
Emma Marcegaglia e Diana Bracco, due delle donne manager più potenti in Italia (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)
E’ vero che la crisi finanziaria sarebbe stata meno forte se vi fossero state più donne nei posti di comando? “Per la mia esperienza le donne sono più pragmatiche e… possiamo dire? Meno avide”. Così Anna Maria Tarantola, numero uno della Vigilanza di Bankitalia, risponde a una domanda di una giornalista del Corriere in un’intervista sul ruolo femminile nel mondo dei manager in Italia. Continua
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Emma Marcegaglia, numero 1 di Confindustria - Ansa
Se pensavate che bastasse una donna sulla poltrona di gran capo degli industriali italiani, quella di Confindustria occupata da Emma Marcegaglia, per parlare di parità dei sessi nel mondo dei manager italiani, vi sbagliavate. L’otto marzo nasce da una tragedia di donne lavoratrici ed è l’occasione giusta per riflettere sulle difficoltà che oggi impediscono a una donna di fare carriera come i suoi colleghi uomini. Continua

Il Consiglio nazionale forense, vertice supremo dell’avvocatura italiana, nonché guardiano e strenuo difensore della deontologia professionale della classe forense italiana, è l’unico organo di categoria europeo a non avere neppure una donna tra i suoi rappresentanti.
La denuncia arriva dall’Anpa (l’associazione che raggruppa i praticanti e i giovani avvocati italiani), che ha messo in luce come in 32 Paesi europei, l’Italia è l’unico a non avere neppure una donna nel Consiglio forense, nonostante la media di donne iscritte agli albi (il 36 per cento) sia in linea con la media europea. “Persino la Turchia”, sottolinea Gaetano Romano presidente di Anpa, “vanta una donna all’interno dell’Executive Board of The Turkish Bar Association“. La media delle donne presenti nei Consigli nazionali europei presi in esame è del 20 per cento. La rappresentanza più alta del sesso femminile si trova nel consiglio forense tedesco che conta sette donne contro quattro uomini, mentre la Finlandia, più equa, ha un vertice paritario con una donna e un uomo. In Finlandia però la donna è pure il presidente del consiglio.
Quote rose scarse si registrano in Latvia, Liechtenstein, Romania e in Slovacchia. In quei Paesi però almeno un rappresentante donna c’è, pure se è schiacciato da un maggioranza maschile.