Lo sciopero dei tir che sta bloccando mezza Italia è ingiustificato. Rappresentano una minoranza del totale e la maggior parte delle loro richieste sono state ascoltate. E il governo Monti ha preso provvedimenti concreti: un fondo da 400 milioni per il recupero delle accise sul gasolio e la possibilità di recuperarle ogni tre mesi e non ogni anno. E allora il problema dov’è? Continua

Oakland, vetro rotto al palazzo Men's Warehouse in seno alla protesta Occupy Wall Street (AP Photo/Paul Sakuma)
Mentre i principali leader mondiali sono riuniti a Cannes per il secondo e ultimo giorno di G20, le proteste non si spengono nelle varie piazze mondiali. Anzi si levano proprio contro i big 20 o continuano le crociate contro la finanza, le banche, le politiche economiche dei rispettivi governi, da Nizza a Boston, da New York ad Atene, da Roma a Francoforte.
Occupy G20, Occupy Wall Street, Occupy Frankfurt… FOTO

(Credits: Epa/Orestis Panagiotou)
Dieci persone sono rimaste ferite durante gli scontri tra polizia e manifestanti ad Atene, riuniti davanti al Parlamento per protestare contro le nuove misure d’austerità che sono state discusse nell’aula. Alcune centinaia di giovani hanno infranto i vetri di un albergo di lusso della piazza e tolto dalla superficie stradale dei sampietrini, lanciandoli contro la polizia insieme a bombe incendiarie. Gli scontri hanno coinvolto anche le 25 mila persone che sfilavano pacificamente. I tavoli e le sedie fuori dai bar sono stati ribaltati ed è stato dato fuoco ai cestini della spazzatura. Gli agenti in assetto anti-sommossa sono stati costretti a reagire sparando gas lacrimogeni e usando i bus parcheggiati e le transenne per impedire ai dimostranti di circondare il Parlamento. A quanto sembra Papandreu avrebbe già offerto le proprie dimissioni per agevolare la formazione di un governo di unità nazionale. Continua

Dai tempi della presa della Bastiglia, la Francia è un laboratorio per le azioni di protesta. Dopo i vari casi di sequestri di manager, rinchiusi negli uffici e costretti a negoziare con i lavoratori, rispunta una forma di azione estrema: privare della luce. I dipendenti di Erdf e Grdf, filiali di Edf e Gdf - gli enti pubblici dell’elettricità e del gas - in sciopero da tre settimane per aumenti salariali, tagliano con azioni selvagge e improvvise luce e gas a migliaia di case. Giovedì scorso sono stati 66.500 i clienti privati di luce, ”in un momento o l’altro della giornata” - hanno detto i sindacati - e 9.160 quelli che non hanno avuto gas per riscaldamento e cucina. Ad essere colpiti dai black out sono in particolare sedi di ministeri, amministrazioni pubbliche e imprese, ma anche le famiglie, ammettono le organizzazioni sindacali. Ieri i tagli sono stati minimi, ma dovrebbero riprendere martedì e giovedì, giorni in cui sono previste iniziative di mobilitazione sindacale. Gli amministratori delle due aziende minimizzano e dicono che si tratta di “azioni isolate di una minoranza per niente in linea con lo spirito di servizio pubblco che anima la maggioranza dei dipendenti”. Il premier francese François Fillon però non ne vuole sapere: “Questo non è sciopero, non è azione sindacale” ha detto, riferendosi anche ai sequestri dei dirigenti. “Dobbiamo fare attenzione a che questa situazione di crisi non conduca a un ricorso alla violenza che può colpire ognuno di noi”. Ma in Francia le tensioni sociali dovute all’effetto della crisi sull’occupazione non si placano. E anche il ministro del Lavoro Brice Hortefeux, ha annunciato che altre azioni simili saranno sanzionate.
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Il primo volo nazionale della nuova compagnia di bandiera (l’AP2853) è partito alle 6.30, con venti minuti di ritardo, ed è atterrato all’aeroporto di Roma Fiumnicino alle 7.25: è questo il battesimo della nuova compagnia italiana.
A bordo del volo 159 passeggeri tra cui molti politici, costretti ad una lavataccia dalla soppressione dei due collegamenti successivi di Alitalia tra Palermo e Roma. E a fare le spese dei primi tagli dei voli sono stati anche molti cittadini. “Non è un buon inizio” commenta Maria Caliri, docente universitaria palermitana in viaggio per New York “mi hanno avvertito solo ieri che il mio aereo delle 7.20 Alitalia per Roma era stato soppresso e che avrei dovuto prendere questo AirOne delle 6.10. Non mi pare un disservizio da poco”. “E temo” aggiunge “che ci saranno problemi, almeno per oggi, anche per l’accredito dei punti millemiglia Alitalia per chi ha volato AirOne”.
“Sono disagi comprensibili” commenta Carmelo Rampolla, dirigente di una multinazionale, anche lui in viaggio per Roma “cerchiamo di essere ottimisti, sono certo che la privatizzazione porterà una maggiore efficienza”. Poco incline all’ottimismo il portavoce di Italia dei Valori Leoluca Orlando, tra i passeggeri. “Questa della nuova Alitalia” commenta “è un’operazione assolutamente negativa per il paese e a farne le spese saranno i cittadini, costretti a pagare il regalo che Berlusconi ha fatto ai suoi amici imprenditori”.
E oggi, sempre dopo le necessarie verifiche, verranno rilasciati anche i certificati per le attività di handling, manutenzione e addestramento. All’aeroporto di Fiumicino i primi banchi di check-in Alitalia hanno aperto già prima delle 5 nel settore internazionale per le operazioni di registrazione degli 80 passeggeri, di cui 3 in business class, del volo con destinazione Buenos Aires (AZ6680), un Boeing 777/200 capace di 291 posti che registra una mezz’ora di ritardo.
Ma già alle ore 9.00 i lavoratori aeroportuali hanno organizzato una manifestazione nell’area check-in di Malpensa per sollecitare il governo alla liberalizzazione dei diritti di traffico dopo l’accordo Alitalia-Air France. I dipendenti, sia della Sea (la società che gestisce gli aeroporti) sia delle società di indotto, hanno sfilato tra i passeggeri con striscioni e bandiere. La manifestazione è stata indetta dai sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil, Ugl-Ta e Sdl-Flai.
Guarda la GALLERY: i protagonisti degli ultimi 2 anni . LEGGI ANCHE: Alitalia: sì alle nozze con Air France. Malpensa resta strategica. Il FORUM: “Ma non era meglio 3 miliardi di euro fa?”
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Dire che la Regione Lombardia sia poco soddisfatta è un eufemismo.
Ai vertici del Pirellone non va proprio giù il servizio erogato da Trenitalia nella prima mattina di applicazione del nuovo orario invernale, fortemente condizionato dall’Alta Velocità. E il presidente Roberto Formigoni e l’assessore alle Infrastrutture Mobilità, Raffaele Cattaneo non hanno fatto niente per nasconderlo. Anzi, hanno comunicato tutta la loro irritazione: “Oggi alcuni funzionari dell’assessorato alle Infrastrutture, hanno monitorato gli snodi considerati più delicati” ha dichiarato Formigoni “e le cose non hanno funzionato come avrebbero dovuto e come Rfi e Trenitalia avevano garantito“. “Sono stati registrati ritardi e la soppressione di alcuni treni” ha sottolineato Formigoni “mentre altri erano pieni quasi oltre il limite della loro capacità. Scriverò personalmente ai vertici di Trenitalia per esigere il rispetto integrale degli accordi sottoscritti nei giorni scorsi”. Ora Trenitalia deve immediatamente rimediare alla situazione e dare piena attuazione agli impegni presi. “In caso contrario -ha ammonito l’assessore Cattaneo- la Regione è pronta ad azioni clamorose”.
“Il collegamento Alta Velocità Milano-Bologna che abbiamo inaugurato lo scorso sabato è sicuramente un fatto positivo” ha concluso il presidente Formigoni “ma si deve obbligatoriamente integrare con le esigenze dei 500mila pendolari che ogni giorno si spostano utilizzando questo servizio”. Si fa carico delle proteste di 2 milioni di persone che quotidianamente prendono il treno, il governatore lombardo: treni soppressi, forti ritardi, e convogli con un numero di carrozze inferiori agli accordi firmati solo pochi giorni fa tra Regioni e Fs. E va anche più in là l’assessore alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo: “Diamo 24-48 ore per andare a regime. Chiediamo tassativamente il rispetto degli accordi pattuiti con l’ingegner Moretti. Altrimenti, siamo pronti a bloccare il Frecciarossa”, minaccia.
E dire che il successo o meno della nuova linea lo si misurerà anzitutto sulla capacità di sviluppare un’efficiente mobilità di area vasta. Facendo convivere l’Alta Velocità e traffico pendolare, ossia quella fascia di pendolarismo professionale, di ceto impiegatizio che si muove tra le città intermedie e i grandi centri. Invece, spiega preoccupato Alfredo Peri, assessore regionale ai Trasporti dell’Emilia Romagna, “i treni del trasporto regionale, a partire dal Bologna-Verona, non saranno più veloci degli attuali. Anzi, per alcuni si prospetta un rallentamento”. E allora vai con le proteste: “Moretti non può pensare solo ai businessman di Milano e Roma che fanno Linate-Fiumicino”, si legge malignamente in uno dei blog più frequentati dai pendolari emiliani. Secondo i 10mila utenti della Bologna-Verona, ieri ha addirittura ritardato il 50% dei convogli.
Risalendo in Lombardia, lunedì è stato un mezzo disastro: soppresso l’Eurostar delle 7,40 da Brescia, che era il primo che avrebbero potuto prendere i pendolari. Soppressi due treni da Bergamo, via Carnate, e uno da Como. Soppresso il 7,19 da Piacenza per Milano concordato da Lombardia ed Emilia. Mentre il primo Eurostarcity utile per arrivare a Milano (previsto in Centrale alle 8,25) a Pioltello, ha addirittura ceduto il passo all’Eurostar proveniente da Venezia, accumulando ulteriori 15 minuti di ritardo. “Se Trenitalia ha deciso che Frecciarossa deve correre passando davanti a tutti gli altri treni, può darsi che saremo costretti a dimostrare a Trenitalia che il Frecciarossa può anche rimanere in stazione”, tuona, appunto, l’assessore Cattaneo.
Frecciarossa che sempre ieri, dopo le paillettes dell’inaugurazione vip, ha mostrato un po’ la corda. Il Roma-Napoli delle 7,25, ad esempio, si è fermato per un’ora e mezzo all’ingresso della stazione di Gricignano d’Aversa, causa guasto al pantografo.
In una nota diffusa in tarda serata, Trenitalia afferma che i disagi subiti ieri dai viaggiatori sono dovuti a “problemi per lo più di natura tecnica, addebitabili a circostanze limitate e straordinarie”. Già da questa mattina si capirà l’effettiva straordinarietà di quanto accaduto. Ma c’è da scommetterci che non finirà qui. E che Mauro Moretti è destinato a farsi nuovi “nemici” tra i governatori delle regioni italiane. Da una parte c’è la sfida dell’Alta Velocità, dall’altra le centinaia di migliaia di pendolari che non vogliono pagare, senza nemmeno prenderlo, un tributo troppo alto alla corsa del Frecciarossa.
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