
Da lunedì 16 luglio non è più in edicola nè in distribuzione, da venerdì 20 non è nemmeno online. E Polis, il quotidiano di Niki Grauso con 15 edizioni nelle città italiane, attraversa una crisi profonda. Il problema non è la diffusione: a gennaio i dati Ads relativi al periodo novembre 2005-ottobre 2006 davano il giornale in crescita. Con oltre 160 mila copie E Polis aveva conquistato il decimo posto nella classifica dei quotidiani. Anche la pubblicità, dopo un iniziale calo conseguente al passaggio dall’agenzia di raccolta Publikompass all’interna Epm, era in ripresa.
La pubblicazione di E Polis è stata sospesa a causa della rottura delle trattative tra l’editore e lo stampatore, Umberto Seregni. Pare infatti che quest’ultimo vanti un credito di 19 milioni di euro e che non abbia ricevuto le garanzie che voleva sulla copertura. I debiti totali della società sarebbero anche superiori.
La situazione per i dipendenti si fa difficile. I giornalisti (130, di cui la maggior parte con contratti a termine, 23 in scadenza tra agosto e settembre) sono stati “invitati” a mettersi in ferie. L’editore ha comunicato che non pagherà gli stipendi di luglio, mentre quelli di giugno sono stati pagati al 75 per cento. Sembra inoltre che da febbraio non venissero versati i contributi previdenziali. Nonostante questo i cronisti hanno continuato a lavorare negli scorsi giorni e nei prossimi andranno avanti a coprire i settori di competenza.
Il giornale diretto da Antonio Cipriani è in edicola da quasi tre anni e oggi ha 15 edizioni: 2 in Sardegna, Milano, Roma, Bergamo, Brescia, Mestre, Padova, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Treviso, Verona, Vicenza. Più corposo dei free press tradizionali (arriva a 64 pagine) punta sulle firme autorevoli e sulla combinazione di cronaca nazionale e locale. Ha rappresentato una novità nel panorama editoriale, per le grafica, per il formato, ma soprattutto per la distribuzione mista. Si trova cioè sia in edicola a 50 centesimi sia gratuitamente in giro per la città, nei punti di massimo passaggio.
Oggi i giornalisti hanno partecipato in audioconferenza all’assemblea di Cagliari, dove si sono riunite le rappresentanze sindacali delle associazioni regionali interessate. La richiesta è che l’editore avvii le pratiche per la dichiarazione dello stato di crisi, con i conseguenti aiuti statali e ammortizzatori sociali. Così il giornale potrebbe tornare a uscire dalla fine di agosto. Al momento non si sa se Grauso abbia intenzione di prendere questa strada, quella della vendita (la notizia data ieri da Libero di un interessamento del gruppo Class Editori non è stata confermata) o quella della liquidazione.
Ai dipendenti del gruppo è arrivata la solidarietà dei partiti di maggioranza e opposizione, oltre che di Cgil, Cisl e Uil. Mentre Pietro Folena, presidente della Commissione Cultura alla Camera, ha chiesto al governo di intervenire a favore dei lavoratori e della pluralità dell’informazione.
- Lunedì 23 Luglio 2007
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