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Green economy: ecco i lampioni intelligenti

Immagine da una brochure del sistema Minos System di telegestione dell'illuminazione esterna di Umpi

Immagine da una brochure del sistema Minos System di telegestione dell'illuminazione esterna di Umpi

L’ultimo report sul risparmio energetico nell’illuminazione pubblica in Italia è di cinque anni fa. Redatto da Legambiente e l’Università di Padova, incoronò Pavia al primo posto, grazie a un parco lampade con un 47% di efficienza energetica, superiore alla media delle altre città italiane. E sulla scia dello studio, si aprì un dibattito a proposito della gestione di questo servizio pubblico. Continua

Ripresa verde (speranza): il piano segreto di Bruxelles per 2 milioni di posti di lavoro

Inpianto solare in Australia

Una ricetta per migliorare lo sviluppo sostenibile del Vecchio Continente e creare 2 milioni di nuovi posti di lavoro. È questo l’obiettivo di un piano ancora allo studio della Commissione europea. Se ne parla tra i dirigenti delle principali società energetiche europee, a circa una settimana dal vertice di Copenaghen, e se ne è parlato durante un convegno sull’energia a Milano alcuni giorni fa. Continua

Bentornata ora legale. Ci farà risparmiare 100 milioni di euro

oralegale

Lancette avanti di un’ora nella notte tra sabato 28 e domenica 29. Scatta l’ora legale, che resterà in vigore fino alla notte tra il 24 e il 25 ottobre. Termina così il periodo di ora solare che accompagna i cinque mesi invernali: l’obiettivo è di recuperare un’ora di luce a fine giornata. Ma anche risparmiare svariati milioni di euro in minor uso di energia elettrica. Secondo i dati di Terna, la società responsabile in Italia della trasmissione dell’energia elettrica sulla rete, i consumi saranno ridotti di 655 milioni di kWh, con un risparmio di oltre 342 mila tonnellate di CO2. A livello economico, considerando che un kilowattora costa in media al cliente finale 15 centesimi di euro al netto delle imposte, il risparmio economico relativo all’ora legale per il 2009 sarà di quasi 100 milioni di euro, sostanzialmente in linea con quanto l’Italia ha risparmiato l’anno precedente. Con l’ora legale, dal 2004 al 2008, il nostro paese ha risparmiato, complessivamente, 3,1 miliardi di kilowattora, pari a circa 400 milioni di euro. Il minor consumo di energia elettrica è stimato per aprile: oltre 169 milioni di kilowattora, pari al 26,2 per cento del totale. Ciò è dovuto al fatto che aprile ha giornate più corte in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell’intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un’ora, quindi, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno funzionamento.
C’è chi si interroga sui vantaggi (o meno) dell’introduzione di questa consuetudine. Non farebbe risparmiare secondo uno studio dell’Università della California, che ha analizzato sette milioni di abitazioni nello Stato dell’Indiana, concludendo che l’ora legale ha aumentato i consumi annuali delle utenze domestiche tra l’1 e il 4 per cento, per una spesa aggiuntiva di 8,6 milioni di dollari l’anno. Un’indagine dell’Energy Institute australiano sostiene anch’esso che i risparmi sono solo apparenti. Secondo l’Istituto infatti, il risparmio viene sempre calcolato sulle ore interessate dalla maggiore quantità di luce (quelle pomeridiane), mentre se si fa il computo complessivo tra il risparmio pomeridiano e la maggiore richiesta di energia tra le 7 e le 8 del mattino e quella usata nelle ore più tarde perché, mediamente, si rimane svegli più a lungo, il risparmio risulta zero. Non tutti i risultati sono negativi. Nel rapporto stilato ad ottobre 2008 per il Congresso dal dipartimento dell’Energia, si conclude che l’aver anticipato di 4 settimane l’ora legale, usanza attuata dagli Stati Uniti dal 2005, ha fatto risparmiare globalmente lo 0,5 per cento dell’energia, che corrisponde a quella utilizzata da 100 mila appartamenti per un intero anno. Gli Usa prevedono di risparmiare abbastanza energia, tra il 2005 e il 2020, da poter fare a meno di costruire tre impianti di grandi dimensioni. Economicamente i vantaggi dell’anticipo dell’ora legale (che quest’anno durerà fino al 4 novembre, una settimana in più rispetto all’Europa) ammontano a 4,4 miliardi di dollari.
L’ora legale porterà a dormire di meno. La sua storia risale al Settecento, quando Benjamin Franklin la teorizzò per ottenere il risparmio energetico. Un orario convenzionale che seguisse la luce del sole sembrava idoneo a sostenere il minore consumo. Allora, ovviamente, non essendoci la luce elettrica, la teoria non fu molto seguita. Lo scienziato infatti pensava al risparmio su candele, lampade e torce. La norma prese invece slancio nel ‘900, all’epoca di quella rivoluzione industriale che, partita dalla Gran Bretagna alla fine del Seicento, scandì lo sviluppo economico del vecchio continente. Nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al “British Summer Time“, che implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate. In Italia l’ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1916, dal 3 giugno al 30 settembre. La norma rimase in vigore fino al 1920 e poi venne abbandonata. Nel 1940 Mussolini decretò che era necessaria, la riammise e vi rimase fino al 1948, anno in cui venne nuovamente abolita. L’adozione definitiva risale al 1966, durante gli anni della crisi energetica. Per i primi tredici anni venne stabilito che l’ora legale dovesse rimanere in vigore dalla fine di maggio alla fine di settembre. Dal 1981 al 1995, invece, si stabilì di estenderla dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre. Il regime definitivo è entrato in vigore nel 1996 quando si stabilì di prolungarne ulteriormente la durata dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre.
Ormai quasi tutti i Paesi industrializzati hanno adottato l’ora legale, secondo date di inizio e fine il più possibile coincidenti, soprattutto per non complicare gli orari dei vettori aerei. Ma c’è anche qualcuno che, come il Giappone, non vi aderisce: a mettere i bastoni tra le ruote (come in passato anche in Francia) sono stati gli agricoltori, visto che è soprattutto nelle prime ore della mattina che è concentrato il lavoro nei campi ed è allora che serve più luce. Le lancette non si spostano anche in gran parte del resto dell’Asia, come in Africa. Tra gli effetti collaterali osservati si contano: meno crimini, meno incidenti stradali, migliore uso del tempo libero e una maggior produttività. Ma al di là dell’uso dell’energia c’è un altro elemento da considerare: le ricadute sulla salute. Nonostante si dica che un’ora in più di luce dovrebbe permettere maggiore possibilità di movimento per la gente, secondo il “New England Journal of Medicine“, durante la prima settimana della nuova ora vi è un aumento del 5 per cento di infarti a causa dell’alterazione che si viene a creare nei ritmi biologici e soprattutto in quelli del sonno. Risparmio sì, ma attenzione al cuore.

Le bollette più leggere da gennaio: luce -5,1% e gas -1%

Alcuni contatori elettric

Le bollette della luce e del gas dal primo gennaio scenderanno rispettivamente del 5,1% e dell’1%: “Dopo le sofferenze per gli aumenti del 2008 inizia il percorso che portera’ nel 2009 a bollette piu’ leggere”.
A dirlo è l’Autorithy per l’energia, che fa anche i conti su quanto le famiglie risparmieranno: circa 36 euro l’anno. Da gennaio ci sarà un “forte calo anche del gpl in rete (-14,2%)”, con una minore spesa di 115 euro su base annua. “Dopo queste prime riduzioni per il primo trimestre, spiega il presidente dell’Autorithy Ortis, ‘possono prevedersi ulteriori riduzioni”.
“Dopo queste prime riduzioni per il primo trimestre dell’anno prossimo” spiega Ortis “possono
prevedersi ulteriori riduzioni, particolarmente importanti per il gas, anche con il prossimo aggiornamento trimestrale”, previsto per fine marzo 2009. “Va inoltre ricordato che le famiglie meno abbienti potranno beneficiare, nel 2009, anche del bonus per l’energia elettrica e per il gas con riduzioni aggiuntive del 15% circa”.

Rallegrati della discesa dei prezzi scendano, ma convinti che le tariffe si abbassino troppo lentamente. Così Adusbef e Federconsumatori: “pur apprezzando i ribassi che si riverberano sulle bollette dei cittadini, senza alcuna polemica con l’Autorità, fanno notare che come al solito, i rincari derivanti dagli aumenti delle materie prime sono fulminanti e marciano come lepri,mentre le diminuzioni camminano con il passo lento delle tartarughe”.
Le due associazioni ricordano che “il costo di un barile di petrolio è sceso in pochi mesi dal picco di 140 dollari a barile a 38 dollari delle ultime quotazioni, che il cambio dell’euro si è ulteriormente rafforzato sul dollaro (oggi ci vogliono 1,40 dollari per 1 euro), mentre sia le benzine che le bollette di gas ed energia, continuano a restare indifferenti a tali ribassi”.

Bonus energetico, Tremonti: “Il taglio agli sgravi non sarà retroattivo”

Pannelli solari in Vaticano

Il Parlamento correggerà la norma contenuta nel dl anticrisi sulle detrazioni fiscali al 55% per gli interventi di risparmio energetico, eliminando la “retroattività”. Lo assicura il ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel corso dell’audizione delle commissioni riunite Bilancio e Politiche comunitarie alla Camera. Che però precisa: “I crediti d’imposta non possono essere utilizzati come un bancomat. Troppe volte sono stati utilizzati come un bancomat”.
Secondo Tremonti, le detrazioni contenute nel decreto per molte famiglie ammontano a “più di 400 euro”. E rivolgendosi all’opposizione, che ha definito “elemosina” le risorse che andranno alle famiglie, il ministro risponde: “Credo che in situazioni di difficoltà 3-4 euro al giorno non sono un’elemosina. Nei salotti la definiscono elemosina, non credo sia giusto”. Poi il titolare di via XX settembre aggiunge: “Le bollette di luce e gas scenderanno in modo significativo”. La norma contenuta nel dl, precisa il ministro, “blocca i diritti delle tariffe che vengono addebitate dalla Pa come contropartita dei servizi pubblici erogati”. Ma anche se il decreto legge non interviene direttamente sul costo delle tariffe, spiega, “le bollette devono scendere e abbiamo attivato un meccanismo dentro le Authority” per raggiungere questo obiettivo.
“Se avessimo bloccato le tariffe avremmo prodotto un effetto negativo”, sottolinea il ministro. Invece “noi” aggiunge Tremonti “vogliamo che scendano anche in virtù di una diversa azione delle Authority” che in alcuni casi sono state “poco efficienti e poco corrette nei confronti dei consumatori”.
A stimare un ribasso dei costi della bolletta energetica - fatto tenendo conto dei consumi medi e dei ribassi del prezzo del petrolio - è il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nel corso di un’audizione alla Commissione agricoltura alla Camera: “La diminuzione del costo del gasolio, della benzina e la conseguente diminuzione del gas e dell’elettricità porterà ad un risparmio sui costi energetici nel 2009 di 2.800-3.000 euro a famiglia” ha detto Scajola.
“Il prossimo anno” ha aggiunto “questo trend di diminuzione proseguirà e prevediamo che sia ad aprile sia a giugno ci sarà un ulteriore calo delle tariffe di luce e gas che” ha ricordato “da gennaio dovrebbero diminuire rispettivamente del 4 e dell’1 per cento”.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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