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Attacco alla Casa Bianca: Wall Street contro Obama

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Metà dei 4,4 milioni di americani disoccupati ha perso il lavoro dopo la sua elezione. E l’indice di borsa Dow Jones è calato del 20 per cento dal giorno del suo insediamento. Forse è ancora presto per chiamarla la recessione di Barack Obama, come l’ha definita il Wall Street Journal. Ma certo i dubbi sulla politica economica della nuova amministrazione non si limitano più al canale finanziario Cnbc, dove il popolare guru democratico della finanza Jim Cramer aizza i telespettatori contro “timid Timmy”, come lui chiama Tim Geithner, il criticatissimo segretario del Tesoro. Anche tra banchieri e top manager, petrolieri e agenti immobiliari monta la protesta contro il piano di salvataggio del sistema finanziario e contro il budget da 3.600 miliardi di dollari di Obama, che secondo i critici non garantisce il risanamento dell’economia. Ecco i temi più discussi.

Il piano finanziario non funziona
Forse il problema è di tono, come nota Edward Yingling, direttore dell’associazione bancaria Usa: “L’incapacità di distinguere tra Wall Street e le migliaia di piccoli istituti di credito sani sta distruggendo la fiducia nell’intero sistema bancario”. Forse si tratta di una mera questione di interesse: i democratici chiedono l’abolizione del bonus per i 20 dirigenti più pagati nelle banche che ricevono aiuti dal governo, e di tassare le commissioni degli hedge fund come se fossero reddito normale (ora l’aliquota è del 15 per cento). Ma c’è pure chi pensa che ad affondare la borsa sia proprio il tentativo di salvare grandi istituti come la Citigroup (il cui titolo è precipitato sotto 1 dollaro dopo avere ricevuto 45 miliardi) o il gigante Aig (che lotta per sopravvivere dopo avere ricevuto 150 miliardi). Nel suo budget Obama ha previsto altri 700 miliardi in aiuti, che si aggiungono ai 750 già versati.

Assistenza (in perdita) a tutti
Circa 46 milioni di americani vivono senza assicurazione sanitaria, perché non possono permettersela: negli ultimi otto anni il costo di una polizza è cresciuto a velocità quadrupla rispetto ai salari medi, e chi perde il lavoro di solito deve anche rinunciare al dentista. Pochi sono quindi pronti a mettere in discussione la necessità di una riforma per cui Obama ha stanziato circa 634 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni. La metà verrà da aumenti delle tasse ai più ricchi, la metà da tagli nei rimborsi del Medicare (la sanità pubblica) a compagnie farmaceutiche e assicurazioni. Che hanno scatenato in Congresso i loro lobbisti, forti dei dati di economisti come Michael Tanner del Cato Institute, secondo cui per le assicurazioni private sarà impossibile fare fronte alla concorrenza della sanità pubblica. E c’è chi teme che alla fine a soffrire sarà proprio la qualità del sistema sanitario: oggi gli ospedali americani hanno margini di profitto del 48 per cento sui pazienti assicurati privatamente, mentre perdono circa il 44 per cento su ogni trattamento coperto dallo stato.

Meno deduzioni sui mutui
Obama ha promesso tagli delle tasse per il 95 per cento della popolazione attraverso un credito di imposta di 400 dollari per i singoli e 800 per le famiglie. Ma a suscitare polemiche sono gli effetti indesiderati che potrebbe avere l’aumento delle tasse previsto a partire dal 2011 per le famiglie che hanno un reddito superiore ai 250 mila dollari e i singoli che guadagnano 200 mila dollari. La Casa Bianca vuole un aumento dell’aliquota massima dal 35 al 39,6 per cento e un aggiustamento dell’imposizione sui capital gain dal 15 al 20 per cento. Ma per finanziare la sua riforma sanitaria e il programma di aiuti ai proprietari di casa Obama ha anche proposto di limitare la possibilità di dedurre dal proprio reddito gli interessi sulle rate del mutuo, una facilitazione che secondo gli economisti della Casa Bianca ha concorso alla creazione della bolla immobiliare. Gli stessi democratici si oppongono a questa misura, che ha scatenato la reazione della National association of realtors, l’associazione nazionale degli agenti immobiliari, secondo i quali c’è il rischio di bloccare la ripresa del mercato della casa.

Petrolieri anti green economy
I lobbisti dell’American petroleum institute promettono battaglia: secondo loro, Obama mette a repentaglio 6 milioni di posti di lavoro eliminando le deduzioni di cui si sono finora giovate le aziende energetiche che operano nel Golfo del Messico. “Il risultato sarà aumentare le importazioni dal Medio Oriente che la nuova amministrazione vorrebbe ridurre” dice Mark Kibbe, portavoce dell’istituto. Nel suo budget il presidente propone di ridurre entro il 2050 le emissioni inquinanti a un livello inferiore dell’83 per cento rispetto a quello riscontrato nel 2005. Per farlo la nuova amministrazione intende mettere all’asta i permessi per emettere inquinanti, con un costo che verrà fissato tra i 13 e i 20 dollari a tonnellata di anidride carbonica, raccogliendo dalle imprese circa 646 miliardi entro il 2019. L’obiezione dei critici: i costi ricadrebbero inevitabilmente sui consumatori, con un aumento della bolletta energetica del 7 per cento in media, ancora più alto negli stati del Midwest dove forte è l’uso del carbone.
Barack Obama
I rischi del “buy American”
“La nostra fiducia nel commercio internazionale è a pezzi” ha detto Max Baucus, senatore democratico del Montana, uno dei sostenitori della clausola sull’acquisto di beni prodotti negli Stati Uniti inserita nel programma di stimolo dell’economia. Ma per riportare posti di lavoro negli Stati Uniti Obama intende anche agire a livello fiscale, eliminando la possibilità di dilazionare il pagamento delle tasse sul reddito prodotto all’estero dalle imprese. “È una normativa che finirà per ostacolare la competitività delle multinazionali americane” obietta John Castellani, presidente del Business Roundtable. Secondo i lobbisti come lui, i costi di produzione aumenterebbero al punto da rendere possibili scalate da parte di imprese concorrenti. Col paradossale risultato di perdere i posti di lavoro che l’amministrazione cerca di difendere.

Il VIDEO servizio: luna di miele finita per Obama?


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Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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