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Guida al mutuo: che cosa bisogna sapere prima di fare il grande passo

Un quartiere di Roma
Non fare mai il passo più lungo della gamba. Non lasciarsi influenzare dall’andamento giornaliero dei tassi. Non confidare su potenziali aumenti del proprio reddito. Pretendere la trasparenza e contrattare con la banca le condizioni migliori: è un diritto garantito dalla legge.

Prima di decidere con chi contrarre il mutuo confrontare il maggior numero di proposte possibili. Occhio agli interessi moratori e al costo dell’assicurazione sull’immobile. Meglio il tasso fisso per chi vuole avere certezza dei propri impegni economici e quello variabile per chi ha un reddito medio alto e non rischia insolvenze nel caso di aumento del costo delle rate. Ecco cosa bisogna assolutamente sapere secondo l’associazione dei consumatori Adiconsum e il mensile GuidaMutui, prima di addentrarsi nella giungla dei prestiti per l’acquisto di una casa.

Perché dopo la mancata applicazione della portabilità prevista dal decreto Bersani, la crisi Usa e l’aumento vertiginoso dei tassi di interesse, la scelta del mutuo è diventata sempre più difficile. Per questo Adiconsum e GuidaMutui hanno messo a punto un vademecum che verrà presentato domani a Roma. “Da un lato - spiega Fabio Picciolini, segretario nazionale Adiconsum - cerchiamo di dare consigli diversi da quelli “interessati” delle agenzie e dall’altro vorremmo aiutare i consumatori a fare una scelta compatibile con il proprio bilancio familiare”.

Per chi invece ha già un mutuo, Adiconsum annuncia importanti novità. “Il decreto Bersani - aggiunge Picciolini - prevedeva la portabilità del mutuo a costo zero. Le banche, grazie ad alcuni escamotage, sono riuscite a non adeguarsi e a farne le spese sono stati come sempre i consumatori”. Oggi per cambiare banca bisogna prima estinguere il vecchio mutuo (con tutte le spese che ne derivano) e poi affrontare una seconda volta i costi di un nuovo contratto.

Per “saltare” i numerosi ostacoli burocratici, Adiconsum sta contrattando con dieci importanti istituti di credito (tra cui Monte dei Paschi di Siena, Bnl, Unicredit e Intesa San Paolo) la possibilità per gli utenti di rinegoziare il mutuo a costo zero senza cambiare banca. “Ci sono due modi- conclude Picciolini -. Uno è l’allungamento della durata del mutuo, l’altro consiste nell’ulteriore abbassamento dello spread, che soprattutto nel caso di mutui vecchi è ormai fuori mercato”. E proprio quest’ultima ipotesi sembra aver raccolto il maggiore consenso. Le famiglie che hanno contratto un mutuo a tasso variabile negli anni passati dovrebbero essere le prime a godere, secondo Adiconsum, dell’accordo con le banche.

Il VIDEO servizio:

L’Unicredit batte Intesa nella gara dei mutui

Uno sportello di Intesa Sanpaolo
È l’Unicredit, con quasi 4 miliardi di euro (3,780 per la precisione), la principale erogatrice di mutui alle famiglie, secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Assofin per i primi sei mesi del 2007.
L’Unicredit supera, in questa speciale classifica, l’ex Sanpaolo-Imi (2,8 miliardi) e precede un’altra banca generalista, il Monte dei Paschi, e una specializzata in questo comparto, la Banca per la Casa che fa sempre parte del gruppo Unicredito. Dall’Osservatorio arrivano anche dati interessanti soprattutto sulle tendenze del mercato, che si conferma in deciso rallentamento.
Se nei primi mesi del 2006 l’aumento dei volumi erogati era stato del 21,1 per cento, quest’anno ci si è fermati al 6,8 per cento. Lo stesso vale per il numero dei contratti stipulati, che erano cresciuti del 9,8 per cento lo scorso anno e che nel primo semestre 2007 sono cresciuti solo del 3,6 per cento. Un dato che conferma come la domanda di acquisto di immobili sia calata, soprattutto come forma di investimento.
L’aumento dei tassi e la crisi dei prodotti subprime ha poi modificato radicalmente le scelte degli italiani: se fino al 2006 il tasso variabile era la formula preferita, nel primo semestre 2007 oltre la metà dei contratti è stata stipulata con tassi fissi, per un importo medio di 125 mila euro ciascuno (la gran parte dei finanziamenti è compresa fra i 100 e i 200 mila euro) e con una netta tendenza ad aumentare il periodo di pagamento, che ormai è, per il 41 per cento dei mutui, superiore ai 25 anni.


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rossi-spalla Viviana Da Busti
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