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- Un commento
L’inflazione si raffredda, ma l’economia è ferma. Se il rapporto debito/pil continuerà a calare, non bisogna abbassare la guardia: il risanamento dei conti pubblici deve ancora essere compiuto. Sono le previsioni del centro studi di Confindustria: già dalla seconda metà del 2008 in Italia si assisterà a un raffreddamento dei prezzi (a dicembre il tasso di inflazione dovrebbe attestarsi intorno al 3%). Per gli economisti di Viale dell’Astronomia, inoltre, “l’obiettivo di inflazione programmata all’1,7% quest’anno e all’1,5% i successivi è credibile e coerente con la necessità di non perdere ulteriore competitività”. “La crescita del Pil” osserva il rapporto “si fermerà allo 0,1% nel 2008, in forte rallentamento dall’1,5% del 2007″. Ma nel 2009, evidenzia Confindustria, “il Pil è previsto in modesta ripresa, in linea con un profilo ciclico internazionale in miglioramento a partire dal secondo semestre”. Il think tank di viale dell’Astronomia osserva, inoltre, che l’erosione del potere di acquisto delle famiglie “può essere recuperata solo con maggiore efficienza e concorrenza liberalizzando i mercati e migliorando la logistica”. Per venire incontro alle esigenze dei nuclei familiari più colpiti dall’aumento dei prezzi, il centro studi suggerisce “interventi fiscali mirati”.
I consumi. Brusca frenata dei consumi interni. Nel 2008 il Centro studi Confindustria prevede un incremento di appena lo 0,2%, dall’1,4% del 2007. “La causa principale”, si legge nel rapporto, “è l’erosione del potere di acquisto dovuta all’aumento dei prezzi energetici e alimentari”. Nel 2009 la perdita di velocità dei prezzi al consumo e l’accelerazione dell’occupazione daranno più slancio ai consumi, che dovrebbero salire dello 0,6%, “il cui passo resterà comunque inferiore alla media degli ultimi anni (+1%) dal 2000″.
Le retribuzioni. Nel 2008 si profila una “sostanziale stagnazione delle retribuzioni reali”: l’ incremento delle retribuzioni per dipendenti, pari al 3,5% e legato al rinnovo di molti contratti, sarà infatti “vanificato” dal “brusco aumento” dei prezzi al consumo attesi registrare un aumento del 3,4%. Una situazione che si manterrà anche nel 2009. Negli ultimi dieci dieci anni comunque - precisa il rapporto - la crescita del potere d’acquisto delle retribuzioni reali in Italia “è stata modesta, ma comunque maggiore del lento incremento della produttività del lavoro”. Nell’intera economia le retribuzioni lorde per “unità di lavoro dipendente sono aumentate - dal 1997 al 2007 - del 7,5% cumulato, più dell’incremento dei prezzi al consumo, con una variazione media annua dello 0,7%. Nello stesso periodo il Pil per unità di lavoro è salito del 4% cumulato, lo 0,4% medio anno”.
Cala il prezzo del petrolio. “Arrestaranno la loro corsa” ma si manterranno sugli ”elevati livelli correnti” i valori delle vendite di greggio: quest’anno è così attesa una media sui 120 dollari al barile (+47 dollari sull’anno precedente) mentre per l’anno prossimo si prevede una media a 130 dollari. Anzi, è giudicata “significativa la probabilità del verificarsi di un calo delle quotazioni del petrolio a 90 dollari al barile dal 2009″.
Il rapporto debito/Pil. Secondo le previsioni del Centro studi di Confindustria, “continuerà a calare, attestandosi al 103,2% nel 2008 e al 102,7% nel 2009″. Per gli economisti di viale dell’Astronomia, la ricetta per domare il debito pubblico è nel surplus primario, che va consolidato, perché a dieci anni dell’entrata nell’Uem la riduzione del debito pubblico resta “il cruciale obiettivo della finanza pubblica italiana”.
- Giovedì 26 Giugno 2008
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