
Sergio Marchionne presenta la nuova Panda a Pomigliano (Credits: Imagoeconomica)
In due giorni Sergio Marchionne, il manager italo-canadese prima ha portato a casa il nuovo contratto Fiat, che per la prima volta sarà autonomo e non più quello nazionale dei metalmeccanici, e poi ha lanciato sul mercato la Nuova Panda prodotta proprio in quello stabilimento di Pomigliano da dove è partita la rivoluzione del Lingotto. Un insediamento produttivo modello costato 800 milioni di euro e che a detta dello stesso Marchionne è il più moderno di tutta la galassia Fiat-Chrysler. Continua

Lo stabilimento Fiat di Termini Imerese (Credits:ANSA)
Oggi è stata davvero una giornata particolare in casa Fiat. Per uno strano scherzo del destino infatti, vanno in scena in contemporanea due eventi dal segno completamente opposto. A Termini Imerese dopo 40 anni chiude uno degli stabilimenti storici del Lingotto. A Pomigliano d’Arco invece sempre oggi ha preso avvio la prima catena di montaggio della FIP, la Fabbrica Italia Pomigliano, la newco Fiat, nata per prendere il posto della vecchia Alfa Romeo. Due realtà del Sud dunque che si ritrovano a vivere su sponde opposte due momenti topici per il loro futuro. Continua

Alcuni manifesti degli operai Fiat di Pomigliano (Credits: Marco Merlini / LaPresse)
Sergio Marchionne va avanti per la sua strada. Dopo gli accordi separati di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco e l’uscita da Confindustria è arrivato l’annuncio del recesso da tutti i contratti collettivi firmati con i sindacati. La linea è molto chiara: applicare a tutti i 70 mila dipendenti un contratto autonomo, aziendale, che in linea di massima sia simile a quello storico firmato a Pomigliano con tutte le maggiori sigle sindacali, esclusa la Fiom-Cgil.
Una scelta rischiosa che sta generando attriti sociali e sindacali non da poco, soprattutto con la Fiom, ma che si spiega con ragioni strettamente strategiche che a Panorama.it illustra Giuseppe Berta, economista della Bocconi, nonché esperto di vicende Fiat. Continua

Sergio Marchionne
Non è un’estate semplice per l’ad Fiat Sergio Marchionne, chietino di nascita, canadese di adozione. Almeno in Italia. Nonostante un conterraneo illustre come il leader Cisl, Raffaele Bonanni, abbia dichiarato a Panorama: “Marchionne non fa ricatti, vuole certezze. E ha ragione. Per questo troveremo la soluzione a tutti i problemi, alla faccia di chi non ha capito che la musica è cambiata”. Di fatto le scelte del manager hanno attirato le critiche di molti, tra i sindacati (Fiom in testa), in Confidustria, nel Palazzo della politica, a destra come a sinistra. Continua

Lo stabilimento di Pomigliano d'Arco (Ansa)
Quale sarà la decisione finale del Lingotto sul futuro dello stabilimento di Pomigliano d’Arco? Sono in molti a chiederselo negli ultimi giorni. La Fiat, infatti, dopo il sì degli operai al referendum sugli accordi tra azienda e sindacati, non si è ancora espressa in via definitiva. Continua

Operaio cileno (Credits: LaPresse)
Dopo il braccio di ferro di Pomigliano, viene spontaneo chiedersi quanto possa costare la forza lavoro all’estero: spesso, infatti, la spada di Damocle che pende sulle teste dei lavoratori è quella di vedere l’intera produzione trasferita altrove nel caso in cui non vengano accettate condizioni contrattuali e salariali restrittive. Un simile calcolo non è semplice, ma una buona base per orientarsi può essere quella di confrontare i salari minimi garantiti dalle legislazioni dei vari Paesi del mondo. Continua
62%: si ferma qui la percentuale dei sì all’ipotesi di accordo tra Fiat e sindacati, esclusa la Fiom-Cgil, per il futuro dello stabilimento di Pomigliano. A questo punto cosa deciderà di fare l’ad Sergio Marchionne? Difficile fare pronostici anche per uno dei massimi esperti delle vicende legate alla casa autombilistica di Torino come Giuseppe Berta, docente di Storia contemporanea alla Bocconi, tra i fondatori dell’ASSI e già Responsabile dell’Archivio storico Fiat. “Mi chiede cosa succederà? Impossibile dirlo!”. Continua