
(Credits: AP Photo/Dmitry Lovetsky)

La Russia ha bisogno di riforme, altrimenti rischia di essere travolta dalla crisi e dalla stagnazione. O meglio, in realtà il paese ha bisogno di portare a termine quella ristrutturazione del sistema politico, economico e fiscale che continua a rimandare dai tempi del crollo dell’Unione Sovietica.
A questo proposito varrebbe la pena ricordare che Goldman Sachs ha inserito Mosca all’interno dei Bric -vale a dire nel primo gruppo di paesi emergenti destinati a trasformarsi nelle locomotive dell’economia globale del ventunesimo secolo, cui solo nel dicembre del 2010 si è aggiunto il Sudafrica, sulla base di una crescita “eccezionale ma momentanea”, e che è quindi destinata a rallentare a meno che il governo non si decida a fare qualcosa, e in tempi brevi, visto che la congiuntura economica internazionale non è particolarmente favorevole. Continua

Susanna Camusso, segretario generale della Cgil (Credits:Imagoeconomica)
Nero su bianco. La firma tra tutte le organizzazioni sindacali e la Fiat per l’accordo sullo stabilimento di Termini Imerese (e i suoi 640 dipendenti) è stato apposto questa mattina al Ministero per lo sviluppo economico sotto gli occhi di Domenico Arcuri, numero uno di Invitalia. E ora sono altre due le partite aperte: la riforma del mercato del lavoro e quella delle pensioni. È la Cgil, insieme alla sua costola “metalmeccanica” della Fiom, il fil rouge, e mai colore fu più azzeccato, a tenere insieme questi tre fronti caldi. Continua

(AP Photo/Manish Swarup)
Nel tentativo di contrastare la paralisi politica e lo stallo economico che stanno mettendo in ginocchio il paese, New Delhi pare essere pronta ad approvare una nuova serie di riforme economiche, che potrebbero cambiare il paese come è successo nel 1991, quando l’India, nella speranza di rincorrere la Cina, approvò un programma di liberalizzazioni di ampio respiro.
Oggi il paese è convinto che sia arrivato il momento per mandare avanti le “riforme di seconda generazione“, quelle che il governo si è sempre rifiutato di approvare per ragioni principalmente strategiche. Continua
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(Credits: AP/Photo/Kostas Tsironis)
La recessione e il deficit saranno peggiori del previsto; la Grecia mancherà il target di bilancio e ha chinato la testa di fronte alle richieste della Troika (Fmi, Ue e Bce): 30 mila statali andranno a casa. Intanto, le Borse asiatiche chiudono in negativo e l’euro scende ai livelli più bassi degli ultimi otto mesi.
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(Credits: AP Photo/Andy Wong)
Le crisi di breve periodo, anche se dolorose, possono trasformarsi in opportunità per modificare le scelte economiche del paese e creare le condizioni per continuare a crescere nel lungo periodo. E’ questo lo spirito con cui la Cina dovrebbe affrontare i problemi che iniziano a creare qualche inconveniente anche alla seconda potenza economica mondiale. Continua

(Credits: Epa/Mohamed Omar)
Fino a qualche giorno fa l’Egitto sembrava essere un modello vincente dal punto di vista dello sviluppo economico, visto nonostante la crisi finanziaria è riuscito a mantenere un tasso di crescita piuttosto elevato: 4,7% nel 2009 e 5% nel2010. Continua

Lisbona (Credits: LaPresse)
Meno di due settimane fa abbiamo parlato dei problemi economici del Portogallo, spiegando le ragioni per cui anche Lisbona sta rischiando il tracollo economico da cui a fatica tenta di risollevarsi Atene. Continua