d’affari Lehman Brothers, che uscivano con gli effetti personali dopo il crac della banca, i bancari licenziati sono scesi in piazza, il 5 marzo, protestando davanti alla sede dell’Abi (Associazione bancaria italiana). Erano un centinaio di colletti bianchi, alcuni detti per le loro alte retribuzioni “bianchissimi”, di Dresdner Bank e Ge Money Bank che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza lavoro. Ma i dipendenti delle filiali italiane di banche straniere che rischiano la disoccupazione sono altri 200. E non è che l’inizio.
La Dresdner Bank ha annunciato 9 mila licenziamenti che colpiranno tutte le filiali mondiali tranne la casa madre tedesca. La sede di piazza degli Affari verrà chiusa e tutti gli 87 dipendenti cacciati. “Non parliamo di lehmaniani superpagati” polemizza Pierpaolo Merlini, segretario della Fiba Cisl di Milano, “ma di lavoratori con stipendi normali. Il problema è che il 90 per cento dei contratti a termine del settore non verrà rinnovato”.
A Milano c’è incertezza per svariate migliaia di persone, senza considerare i dipendenti delle sgr. “È la prima volta che affrontiamo una crisi di settore così grave” precisa Sergio Girgenti, segretario nazionale della Fiba Cisl.
Quelli che hanno perso il lavoro finora sono dirigenti e impiegati dell’area professionale, che guadagnano in media tra i 2 e i 3 mila euro mensili. Non semplici impiegati tute blu, quindi, ma anche per loro la disoccupazione è dura. Per di più questo tipo particolare di bancari non ha diritto agli ammortizzatori sociali: niente cassa integrazione né altre garanzie. La maggior parte di loro è troppo giovane per godere dei cosiddetti fondi di solidarietà o di forme di prepensionamento. Le speranze di essere ricollocati sono in questo momento modeste e l’unico salvagente, temporaneo, è la liquidazione, più una buonuscita: tra le sei e le 12 mensilità.
Per i bancari della Dresdner Merlini vede nero. «La trattativa è complessa» spiega «quella che per la società tedesca è la chiusura di una sede, la più piccola, secondo noi è un licenziamento collettivo. La controparte che tratta con noi poi non prende alcuna decisione, chi le prende sta altrove». Ma i colletti bianchi licenziati non si danno per vinti. Dopo la manifestazione all’Abi programmano incontri con il console tedesco, il sindaco di Milano e il presidente della Provincia di Milano.
L’americana Ge Money, specializzata in mutui, sta smantellando la filiale milanese: in 43 perdono il lavoro e rimangono solo 11 “becchini”, con il compito di seguire i clienti fino al pagamento dell’ultima rata. La controllante General Electric ha recentemente comprato la Interbanca e ai sindacati ha presentato un piano di riduzione del personale pari a un terzo dei dipendenti: 100 persone in meno. L’olandese Ing Group ha annunciato 55 esuberi in Italia e ha già avviato la procedura per i licenziamenti.
Secondo Merlini “anche Merrill Lynch e Citigroup dovranno ridurre i costi e tagliare una decina di posti”.
Poi c’è la Deutsche Bank: 300 dipendenti hanno aderito al recente piano di incentivi all’esodo, mentre per qualche dirigente il futuro potrebbe riservare misure più drastiche. Si salvano invece i lavoratori della Meliorbanca. I 120 licenziamenti annunciati sono stati ritirati grazie a un accordo sindacale di fine febbraio e all’intervento della Banca popolare dell’Emilia-Romagna.
Il dollaro (reduce ieri dalla peggiore discesa percentuale degli ultimi tredici anni) ha guadagnato terreno contro le principali valute negli scambi asiatici dopo la vittoria del democratico Barack Obama, primo presidente nero nella storia degli Stati Uniti. Gli acquisti sul biglietto verde sono iniziati poco dopo le prime proiezioni dei media, con gli investitori resi leggermente più speranzosi sulle prospettive degli Stati Uniti dall’alternanza alla guida della Casa Bianca. Anche in piazza Affari, come nelle altre Borse europee, prevalgono i ribassi dopo un apparente avvio positivo: dopo una serie di rialzi consecutivi (5 per Milano, 6 per gli altri listini del vecchio continente), i mercati azionari tirano il fiato, nel giorno della vittoria di Barack Obama nelle elezioni presidenziali Usa. La Borsa milanese tiene però meglio delle altre e il ribasso dell’indice, a poco piu’ di mezz’ora dall’inizio degli affari, è dello 0,72%.
Ma, in generale, la vittoria di Obama era in linea con le attese del mercato, secondo i trader, e ha un effetto in larga parte neutrale per il dollaro nel breve periodo.
Aiuta il dollaro anche la notizia che i democratici hanno conquistato la maggioranza di entrambe le Camere e quindi sono ben posizionati per implementare rapidamente gran parte dell’ambiziosa agenda del nuovo presidente. L’euro cede lo 0,6% a 1,2896 dollari mentre il biglietto verde viaggia poco mosso contro lo yen.
Il nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha proposto un pacchetto di stimolo all’economia che secondo alcuni esperti potrebbe costare fino a 190 miliardi di dollari.Gli Usa sono però alle prese, nello stesso tempo, con un deficit di bilancio record di almeno 500 miliardi di dollari.
Alcuni analisti sostengono che il passivo potrebbe arrivare il prossimo anno fino a 1.000 miliardi di dollari. Obama ha detto che avrebbe preso queste misure:
-Tassare gli utili delle compagnie petrolifere per abbassare i costi energetici dei contribuenti
- Concedere un credito di imposta da 3.000 dollari per ogni nuovo impiegato a tempo pieno assunto negli Stati Uniti nei prossimi due anni
-Permettere alle piccole imprese di accantonare fino a 250.000 dollari per le spese in nuove tecnologie e immobili fino alla fine del 2009, prorogando un provvedimento che sarebbe terminato a dicembre
- Eliminare le tasse sulle plusvalenze degli investimenti nelle piccole imprese
-Mettere immediatamente a disposizione 25 miliardi di dollari per la costruzione e la ristrutturazione di strade, ponti, scuole e altre infrastrutture
-Dare agli Stati 25 miliardi di dollari per permettere loro di affrontare il rallentamento economico senza dover alzare le tasse sugli immobili o tagliare i servizi essenziali
-Offrire garanzie sui presititi per 50 miliardi di dollari e altre misure per sostenere l’industria dell’auto e sviluppare la produzione di auto di nuova generazione a basso inquinamento.Il Congresso ha già reso disponibili 25 miliardi di dollari
-Dare il via a una moratoria di 90 giorni per i proprietari di casa che mostrano buona volontà nel pagamento delle rate dei mutui
-Estendere l’assicurazione di disoccupazione a lungo termine
-Spingere le autorità preposte a cambiare le condizioni dei mutui, rimuovere gli impedimenti legali per incoraggiare la loro rinegoziazione
-Nel più lungo termine, Obama ha parlato di una riduzione delle imposte sulle famiglie e sui lavoratori.