

di Zornitza Kratchmarova
Largo alla ricerca. Con un duplice obiettivo: ovviare alla crescita pressoché inesistente del mercato farmaceutico dei Paesi maturi (+1,9% nel 2010 su scala Ue) e garantirsi una pipeline di prodotti in linea con i migliori standard internazionali. Il gruppo Chiesi, fondato nel 1935 a Parma da Giacomo Chiesi, farmacista con il sogno della ricerca, e tuttora in mano ai suoi discendenti, Alberto e Paolo, rispettivamente presidente e amministratore delegato e vicepresidente e direttore R&S, viaggia controcorrente. Continua

(Credits: AP Photo/Eugene Hoshiko)
Giorno dopo giorno, la Repubblica popolare si trasforma sempre di più nel paese dove tutto è possibile. Grazie alla creatività e alla tenacia di chi non è ancora soddisfatto dei progressi compiuti dalla Cina negli ultimi decenni, convinto che questa nazione abbia ancora moltissime potenzialità non sfruttate.
Rientra a pieno titolo in questa categoria Wu Lulu, 50 anni, un tempo un semplice agricoltore che non aveva ricevuto alcun tipo di istruzione, ma che dopo vent’anni di tentativi falliti è finalmente riuscito a costruire semplici robot-giocattolo servendosi di frammenti e scarti trovati per strada o altrove. Continua
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Lapresse - Le uova di Pasqua dell'AIRC. L'associazione riceverà 50 milioni di euro dal 5 per mille del 2008
Il 5 per mille piace agli italiani. Sono più di 14 milioni i contribuenti che nel 2008 hanno deciso di devolvere una quota del loro reddito a Onlus, associazioni di volontariato, enti di ricerca e associazioni sportive. Continua

Una foto d'archivio di un ufficio (Ansa)
Non è l’aumento dello stipendio, ma il progresso la vera molla che ci spinge a lavorare di più e ai massimi livelli. Continua

Alberto Alesina, professore di Economia ad Harvard
Un’invasione. Così l’economista e sociologo francese Guy Sorman ha definito in un post dell’edizione online del City Journal, la rivista del Manhattan Institute, i flussi migratori dei ricercatori europei verso i dipartimenti di economia americani. “Esuli del libero mercato”, invece, sarebbero secondo il professore i giovani studenti che vanno in America per conseguire un Ph.D. e che poi decidono di rimanere Oltreoceano in pianta stabile. I numeri parlano chiaro: secondo il CJ, un terzo dei ricercatori e professori di Harvard ha il passaporto europeo, mentre nel dipartimento di finanza della Business School della Univeristy of Chicago gli europei sono addirittura la metà del personale docente. Continua

Un addetto alle pulizie - Ansa
L’immagine internazionale dei banchieri non è certo nel suo miglior momento: crisi economica e salvataggi di Stato non hanno contribuito a renderli più popolari. E adesso anche la loro retribuzione è messa sotto accusa. Non da invasati No-Global ma da un gruppo di economisti: il think tank della “New economic foundation” inglese, 50 esperti di economia che hanno recentemente portato al G8 il tema del debito internazionale. Continua
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Il progetto di federalismo fiscale in Italia deve essere “coerente” con l’obiettivo di finanze pubbliche sostenibili nel medio termine. A quanto risulta a Radiocor sarà questa una delle indicazioni contenute nel rapporto comunitario sull’attuazione in Italia della strategia di Lisbona.
Nel giudizio Ue che sarà approvato dal collegio dei commissari mercoledì, Bruxelles chiede a Roma di proseguire con il miglioramento dello stato delle finanze pubbliche, anche alla luce dell’alto debito. Ma i fari sono puntati sulla scarsa produttività del Belpaese: le politiche chiave per aumentarla, sostiene l’esecutivo Ue, consistono in un rafforzamento della concorrenza, meno costi burocratici, miglior funzionamento del mercato del lavoro, ricerca e sviluppo.
Servono poi misure di lungo termine per spingere la transizione verso l’economia a bassa emissione di CO2.
In tutto saranno quattro le raccomandazioni all’Italia. La prima riguarda il consolidamento del bilancio pubblico inteso come obiettivo a “medio termine”: è implicito che questa azione dovrà essere intrapresa una volta lasciata alla spalle la crisi attuale. D’altra parte, si ribadisce che l’aggiustamento di bilancio è stato assicurato e, anzi, si tratta dell’azione di politica economica più evidente rispetto all’azione intrapresa in altri settori. La seconda indicazione riguarda la necessità di migliorare la crescita della produttività che comporta una maggiore “efficienza” del sistema scolastico e formativo. La sfida dell’efficienza deve riguardare anche la pubblica amministrazione. La terza riguarda gli interventi per migliorare il livello di concorrenza. I settori indicati sono i servizi professionali e finanziari, la distribuzione al dettaglio, la distribuzione dei carburanti, i servizi del gas, del trasporto aereo e quelli locali. Infine le misure all’insegna della flexicurity (flessibilità e sicurezza del lavoro) con l’obiettivo generale di adottare un sistema di protezione “uniforme”. Dopo dieci anni di calo continuato, il tasso di disoccupazione è aumentato l’anno scorso e aumenterà ancora a causa della recessione. Bruxelles ritiene che siano stati fatti dei progressi per migliorare quello che viene chiamato “ambiente pro business”. Per far risalire l’economia dall’attuale debolezza competitiva, la commissione rileva anche l’importanza che la crescita dei salari resti allineata alla crescita della produttività attraverso “un ulteriore decentramento” dei livelli ai quali vengono fissati. Nel rapporto Lisbona 2008 che sarà pubblicato mercoledì la commissione europea analizza i progressi compiuti nella Ue e in ogni singolo paese nell’attuazione della strategia per migliorare la competitività delle economie.
Bruxelles spiega che nel 2008 sono diminuiti i consumi privati, gli investimenti e le esportazioni. La situazione non è rosea neanche nel 2009, quando dovrebbe aumentare il tasso di disoccupazione. Per contrastare questa tendenza, secondo la Commissione, andrebbe inoltre posto l’accento sulla forza lavoro non utilizzata, in particolare nel Mezzogiorno. L’approvazione del giudizio sull’Italia era attesa per metà dicembre scorso, ma a causa della crisi economica l’esecutivo Ue ha deciso di rimandarla a fine gennaio per consentire una valutazione approfondita per ciascun paese, sulla base di criteri ben più ampi: macroeconomici, microeconomici e sociali.