62%: si ferma qui la percentuale dei sì all’ipotesi di accordo tra Fiat e sindacati, esclusa la Fiom-Cgil, per il futuro dello stabilimento di Pomigliano. A questo punto cosa deciderà di fare l’ad Sergio Marchionne? Difficile fare pronostici anche per uno dei massimi esperti delle vicende legate alla casa autombilistica di Torino come Giuseppe Berta, docente di Storia contemporanea alla Bocconi, tra i fondatori dell’ASSI e già Responsabile dell’Archivio storico Fiat. “Mi chiede cosa succederà? Impossibile dirlo!”. Continua

Urne chiuse allo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, nella notte di martedì 22 giugno (Ansa)
Chi si aspettava percentuali bulgare è rimasto deluso. Gli scrutini del referendum tra i 4.881 operai dello stabilimento di Pomigliano d’Arco (ex Alfa Sud), aventi diritto di voto sull’accordo siglato da Uil - Fim - Ugl -Fismic e la Fiat, si sono conclusi alle 4 di questa mattina: hanno vinto i sì con il 62,2 per cento dei voti (2.888). Continua

La manifestazione degli operai Fiat di Pomigliano d'Arco (Napoli) favorevoli al sì. (ANSA/CESARE ABBATE)
Una giornata storica quella di martedì per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco. Oltre 5.000 operai sono chiamati a un referendum per approvare l’accordo con la Fiat firmato da tutti i sindacati, tranne la Fiom, per il rilancio dell’ex Alfa Sud. Continua

Giuseppe Farina, segretario generale Fim Cisl (credits: fimcislcatania.myblog.it)
L’accordo tra Fiat e sindacati per il rilancio dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, dopo una lunga trattativa, è stato firmato martedì da Fim-Cisl, Uilm, Ugl e Fismic. Manca solo la firma della Fiom, che ha partecipato all’incontro con i vertici del Lingotto, ma ha deciso per il “no” definitivo, puntando l’indice contro un patto in contrasto alla Carta costituzionale. Continua

Clima di attesa alla Fiat di Pomigliano per la trattativa tra azienda e sindacati (ANSA/CESARE ABBATE)
La Fiat, come ha ricordato la presidente di Confidustria Emma Marcegaglia, in controtendenza ha deciso di spostare la produzione dall’estero in Italia per rilanciare lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, che dà lavoro a 5.000 persone che diventano 15.000 con l’indotto. Continua

Lo stabilimento di Pomigliano d'Arco (Ansa)
Mantenere la produzione in Italia sta diventando sempre più difficile per le maggiori imprese italiane. Lo dimostrano due vicende che hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica in questi giorni: il (possibile) rilancio dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco e l’annuncio della chiusura di due stabilimenti di elettrodomestici della Indesit nel Nord Italia. Continua

di Oscar Giannino
Attenzione, dalla Fiat a stretto giro si aspettano sorprese. Maggiori di quelle già note, come la chiusura a fine anno di Termini Imerese, che malgrado ogni protesta per Sergio Marchionne è ormai un dato assodato. C’è una più che probabile novità a breve, alla quale farebbero seguito conseguenze del tutto nuove, rispetto ai tradizionali rapporti ultracentenari fra la casa torinese e la politica italiana. A seguire, ancora più avanti, una conseguenza ulteriormente più seria. Persino traumatica. Continua