
Anche l’Italia ha imboccato la strada della liberalizzazione delle scommesse, sull’esempio di quel che succede da sempre in Gran Bretagna. Con una circolare del 24 novembre la direzione per i giochi dei Monopoli (Aams) ha permesso ai concessionari di elaborare un palinsesto, su eventi sportivi e non, autonomo rispetto a quello finora imposto a livello centrale.
Dal 1° dicembre ogni gestore può in pratica proporre il tipo di puntate che ritiene più idonee, interessanti e avvincenti per i suoi clienti.
Tipo la candidatura a un Oscar o la durata di un governo. Il concessionario dovrà soltanto comunicare la proposta all’Aams e i Monopoli dovrebbero esprimere una valutazione in tempi che le aziende si augurano ragionevolmente brevi.
La novità costituisce un passo avanti verso la completa liberalizzazione, un sistema nel quale in futuro lo stesso giocatore proporrà la scommessa che preferisce, lasciando al banco la libertà di decidere se accettarla e a quale quota. Finora i Monopoli, ora diretti da Raffaele Ferrara, avevano sempre cercato di rallentare l’apertura del mercato, forse temendo di perdere il ruolo di controllori del sistema.
Secondo dati elaborati dall’agenzia Agicos, solo a novembre gli italiani hanno scommesso 450 milioni di euro, 178 in più rispetto allo stesso mese dell’anno passato, e in 10 mesi l’erario ha incassato 155 milioni.
Il Nord Italia è il regno dei giochi e delle scommesse, mentre nelle province del Sud domina il Gratta e Vinci. Savona e Napoli sono le capitali del Lotto, ai cittadini di Trieste e Gorizia piace invece “investire”, sperando nelle ricche estrazioni del Superenalotto.
Di questi e altri dati, forniti recentemente da Agicos (Agenzia giornalistica concorsi e scommesse) e relativi al 2007, si parlerà nella prossima edizione del ProGameShow, il salone professionale del gioco in programma alla fiera di Bologna dal 18 al 20 settembre. Obiettivo: mappare il gioco nella penisola, per profilare il futuro di quella - sottolinea l’organizzazione - “che è ormai riconosciuta come una passione per tutti gli italiani, dal Nord al Sud del Paese”.
Secondo Agicos in testa alla classifica generale c’è Milano, con circa 3,5 miliardi di euro puntati lo scorso anno in Lotto, Superenalotto, Bingo (da segnalare l’assenza di sale in ben 15 province e precisamente Pesaro, Avellino, Benevento, Massa Carrara, Matera, Sondrio, Vercelli, Gorizia, Aosta, Rieti, Biella, Oristano, Isernia, Crotone, Belluno), lotterie tradizionali e istantanee, New Slot, giochi a base sportiva ed ippica. Seguono Roma, con 3,4 miliardi, e Napoli, che ha sfiorato i 2,4 miliardi. Il Nord domina, oltre a Milano, con altre sette province nella “top 15″ (Torino, Brescia, Bergamo, Pavia, Bologna, Varese e Genova). I fanalini di coda sono Isernia, con circa 61 milioni di euro, Enna (57,6 milioni) e Crotone (57,2 milioni).
Più nello specifico, le New Slot a Milano e Roma hanno raccolto, rispettivamente, 1,7 e 1,2 miliardi di euro. Al Lotto domina la provincia di Roma con giocate per 465 milioni di euro.
La classifica delle province dove si è speso di più lo scorso anno per giochi e scommesse cambia notevolmente se si analizzano i valori pro capite. Se infatti per valori assoluti, il podio era stato conquistato, nell’ordine, da Milano, Roma e Napoli, le spese pro capite più elevate sono state invece registrate a Pavia, con 1.498 euro, Savona, con 1.205 euro e Rimini, con 1.058 euro. E le sorprese non finiscono qui, visto che il quarto posto è stato conquistato da Teramo, con 1.014 euro spesi nel 2007 tra concorsi e scommesse.
Al di sopra dei 1.000 euro, e precisamente 1.003, anche Como. Seguono poi Latina (992 euro), Pescara (976) e Milano, che con 924 euro si piazza solo all’ottavo posto di questa speciale graduatoria. Chiudono la ”top 10” Verbania (915 euro) e Frosinone e Roma, a pari merito con 911 euro. Napoli è solo 31ma con 777 euro. Più vicine invece ai valori assoluti, le spese pro capite meno elevate. Le ultime tre province sono infatti Potenza, con 355 euro, Crotone (330) e Enna (329).
La vera scommessa l’hanno vinta loro, le società che hanno puntato su giochi on line, previsioni, sistemi, lotterie, gratta e vinci, casinò on line, lotto, poste e puntate. Il gioco registra una crescita costante tra le passioni degli italiani. Quarantasette miliardi di euro.
La raccolta complessiva del comparto giochi e scommesse, potrebbe chiudere il 2008 con questo dato clamoroso. Le cifre sono fornite da Agipronews, agenzia di stampa quotidiana che si occupa del mondo dei giochi a pronostico e delle scommesse. I dati del primo semestre 2008 lo dimostrano: ben 23.662 miliardi contro i 21 miliardi del 2007 nello stesso periodo gennaio-giugno. Il 2008 potrebbe dunque migliorare di circa 5 miliardi la raccolta del 2007, che si era chiuso con incassi per 42,2 miliardi. La spinta verso l’alto viene soprattutto dalle scommesse sportive, la differenza col 2007 è data dalla grande mole di giocate effettuate sugli Europei di calcio, un eloquente +58% rispetto all’analogo periodo della passata stagione.
In termini percentuali, riferisce Agipronews, l’incremento sarebbe pari all’ 11,39%. In termini erariali, invece, la stima potrebbe toccare quota 7,8 miliardi, l’8,9% in più rispetto al 2007. Straordinario anche il trend del Gratta e Vinci, che viaggia a +25% rispetto al 2007. Confermata anche la decisa crescita del settore NewSlot, che migliora la raccolta ben oltre l’11%. In lieve crescita il Bingo (+4%), mentre prosegue il calo di Totocalcio, Totogol che segnano un pesante -13%. La cara vecchia schedina dal tabaccaio è stata soppiantata, ora si gioca ovunque, dalle agenzie di scommesse ai saloni bingo: la passione per l’azzardo e l’illusione dei soldi facili non accennano a sparire.