

Helle Thorning Schmidt, premier danese e presidente della Ue
di Alberto Quadrio Curzio
Si dice che questo gennaio sarà un mese decisivo per le sorti dell’euro e di Eurolandia. Sono ormai due anni che succede così: dichiarazioni roboanti all’annuncio del vertice, celebrazione dei risultati dopo. Poi si è sempre da capo, con una disillusione. Le ragioni di queste illusioni-delusioni sono molte. Consideriamone alcune, anche in base alle agende a oggi disponibili sui prossimi vertici. Continua

(Credits: dpa/Lapresse)
Anche oggi, l’euro ha toccato un nuovo minimo dell’anno rispetto al dollaro: 1,28 durante la mattinata per poi tornare nel pomeriggio intorno a 1,29. Lo stesso livello di ieri. Ma cosa significa avere una moneta che si sta indebolendo in questo modo? “È una buona notizia” spiega Giuseppe Ferraguto, economista dell’Università Bocconi. Ecco perché. Continua

Gioielli in vendita al bazar di Istanbul (Credits: Wilfried Kecichwost/LaPresse)

Anche il destino dell’economia turca potrebbe essere legato a doppio filo con il pericolo recessione. Oggi la situazione è molto buona. Eppure gli investitori restano scettici, e temono che questa economia sia ormai troppo surriscaldata. Continua

(Credits: AP Photo/Muhammad Sajjad)

Il 2012 sarà un anno molto difficile per l’economia mondiale. “Il peggiore degli ultimi vent’anni. Una crisi politica senza precedenti potrebbe inghiottire numerosi paesi in transizione. Mentre la crisi finanziaria partita dagli Stati Uniti che si è ora abbattuta con violenza sull’Europa potrebbe togliere stabilità anche a molte economie emergenti“. È questa l’opinione di Andy Xie, economista indipendente famoso in Occidente e poco amato nella Repubblica popolare per la franchezza e la lucidità delle sue analisi, spesso molto lontane dal punto di vista del partito. Continua

Il presidente francese Nicolas Sarkozy (Credits: ARSOV/SIPA)
Non solo la perdita delle famose tre A da parte dell’agenzia americana Standard&Poor’s a giudizio della Francia sembra ormai inscritta a chiare lettere nella tabella di marcia di un destino ineluttabile, ma l’Insee (l’Institut National de la statistique et des études économiques) ha previsto due trimestri concecutivi di contrazione dell’attività produttiva. Continua

Angela Merkel e Mario Monti (Credits: LaPresse)
I numeri diffusi dagli analisti parlano chiaro: l’economia italiana è ormai in recessione . “Ma gli altri paesi europei non si facciano illusioni”, ammonisce economista Giacomo Vaciago, economista dell’Università Cattolica di Milano, “è un fenomeno che si propaga sempre su larga scala e, il prossimo anno, coinvolgerà almeno 10 paesi del Vecchio Continente”. Continua

Il quadro L'Urlo di Munch
Ci siamo. L’hanno detto. Italia in recessione nel 2012. Il nostro Paese, le nostre aziende, noi non produrremo ricchezza. O meglio quella che produrremo sarà inferiore a quanto potremmo effettivamente fare se utilizzassimo le risorse che abbiamo a diposizione. Segno di una frenata brusca dell’economia. Che mette preoccupazione e fa pensare all’Urlo di Munch. Ecco tutti i numeri che dimostrano la tesi sostenuta ieri dal ministro dello sviluppo economico Corrado Passera e da Confndustria.
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