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Raffaele-Bonanni

Lavoro, Bonanni vede la Fornero e chiama a raccolta Cgil e Uil

Il ministro del Welfare Elsa Fornero con Bonanni, segretario Cisl (Credits: Roberto Monaldo/LaPresse)

Il ministro del Welfare Elsa Fornero con Sergio Bonanni, segretario generale Cisl (Credits:LaPresse)

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Sotto a chi tocca. Dopo la Cgil di Susanna Camusso, oggi è stata la volta della Cisl con il segretario Raffaele Bonanni che ha avuto un serrato e prolungato faccia a faccia durato quasi tre ore con il ministro del Welfare Elsa Fornero. Tema di questi incontri bilaterali, voluti espressamente dal Ministro per meglio valutare le proposte specifiche di tutti gli interlocutori, la riforma del mercato del lavoro con la ricerca di un nuovo assetto sul fronte dei contratti e la definizione di un nuovo sistema di ammortizzatori sociali. Continua

Lavoro, ecco le proposte di Cisl, Cgil e Uil

(Credits: Imagoeconomica)

Raffaele Bonanni (Cisl), Susanna Camusso (Cgil) e Luigi Angeletti (Uil) (Credits: Imagoeconomica)

TUTTO SULLA RIFORMA DEL LAVORO

Contratto unico, modifiche al regime degli ammortizzatori sociali e nuove regole sui licenziamenti. Saranno questi tre temi a tenere banco nei tavoli di confronto tra governo e sindacati, che si apriranno la prossima settimana in vista della riforma del mercato del lavoro. Continua

Raffaele Bonanni, il sindacalista pragmatico


Raffaele Bonanni, il sindacalista pragmatico

Dieci, cento, mille contratti aziendali. Può essere lo slogan del «Che» Raffaele Bonanni, leader della Cisl e riformista intransigente che, dopo la sfida vittoriosa di Mirafiori, ha un’idea molto chiara. Il 2011 dev’essere l’anno dei contratti di secondo livello, all’insegna di uno slogan ben preciso: «Azienda più forte, salario più forte». Ma andiamoci piano a parlare di strappo: il contratto di primo livello, cioè quello nazionale, non si tocca. Continua

La Fiat fuori da Confindustria ricompatta i sindacati

Sergio Marchionne con  Emma Marcegaglia

Sergio Marchionne con Emma Marcegaglia

“Per noi Mirafiori fuori da Confindustria è uno schiaffo”. Non ha usato mezzi termini Raffale Bonanni, leader della Cisl, in un’intervista al Corriere per commentare l’annuncio del presidente di Confidustria, Emma Marcegaglia, sulla nascita della newco di Fiat fuori dall’associazione degli industriali, un passo necessario, secondo Marchionne, per rilanciare lo stabilimento torinese. Per il segretario della Cisl, infatti, il Lingotto sta portando avanti una radicalizzazione pari, ma in senso opposto, a quella della Fiom. Continua

Dossier Alitalia: c’era una volta il sindacato

Epifani, Bonanni e Angeletti
L’indirizzo dello studio romano di Augusto Fantozzi, il commissario straordinario per l’Alitalia, segnala che il destino batte alla porta del sindacato. In quello stesso palazzo di via Sicilia negli anni Settanta c’era la sede della Federazione unitaria Cgil-Cisl-Uil, un appartamento al secondo piano dove si riunivano i segretari Luciano Lama, Bruno Storti e Raffaele Vanni, unico esempio da allora di una struttura comune fra le tre confederazioni. Quel palazzo rappresenta simbolicamente la lunga storia dei rapporti fra le tre confederazioni, dal massimo dell’unità alla divergenza più profonda.

Un contenzioso tra i sindacati. Al di là dell’esito della vicenda Alitalia, anche con la Cgil seduta al tavolo delle trattative, la vertenza sul salvataggio della compagnia è stata infatti solo l’occasione in cui è emersa l’esistenza di un contenzioso davvero serio tra Cgil, Cisl, Uil e adesso anche Ugl, a cominciare dal problema del collegamento diretto tra salario e produttività. Dice Susanna Camusso, segretario confederale che fa parte dell’ultima leva chiamata dal segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, al vertice della confederazione: “È in gioco la sostanza stessa del sindacato e cioè attraverso quali forme si debbano rappresentare i lavoratori”. Che cosa significa? Come si fanno i contratti, come si gestiscono trattative e conflitti, come si offrono servizi ai lavoratori e chi deve farlo, come si calcola la rappresentanza. Di fatto, sono i temi al centro del negoziato tra Confindustria e sindacati per la riforma dei contratti, come pure delle proposte del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, per rinnovare lo stato sociale. E alla fine, sia pure in senso lato, riguardano il rapporto tra sindacato e politica. Al di là dei singoli episodi, insomma, è la diversa impostazione di fondo che sta facendo salire la tensione tra i sindacati, con critiche e accuse reciproche.

La Cgil. Nel mondo visto dalla parte della Cgil la democrazia sindacale è sotto attacco. Dice Camusso: “Ecco la sostanza del modello confindustriale: tempi limitati per il confronto; sempre prendere o lasciare; niente conflitti. È di fronte a questo dato che stanno emergendo le differenze vere con la Cisl e la Uil, perché non basta dire cambiamo questo o quel passaggio”. Ed è sulla Cisl che la sindacalista va più a fondo, richiamando l’idea degli enti bilaterali, cara anche al ministro Sacconi: “Pensare che si possano rappresentare gli interessi dei lavoratori attraverso la formazione di enti bilaterali con gli imprenditori per dare servizi ai dipendenti, come appare dalle dichiarazioni di rappresentanti della Cisl, è un’idea che ha pure un valore, ma così cambia il tipo di democrazia sindacale, la gerarchia d’importanza tra la contrattazione in rappresentanza dei lavoratori e l’offerta di servizi”.
La Cisl e la Uil. Nel mondo visto dalla parte della Uil e soprattutto della Cisl, invece, la possibilità di affrontare le novità economiche e sociali è legata proprio al cambiamento del metodo. Dice Paolo Pirani, dirigente di punta della segreteria Uil: “Non è più tempo di restare alle denunce, alla mobilitazione. Bisogna riformare le relazioni sindacali. Ho l’impressione che la Cgil abbia difficoltà ad affrontare il cambiamento”. E accusa, con il pensiero rivolto anche alla manifestazione contro la politica economica del governo decisa dalla Cgil senza gli altri per sabato 27 settembre: “La Cgil non ha voluto fare l’accordo sulla riforma dei contratti all’epoca di Montezemolo, non l’ha voluta fare durante il governo Prodi. Adesso con grande ritardo ha definito con noi e la Cisl una piattaforma unitaria. Ma fa fatica a passare dalle proposte all’accordo. Prevale il movimentismo”. Nello scontro sull’Alitalia la Cisl ha usato toni perfino più aspri. Il segretario Raffaele Bonanni si è sfogato in pubblico. “Lo dico francamente” ha dichiarato al Messaggero “sono stufo di un sindacato che crea sempre difficoltà, lento nell’azione, incerto nelle proposte, immobilizzato quando si tratta di decidere”. A complicare le cose ci sono poi i reciproci sospetti di collegamenti politici. In Cgil ricordano quando Bonanni, durante il governo Prodi, chiamava alla battaglia per ottenere sgravi fiscali sui salari e, di fronte all’ipotesi Air France per l’Alitalia, tifava Carlo Toto, patron dell’AirOne, e Lufthansa. Oggi i sospetti sono rovesciati su Epifani e la Cgil. “Troppe divergenze si stanno accumulando” ha detto Bonanni nei giorni più caldi della vertenza Alitalia. “Più che rafforzare il sindacato c’è chi pensa a creare un movimento”. Accordi e scontri su singoli aspetti ce ne saranno ancora. Ma una cosa è certa: non vi sono le condizioni perché il contenzioso sui temi di fondo possa durare ancora a lungo.

Vertice chiave per Alitalia: occhi puntati su Palazzo Chigi

Due aerei dell'Alitalia e di Air France

L’infinita trattativa per l’acquisizione di Alitalia potrebbe essere vicina a una soluzione. Le ultime aperture della Cai di Roberto Colaninno sul mantenimento degli attuali livelli salariali (in cambio di una maggior produttività) per il personale di terra e soprattutto la possibile entrata con una quota di minoranza (dal 10% fino al 20%) di uno o più partner stranieri (Lufthansa, British Airwais, Air France-Klm) hanno ammorbidito la posizione fin qui oltranzista della Cgil, che in serata, per voce del segretario Guglielmo Epifani, ha dato una disponibilità di massima a sottoscrivere l’accordo.

E i piloti… Sono arrivati a Palazzo Chigi i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per incontrare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, oltre ai ministri Sacconi, Matteoli e Scajola. Riprende così le fila della trattativa con Cai su cui, al momento, grava ancora l’incognita della posizione di piloti e assistenti di volo. Dopo il confronto informale di questa mattina, il presidente di Anpac Fabio Berti ha, infatti, opposto un “no comment” alle domande dei giornalisti, definendo “delicato” il momento della trattativa. Il leader di Avia, Antonio Di Vietri, ha rimandato ogni decisione al termine dell’assemblea prevista alle 15 a Fiumicino, aggiungendo di non aver ricevuto alcun tipo di convocazione.
La questione della licenza. Per evitare la messa a terra degli aerei, intanto, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, sta per presentare all’Enac la documentazione necessaria perché Alitalia possa continuare l’attività operativa sino al 30 settembre, senza ripercussioni sull’adempimento delle prescrizioni normative aeronautiche e sul servizio alla clientela. In sostanza, cercherà di dimostrare che la situazione finanziaria è gestibile nel breve periodo (anche sospendendo i pagamenti di alcuni contratti come per esempio con gli aeroporti) e che sono state adottate le misure necessarie che riducono i voli. In caso di ritiro della licenza, il commissario ricorrerà al Tar perché il regolamento comunitario può essere disapplicato. Ma una firma dell’accordo tra sindacati e Cai scongiurerebbe questo rischio. Tutti gli occhi sono puntati su Palazzo Chigi.

Aerei della flotta Alitalia

Alitalia: contatti serrati tra governo, Cai e sindacati. E gli stranieri stanno a guardare

Cancelli di Fiumicino

La speranza che Alitalia si salvi arriva da Oltralpe: è lì che il Governo italiano guarda per salvare la compagnia di bandiera dal fallimento. Il premier Berlusconi spiega che “sono esattamente uguali le ipotesi Lufthansa, Air France e British Airways come ipotesi di collaborazione e di alleanza” ma precisa anche che sarebbe “una partecipazione di assoluta minoranza”.
Una prospettiva, quella della partnership straniera, che piace ai sindacati: per Epifani, “È presto per parlare di spiragli ma è una buona scelta”. Anche se il segretario gela le speranze dei possibilisti: “La vertenza Alitalia sta diventando un dramma nazionale che esaurisce tutti gli altri problemi sindacali. Queste sono ore decisive ma c’è bisogno che si capisca che se si vuol fare qualcosa senza la Cgil non ci si riesce”. E domani mattina il governo ha convocato i sindacati a palazzo Chigi per la trattiva sulla compagnia di bandiera.
Berlusconi, quanto alle responsabilità dell’impasse di Alitalia, attacca Veltroni: “È colpa sua se la trattativa con la Cai è fallita”. Inoltre, ha aggiunto, “quello che c’è è che sono in tanti a bussare alla porta della Cai per una partecipazione anche al di là delle tre compagnie straniere che ho ricordato e, tra l’altro, ci sono anche altri imprenditori privati italiani che bussano”. Ma bussano alla Cai o al commissario straordinario Fantozzi? “Alla Cai” ha risposto il premier “perché non c’è una possibilità che un’altra compagnia straniera prenda su di sè il carico e la responsabilità di Alitalia intera: è un’ipotesi che non esiste e non è mai esistita”. Quanto all’eventuale partecipazione di un partner straniero, il premier ha precisato ancora: “Si deve prima risolvere la vicenda Cai e poi sarà la Cai ad aprire le trattative per una alleanza internazionale con una o più compagnie”.
Certo è che l’ipotesi Lufthansa riceve il plauso dei piloti: in un’intervista a Klauscondicio, il numero uno dell’Anpac Fabio Berti rivela: “Non sapevamo nulla di Lufthansa, ma fa parte di una delle soluzioni che abbiamo sempre ritenuto fondamentale per Alitalia”.
Ma il dossier Alitalia potrebbe arrivare domani anche sul tavolo del board di Air France-Klm: è previsto che la questione dell’aviolinea italiana sia in agenda nel cda in programma per domani mattina. Qualunque sia il partner straniero interessato, comunque, sui possibili sviluppo Bonanni esprime ottimismo: “Mi pare stia maturando la volontà di chiudere, il che sarebbe un bene per il Paese e per il sindacato”. Per il segretario generale della Cisl “la Cai ha rilanciato in zona cesarini la possibilità di chiudere la partita”.
A raffreddare in parte le speranze arrivano però le dichiarazioni di Fantozzi: “Spiragli? Ancora non se ne vedono. Sicuramente arriviamo al 30 settembre” ha spiegato il commissario straordinario “ma la situazione è precipitabile in qualsiasi momento. A settembre Alitalia ha incassato 100 milioni di euro in meno rispetto alla media mensile, a determinare questa flessione sono stati gli aerei mezzi vuoti. Sono arrivato qui in ritardo, senza neanche mangiare un panino, perché ho firmato gli stipendi del mese di settembre, senza cui i lavoratori sarebbero scesi in sciopero”. Offerte per Alitalia? “Ne sto ricevendo decine per i singoli segmenti” ha affermato Fantozzi “ma non ho a tutt’oggi un offerta per Az Fly, cioè per il comparto di volo”.
Fantozzi ha poi spiegato che l’Enac ha posto due condizioni per non ritirare la licenza: “tre mesi di sopravvivenza finanziaria, e io non li ho, o un ragionevole programma di rilancio di voli. E questo era possibile finchè c’era l’offerta di Cai”. Per questo, ha proseguito Fantozzi, “l’Enac dice: sono venuti meno i requisiti per la concessione provvisoria della licenza e se non ci dai delle spiegazioni adeguate te la revochiamo. Ora io domani andrò all’Enac e farò una relazione in cui si spiega che la situazione finanziaria è gestibile nel breve e che sono state adottate le misure necessarie che riducono i voli”. In ogni caso, ha agiunto Fantozzi, “se l’Enac ritirerà la licenza, sarà un grosso dolore, ma io ricorrerò al Tar” ha concluso Fantozzi.
Per riderci su (ma non troppo), spunta anche la cordata del popolo della rete. Su eBay, il sito di aste on line, è infatti spuntata un’offerta per la compagnia di bandiera. L’affare viene così descritto: “Vendesi Compagnia Aerea, di peso internazionale con numerosi slot dislocati nei maggiori aereoporti internazionali. OFFERTA SPECIALE!!! Vista l’elevata sindacalizzazione della compagnia l’asta parte da 1 euro SENZA prezzo di riserva, e comprende le compagnie Volare, Alitalia Cargo, AZ Servizi, AZ fly e altre società minori. AFFRETTATEVI!!! L’offerta ha una durata limitata, al termine dell’inserzione la compagnia potrebbe non essere più disponibile! L’offerta è rivolta anche ad acquirenti internazionali!! International buyers are welcome!!”. Finora, la compagnia è stata valutata EUR 8.201,00. L’inserzione,scherzosa, non è stata ovviamente aperta dal commissario Fantozzi, ma dall’utente sblindo82 il 23 settembre e durerà fino al 3 ottobre, quando - se le trattative di queste ore non sortiranno effetto - la compagnia sarà davvero costretta a tenere gli aerei a terra, causa fallimento.
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Giampiero Cantoni
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