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rincari

Mario Monti alla conferenza stampa di fine anno (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)
Ci siamo. Il 2012 è arrivato e con lui tutti i rincari della stangata dovuta all’esplosione del prezzo dei beni di luce, gas, benzina e dalle manovre previste dal decreto salva-Italia varato in dicembre dal governo Monti. Ben 34 miliardi di provvedimenti che serviranno a portare il pareggio di bilancio nel 2013, con l’aiuto delle riforme previste nel pacchetto cresci-Italia che il premier presenterà nel dettaglio all’Eurogruppo del prossimo 23 gennaio e di cui ha dato le linee generali nella conferenza stampa di fine anno. Da oggi però nei soldi degli italiani resteranno meno euro: dai 1.200 ai 2.00 euro l’anno a seconda delle stime. Dirottati su una serie di nuove spese. Compresa la tassa sui giochi. Ecco quali sono. Continua

(Credits: Imagoeconomica)
Il prezzo dei carburanti sale ancora. Negli impianti dell’Eni, infatti, da questa mattina un litro di verde costa 1,722 euro, 1 centesimo in più di due giorni fa. Mentre il diesel è stato ritoccato al rialzo di 0,5 centesimi: 1,694 euro al litro. E ora? A ruota seguiranno tutti gli altri operatori. Continua

Traffico in autostrada tra Firenze e Bologna - Ansa
Buon 2010, ma meglio se lo si festeggia in casa. Per chi viaggia, infatti, l’anno nuovo porta soprattutto rincari. Degli aumenti delle tariffe ferroviarie sulle tratte dell’Alta velocità abbiamo già discusso. Ma anche a scegliere mezzi di trasporto alternativi ci si deve preparare a tirare fuori qualche euro in più dal portafoglio (a meno di non avere la passione per la bicicletta e tanto tempo). Continua

Con il petrolio tornato, dopo 8 mesi di tregua - da novembre 2008 - a 60 dollari, è scattata la raffica di rincari per i carburanti.
E la benzina torna a toccare i massimi degli ultimi sette mesi e fa nuovamente scatenare le proteste dei consumatori. Per l’Unione Petrolifera, però, l’aumento del prezzo industriale della benzina è inferiore ai rialzi che si stanno verificando sui mercati internazionali.
La benzina è salita fino a 1,259 euro al litro, mentre il gasolio è tornato sopra quota 1,1 euro al litro, per la prima volta in cinque mesi. Secondo quanto emerge dalle statistiche dell’Up, quello di oggi è infatti per il diesel il massimo dal 15 dicembre 2008, mentre la benzina non arrivava all’attuale cifra da circa sette mesi, cioè dalla fine di ottobre. In quei giorni il prezzo medio era di 1,267 euro al litro, mentre il greggio viaggiava sui listini internazionali sotto i 65 dollari, contro i circa 58 dollari fatti segnare oggi, dopo la rapida ascesa messa a segno nel corso della scorsa settimana.
A portare i listini della verde a 1,259 euro sono state Api, Ip e Total. A un passo l’Agip e Tamoil, con il prezzo consigliato ai gestori a 1,258 euro al litro. Il massimo odierno del gasolio è invece di 1,105 euro nei distributori Agip, Api,Ip, Q8 e Tamoil.
Immediate le proteste dei consumatori: “Se ce ne fosse bisogno, ecco la dimostrazione della doppia velocità del prezzo della benzina”. Secondo Federconsumatori ed Adusbef, quando il prezzo del petrolio è sceso “abbiamo assistito ad un lento adeguamento, seguito poi da un blocco speculativo”. Oggi invece “siamo in presenza di incrementi del prezzo del petrolio a 57-58 dollari al barile ed immediatamente, con la velocità della luce, vi è stato un adeguamento, che noi giudichiamo speculativo, a 1,26 euro al litro. Dai nostri calcoli, invece, - proseguono - il prezzo si dovrebbe attestare a 1,11-1,12 euro al litro”.
Non tarda però ad arrivare la risposta dell’Unione Petrolifera: “le quotazioni internazionali della benzina, dalla fine di aprile ad oggi, hanno registrato un progresso di oltre 90 dollari a tonnellata, pari a 4,3 centesimi euro al litro, mentre per il gasolio di 56 dollari a tonnellata, corrispondenti a 2,6 centesimi euro al litro”. Nello stesso periodo, prosegue l’Up, “il prezzo industriale della benzina, cioè al netto delle tasse, ha invece mostrato un aumento di 3,2 centesimi euro al litro, mentre quello del gasolio di 1,2 centesimi. A parità di quotazioni internazionali (Platts) e tenendo conto dell’effetto del cambio, oggi i prezzi al consumo di entrambi i carburanti risultano comunque inferiori 3-4 centesimi euro/litro rispetto a sette mesi fa”.

Pochi rincari, tanti ribassi ci aspettano in questo 2009 appena cominciato. Se da una parte scatterà l’aumento del canone Rai, a prevalere saranno i tagli tariffari. Potremo subito approfittare delle prime riduzioni delle tariffe di luce e gas, i pedaggi autostradali resteranno bloccati grazie al decreto del governo, e dai biglietti aerei non dovrebbero arrivare brutte sorprese sul fronte prezzi, visto il calo del petrolio.
Insomma, per una volta l’anno non si apre nel segno dei rincari, ma dei ribassi. Cominceranno subito le prime riduzioni per le tariffe di luce e gas, mentre non subiranno variazioni i pedaggi autostradali, bloccati con un decreto del governo. E se per i treni sono già in vigore da metà dicembre le nuove tariffe, che non saranno dunque ritoccate, per i biglietti aerei è presumibile che, con il petrolio in calo, non siano in arrivo nuovi aumenti.
Ecco di seguito come cambieranno le tariffe nel 2009:
Bollette. Le tariffe di luce e gas, dopo una lunga corsa durata oltre un anno, caleranno rispettivamente del 5,1% e dell’1% nel primo trimestre 2009. Il risparmio per le famiglie dovrebbe essere di circa 36 euro su base annua (25 euro per l’elettricità e 11 euro per il gas). Da gennaio ci sarà anche un forte calo (-14,2%) del gpl distribuito in rete, con una minore spesa di 115 euro su base annua per ogni famiglia. Dopo queste prime riduzioni, ha fatto sapere l’Autorità per l’energia, potrebbero esserne previste altre.
Autostrade. Stop agli aumenti tariffari dal primo gennaio, come stabilito dal decreto legge 185 del 29 novembre 2008. Nessuna modifica tariffaria in aumento potrà quindi essere applicata ai pedaggi autostradali dell’intera rete nazionale e il blocco si estende anche alle nuove percorrenze convenzionali del passante di Mestre e della viabilità del Nuovo Polo Fieristico di Milano.
Canone Rai. - Il canone salirà a 107,50 euro, 1,5 euro in più rispetto allo scorso anno, con un aumento pari al tasso di inflazione programmato.
Treni. Gli aumenti ci sono già stati. Non ci saranno altre brutte sorprese per i passeggeri. Dal 14 dicembre sono già in vigore i nuovi prezzi per l’Alta velocità: un viaggio Milano-Napoli in prima classe costa 119 euro (contro i precedenti 103,60 euro); in seconda 84 euro (da 73,20); Milano-Roma in prima 109 euro (da 80,80), in seconda 79 euro (da 56,10). Ma fino al 13 gennaio c’è uno sconto del 10%, a cui si può aggiungere un ulteriore ribasso del 5% se si compra via Internet; per sei mesi, inoltre, -35% per andata-ritorno in giornata per le tratte lunghe.
Acqua sempre più cara per le famiglie italiane. Il servizio idrico è aumentato in media del 32% negli ultimi sei anni e del 4,6% tra il 2006 e il 2007. Con rincari addirittura del 50% in alcune città del Nord-Ovest. E se Agrigento si distingue come la città più cara, Milano risulta la più economica, con tariffe 4 volte più basse di quelle della città siciliana. La Toscana si aggiudica invece il primato di regione più costosa, mentre il Sud si distingue come ’sprecone’.
È quanto risulta da un’indagine dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, che ha preso in esame (qui il documento in .pdf), per tutti i capoluoghi di provincia italiani, il servizio idrico integrato (acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione e quota fissa o ex nolo contatori). In un anno una famiglia sostiene in media 229 euro di spesa per il servizio idrico integrato, il 4,6% in più rispetto alla spesa del 2006: considerando il periodo gennaio 2002-agosto 2008 l’aumento è addirittura del 32%. Agrigento è la città in cui l’acqua è più cara (445 euro annui), con tariffe 4 volte più costose che a Milano che, con una spesa annua di 106 euro, è invece la città meno cara. La Toscana risulta la regione più costosa per il servizio idrico, con ben sette città nella top ten delle città più care.
Mentre nella classifica dei dieci capoluoghi di provincia meno cari, ben otto sono nel Nord. Dei 104 capoluoghi monitorati, ben 70 hanno registrato variazioni all’insù delle tariffe (altri 33 sono rimasti invariati e solo Benevento ha avuto una riduzione): Novara ha messo a segno l’aumento più consistente (+50%), seguita da un’altra città piemontese, Verbania (+45%), e poi da Agrigento (+38%). Le tariffe variano nettamente da regione a regione (quelle centrali, in particolare, si contraddistinguono in media per le tariffe più elevate, 267 euro annuali), ma differenze elevate ci sono anche all’interno della stessa regione: in Sicilia, ad esempio, tra Agrigento e Catania la differenza di spesa annua per il servizio idrico raggiunge 269 euro. E con l’aumentare dei costi aumentano anche gli sprechi. Complessivamente in Italia il 35% dell’acqua immessa nelle tubature va persa: il problema è particolarmente accentuato nelle regioni meridionali (49%), evidenzia il rapporto, sottolineando che sono evidenti “notevoli criticità” come nel caso della Puglia con la seconda spesa più elevata ed una percentuale di perdita di acqua ben superiore alla media.
“Al Governo e al Parlamento chiediamo il blocco delle tariffe dell’acqua fino a tutto il 2009″, ha detto il responsabile nazionale delle politiche dei consumatori, Giustino Trincia, che ha consegnato l’indagine al ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. “È indispensabile, inoltre” ha aggiunto “l’istituzione di un’Autorità di regolazione del settore idrico con reali poteri d’intervento per mettere fine alla scandalosa giungla di tariffe, contratti e bollette”.
Il VIDEO servizio:
Portafoglio più leggero per le famiglie italiane. Aumentano i prezzi dei prodotti alimentari, come quelli dell’energia e delle tariffe telefoniche.
La spesa per l’energia è rincarata di 680 euro l’anno nel periodo 2007-2008, secondo i conti delle associazioni dei consumatori, Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori riunite.
In particolare, secondo le associazioni, la benzina è aumentata di 180 euro e il gasolio di 324 euro. Salato anche il conto del riscaldamento domestico, con un rincaro di 180 euro, come quello della luce e del gas (+250 euro). Rincari che vanno ad assommarsi ai prezzi della spesa quotidiana.
Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’inflazione ad agosto è scesa al 4 per cento. Per Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori il livello dei prezzi resta ad ogni modo allarmante: “Il livello d’inflazione rimane alto e preoccupante; è emergenza prezzi, soprattutto per i generi alimentari e i prodotti energetici. Due beni primari e insostituibili, che rappresentano la spesa più considerevole per le famiglie, e che drenano risorse, comprimendo così tutti gli altri settori commerciali e produttivi, con un grave danno per l’economia del Paese”.
Gli sceriffi dei prezzi hanno rilevato il costo dei generi alimentari dell’ultimo periodo. Rispetto ad agosto 2007 la pasta segna un incremento del 26 per cento, il pane del 16 per cento, pollo e patate oltre il 40 per cento. Per una ricaduta totale sulle famiglie di 565 euro per il 2008.
Questo nonostante il prezzo del petrolio sui mercati internazionali continui a scendere. Ma secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) i costi di produzione per le imprese agricole sono sempre più alti e insostenibili, tanto da mettere a rischio la stessa sopravvivenza delle aziende agricole. Solo nel mese di giugno la crescita dei costi produttivi è stata pari al 10,4 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, mentre i redditi seguono una linea discendente: nel 2007 si è registrata una contrazione pari 2 per cento.Si può parlare di vera e propria acqua alla gola per le famiglie, visto che anche i servizi idrici sono sempre più cari per gli italiani. Le tariffe dell’acqua corrono infatti più dell’inflazione e in cinque anni hanno messo a segno un rialzo del 35,4%: è quanto è emerso dal Rapporto internazionale sull’Acqua e sui relativi costi nel 2007-2008 realizzata da Nus Consulting Group, che fornisce una panoramica sui costi idrici in Italia e in 14 paesi nel mondo. In Italia, secondo l’indagine, le tariffe idriche sono aumentate tra il 2007 e il 2008 da 95,5392 centesimi di euro al metro cubo a 100,0323 cent/mc, segnando un +4,7 per cento.
Come se non bastasse, Tim e Vodafone hanno annunciato imminenti ritocchi alle tariffe, suscitando una bufera. Per Adiconsum, “mentre Tim chiede un aumento delle tariffe pari a 5 cent/min sul servizio, Vodafone distribuisce l’aumento in parte sullo scatto alla risposta e in parte sul servizio (durata della comunicazione)”. Adiconsum ha evidenziato che “per l’aumento spalmato sulla durata della comunicazione può ravvisarsi una violazione della normativa sulle pratiche commerciali scorrette, dovuta allo scatto di 30 secondi pagato anticipatamente. In altre parole è sufficiente un singolo secondo di comunicazione per dover pagare anche i 29 secondi successivi”.
Secondo Altroconsumo gli aumenti medi per utente varieranno da 49 a 83 euro. L’Antitrust ha annunciato l’avvio di un procedimento contro i due operatori telefonici.
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