
Il primo passo verso quello che è destinato a diventare il secondo sito di stoccaggio di gas naturale di tutta Europa, salvando l’Italia dal deficit cronico di risorse, è stato fatto. Una buona notizia se si torna con la mente al freddo inverno del 2005, quando a causa delle tensioni tra Russia e Ucraina, l’Italia ha rischiato di bruciare tutte le sue poche scorte di gas.
Entro il 2012 a Rivara in provincia di Modena, verrà realizzato su iniziativa di una società petrolifera inglese, la Independent Resources (Irg) una sorta di mega magazzino sotterraneo in grado di incapsulare 3,2 miliardi di metri cubi di gas e che inietterà quotidianamente nella rete nazionale qualcosa come 32 milioni di metricubi. Costo: all’incirca 250 milioni di euro. Attualmente la società inglese sta creando una newco (new company) che verrà partecipata al 15 per cento dall’italiana Erg, dove conferiranno tutti gli assets relativi al progetto.
“Il gas”, spiega Simone Egidi, avvocato dello studio legale Ashurst che ha seguito Irg nell’accordo con Erg, “verrà letteralmente iniettato tra quelle rocce della valle del Po che, avendo la caratteristica di essere molto dure e parecchio fessurizzate, saranno in grado di contenere la risorsa senza disperderla nell’ambiente”. Affinché il sito di stoccaggio veda la luce però, il progetto dovrà superare il lungo percorso a ostacoli della burocrazia italiana fatta di Valutazioni d’impatto ambientale e autorizzazioni degli enti locali. E nonostante il parere positivo espresso dall’Assindustria modenese, enti locali, comitati cittadini e i blog del no, sono già sul piede di guerra.
- Martedì 6 Maggio 2008
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