
(Credits: ANSA)
È stato definito da qualcuno il concorso di bellezza più ricco del mondo. A parteciparvi non sono delle splendide ragazze in costume, ma tutti i maggiori operatori televisivi italiani che dovranno aggiudicarsi sei frequenze tv nazionali. Continua


Gad Lerner, una delle punte de La7
di Stefano Michele
Mediaticamente, tutti a un passo da La7 stavano (copyright Enrico Mentana: «Michele Santoro è ancora a un passo da La7»). Tutti quasi in arrivo, però ancora tutti con quell’ultimo passo da fare. E però tutti pronti a mettersi in marcia verso la televisione di Giovanni Stella, amministratore delegato della Telecom Italia Media: oasi rinfrescante, approdo benefico, pertugio salvifico. Continua

Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (ANSA/GIUSEPPE GIGLIA)
Il braccio di ferro tra enti locali e governo non è ancora finito, con i sindaci e i governatori che minacciano di rimettere le deleghe, se l’esecutivo si rifiuterà di rimettere mano, ancora una volta, a una manovra che prevede un taglio di 8,5 miliardi di euro ai trasferimenti a Regioni, Province e Comuni. Ma il governo va avanti lo stesso: i tagli alle Regioni non si toccano, ha ribadito il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Continua

Valerio Scanu e Alessandra Amoroso
Sono volati gli spartiti. Il Codacons ha chiesto l’apertura di un’inchiesta e il blocco del televoto. La Fondazione Farefuturo ha minacciato lo sciopero della fame. Solo canzonette? Non proprio. La finale del Festival di Sanremo, vinto da Valerio Scanu davanti al contestato trio Pupo - Emanuele Filiberto - Luca Canonici, ha scatenato polemiche a palate. Continua

Pochi rincari, tanti ribassi ci aspettano in questo 2009 appena cominciato. Se da una parte scatterà l’aumento del canone Rai, a prevalere saranno i tagli tariffari. Potremo subito approfittare delle prime riduzioni delle tariffe di luce e gas, i pedaggi autostradali resteranno bloccati grazie al decreto del governo, e dai biglietti aerei non dovrebbero arrivare brutte sorprese sul fronte prezzi, visto il calo del petrolio.
Insomma, per una volta l’anno non si apre nel segno dei rincari, ma dei ribassi. Cominceranno subito le prime riduzioni per le tariffe di luce e gas, mentre non subiranno variazioni i pedaggi autostradali, bloccati con un decreto del governo. E se per i treni sono già in vigore da metà dicembre le nuove tariffe, che non saranno dunque ritoccate, per i biglietti aerei è presumibile che, con il petrolio in calo, non siano in arrivo nuovi aumenti.
Ecco di seguito come cambieranno le tariffe nel 2009:
Bollette. Le tariffe di luce e gas, dopo una lunga corsa durata oltre un anno, caleranno rispettivamente del 5,1% e dell’1% nel primo trimestre 2009. Il risparmio per le famiglie dovrebbe essere di circa 36 euro su base annua (25 euro per l’elettricità e 11 euro per il gas). Da gennaio ci sarà anche un forte calo (-14,2%) del gpl distribuito in rete, con una minore spesa di 115 euro su base annua per ogni famiglia. Dopo queste prime riduzioni, ha fatto sapere l’Autorità per l’energia, potrebbero esserne previste altre.
Autostrade. Stop agli aumenti tariffari dal primo gennaio, come stabilito dal decreto legge 185 del 29 novembre 2008. Nessuna modifica tariffaria in aumento potrà quindi essere applicata ai pedaggi autostradali dell’intera rete nazionale e il blocco si estende anche alle nuove percorrenze convenzionali del passante di Mestre e della viabilità del Nuovo Polo Fieristico di Milano.
Canone Rai. - Il canone salirà a 107,50 euro, 1,5 euro in più rispetto allo scorso anno, con un aumento pari al tasso di inflazione programmato.
Treni. Gli aumenti ci sono già stati. Non ci saranno altre brutte sorprese per i passeggeri. Dal 14 dicembre sono già in vigore i nuovi prezzi per l’Alta velocità: un viaggio Milano-Napoli in prima classe costa 119 euro (contro i precedenti 103,60 euro); in seconda 84 euro (da 73,20); Milano-Roma in prima 109 euro (da 80,80), in seconda 79 euro (da 56,10). Ma fino al 13 gennaio c’è uno sconto del 10%, a cui si può aggiungere un ulteriore ribasso del 5% se si compra via Internet; per sei mesi, inoltre, -35% per andata-ritorno in giornata per le tratte lunghe.
Controcampo e Domenica sportiva addio. Invenduti i diritti radiofonici e televisivi del calcio. L’assemblea generale straordinaria di Lega calcio ha respinto all’unanimità le offerte fatte sinora.”Ci dispiace molto che i campionati di serie A e B partano senza la possibilità di vederli per chi non ha la pay tv, ma ci siamo trovati davanti a offerte che non potevano essere accettate”, ha detto l’amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, all’uscita dall’assemblea generale straordinaria della Lega Calcio.
Il vicepresidente e ad rossonero ha presieduto l’assemblea su proposta del vicepresidente di Lega per la B, Gianfranco Andreoletti, in assenza del presidente Antonio Matarrese, del suo vice vicario Rosella Sensi (Roma) e del vice presidente per la A Massimo Cellino (Cagliari).
Andreoletti ha poi reso noto che non sono stati venduti neanche i diritti del campionato cadetto, ma i club, anziché venderli individualmente come era possibile, “hanno deciso di dare mandato all’advisor per trattarli a livello collettivo e cercare un accordo entro le ore 19 di mercoledì 27″, ha precisato Andreoletti, “Crediamo che si possa trovare un accordo più vantaggioso con una delle due emittenti interessate ai diritti per il satellitare, e per lo stesso motivo abbiamo rigettato anche l’offerta con l’emittente interessata per la piattaforma digitale”.
Vendere i diritti tv in chiaro degli highlights di serie A oppure ritirarli dal mercato in attesa di offerte più generose? Questo era il dilemma. Che non è stato sciolto dall’assemblea generale straordinaria della Lega Calcio, con i dirigenti del pallone chiamati a esprimersi sulle offerte di Rai e Mediaset già ritenute da molti insufficienti. Confermata quindi l’ipotesi del rifiuto alle cifre proposte dalle due emittenti. Linea condivisa dai presidenti di molte società, le grandi in testa, intenzionati a incassare molti più soldi dai pacchetti ancora da vendere, cioè dagli highlights di serie B e diritti radiofonici, oltre agli highlights di A. “Temo che domenica non si vedrà il chiaro, ma non sarebbe certamente colpa nostra se ciò avvenisse” aveva anticipato Galliani al suo arrivo in Lega Calcio prima di entrare all’assemblea generale. “È impossibile”, aveva spiegato, “che un prodotto venduto a 75 milioni di euro in esclusiva a Mediaset più, non in esclusiva, alle altre emittenti possa essere valutato 20,5 milioni di euro con uno sconto del 75%.
In attesa di colpi di scena, per ora le emittenti non sembrano affatto disposte ad alzare la posta. Anzi, la Rai è pronta a ritirare le proprie offerte e a uscire da qualsiasi trattativa futura. Viale Mazzini ha infatti già rilanciato, arrivando a una cifra complessiva di 30,6 milioni (600 mila per la Supercoppa), dei quali 23,5 milioni fra serie A e B (20,5 per la serie maggiore, 1 milione per quella cadetta e 2 milioni per i diritti radiofonici). Per quanto riguarda, in particolare, gli highlights di serie A, la Rai ha offerto 7 milioni per l’esclusiva nella fascia oraria 13:30-22:30, pacchetto in cui non c’è concorrenza; e 13,5 milioni per quella fino a mezzanotte, cifra a quanto pare più alta di quella offerta da Mediaset (10 milioni) e più ricca anche rispetto ai 10 milioni complessivi (5 dalla Rai e 5 da Mediaset, rispettivamente per la Domenica sportiva e Controcampo) che sarebbero stati incassati dalla Lega per quella fascia lo scorso anno.
Anche Mediaset non ha fatto alcuna controproposta: escluso un interesse sulla fascia pomeridiana, per ora non c’è stato alcun “secondo lancio” per consentire la messa in onda di Controcampo.
Ma alla Lega, che mirava a un incasso globale di 70 milioni di euro, i conti non tornano. Il rischio che gli highlights andassero tutto o in parte invenduti si è quindi, per ora, avverata. Per la prima volta una stagione di calcio inizierà senza le trasmissioni storiche.
Cosa farà la Lega? Ritenute insufficienti le offerte potrebbe decidere di non assegnare tutti o alcuni dei pacchetti e ripetere la procedura di assegnazione, mantenendo o modificando la composizione originaria dei pacchetti oppure di attuare una diversa forma di sfruttamento dei diritti.
Anche la trattativa per il campionato di B potrebbe fermarsi: conteso da Sky e Conto Tv, l’emittente satellitare che trasmette film per adulti e che si è già aggiudicata il terzo e quarto turno di Coppa Italia. Altrimenti, i club cadetti che da mesi denunciano la crisi economica della categoria, si consoleranno con i 7 milioni di euro promessi in ogni caso dall’advisor Infront, per questa e per la prossima stagione.
La Lega Calcio si è invece riservata l’assegnazione dei diritti per le partite della Serie B e della Coppa Italia, assegnazione che, secondo Conto Tv, “sarebbe dovuta avvenire contestualmente all’apertura delle buste”, come per la Supercoppa Tim o i diritti della Tim Cup, questi ultimi assegnati alla stessa emittente satellitare. Per questo l’emittente toscana ha fatto partire un esposto alle Authority per la Concorrenza e per le comunicazioni. Nell’esposto si denuncia anche come, a meno di 24 ore dalla scadenza fissata per le offerte, siano state modificate “le linee guida” delle stesse, modifiche che “hanno costretto” l’emittente a “rinunciare” a presentare un’offerta complessiva per la Serie B, suggerendole di “ripiegare” sulla sola Tim Cup di cui si è infatti aggiudicata i diritti del terzo e quarto turno per la stagione agonistica 2008/2009 e dei primi quattro turni per il 2009/2010. Secondo l’amministratore delegato, Marco Crispino, le società cadette, in caso di mancata assegnazione del pacchetto, “tornano proprietarie degli stessi eventi e, quindi, potranno commercializzare singolarmente le partite”.
“Penso che anche un’azienda anomala debba avere le sue regole”.
(Claudio Cappon, direttore generale della Rai)
Voleva dire:
“La Rai è un’azienda anomala e questo lo sanno tutti. Ma è sempre esistita una regola che Saccà ha violato: è il direttore generale, cioè io, che dialoga con Berlusconi”.