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Romano-Prodi

Con gli Eurobond di Prodi perdiamo quasi tutto l’oro di Bankitalia

L'ex presidente del Consiglio Romano Prodi (Ansa/Giorgio Benvenuti)

L'ex presidente del Consiglio Romano Prodi (Ansa/Giorgio Benvenuti)

Si chiamano EuroUnionBond e dovrebbero sostituire gli eurobond di Tremonti - Junker. Sono i titoli di stato europei proposti in un editoriale del Sole 24 ore, destinato di sicuro a far discutere, dall’ex premier Romano Prodi e dall’economista Alberto Quadrio Curzio. L’iniziativa, per ora, piace sia al PdL sia al Pd, anche se il problema non è il consenso in Italia sull’adozione di un simile strumento in grado di risolvere la crisi debitoria di Eurolandia, quanto la prevedibile opposizione dei paesi membri più forti, come Germania e Francia. Continua

Spesa pubblica: Prodi sale in cattedra

L'ex presidente del Consiglio Romano Prodi (Ansa/Giorgio Benvenuti)

L'ex presidente del Consiglio Romano Prodi (Ansa/Giorgio Benvenuti)

Tra i tanti articoli usciti in questi giorni sulle condizioni delle finanze pubbliche italiane, non deve essere certo sfuggito al ministro Tremonti quello di Romano Prodi pubblicato sul Messaggero di domenica 17 luglio. Il secondo nel giro di poche settimane, e dai toni molto duri: per il Professore, infatti, i mercati continueranno a speculare sul nostro paese, per colpa del debito sopra il 120% del Pil, e nessuna manovra sarà credibile senza un taglio deciso alla spesa pubblica. Continua

Cuccia, così boicottava il capitalismo moderno

Cuccia:così boicottava il capitalismo moderno

di Paolo Panerai

In barba ai piccoli azionisti, che solo in Italia vengono definiti «parco buoi», da tenere mansueti e senza diritti. In barba ai numeri, e seguendo invece l’arrogante principio: le azioni si pesano (quelle dei gruppi di potere), non si contano. In barba, sovente, alle autorità di borsa. In barba, sempre, alla mano pubblica, benché per decenni abbia sanato le perdite di grandi famiglie industriali e favorito i loro profitti. Questo è lo stile di un pezzo del capitalismo nazionale, questa la trama d’affari, abusi, furbizie ricostruita da Paolo Panerai in Lampi nel buio - I retroscena della finanza e dell’economia italiana dal dopoguerra a oggi, in libreria dal 9 febbraio (Mondadori, 132 pagine, 18 euro). Continua

Il secondo senso - Qualcosa da fare

In autunno Romano (Prodi, ndr) sceglierà tra alcuni incarichi di livello internazionale”.
(Angelo Rovati)
Voleva dire:
“Sta ancora cercando qualcosa da fare”.

Approvato il maxiprestito: altri 300 milioni per dare respiro ad Alitalia

La sede romana di Alitalia

Alitalia prende fiato. All’indomani del ritiro dell’offerta da parte Air France-Klm, il governo ha deciso di erogare un prestito di emergenza da 300 milioni di euro a tassi di mercato, da rimborsare entro il 31 dicembre 2008, fondi che sono nel bilancio dello Sviluppo economico e che Alitalia prenderà un po’ per volta. Ordine pubblico e continuità territoriale, le ragioni per non incorrere in sanzioni della Ue. Soddisfatti i sindacati soprattutto perché l’ammontare del prestito dà respiro per trovare una soluzione.
“Il prestito”, ha detto il segretario generale della Filt-Cgil Fabrizio Solari, “dà respiro per una soluzione possibile”. “Il nuovo Governo”, ha commentato l’Anpac, “dovrà avere la leadership assoluta della futura operazione”.

L’iniezione di liquidità dovrebbe assicurare la continuità aziendale almeno sino a dopo l’estate, considerato che andando verso l’alta stagione la compagnia può fare cassa. Tempo durante il quale il nuovo esecutivo dovrà trovare una soluzione che assicuri un futuro alla compagnia aerea. Una soluzione che consenta una ricapitalizzazione che, accompagnata da un piano industriale, possa rimettere in piedi l’azienda e rilanciarla. Altrimenti, si riproporrebbe il rischio commissariamento. In attesa che si individui un acquirente, magari con la prospettiva di confluire in un’alleanza con un partner internazionale, Alitalia dovrà andare avanti rivisitando il piano “stand alone”, con un riassetto verosimilmente più rigoroso, che dovrebbe prevedere l’avvio delle procedure dello stato di crisi.

Un aumento di capitale si rende necessario a fronte di una cassa che a fine marzo era di circa 240 milioni e un indebitamento intorno a 1,370 miliardi. Sulla scena potrebbe tornare Air France-Klm e riaffacciarsi AirOne, il vettore di Carlo Toto, forse assieme ad una cordata di imprenditori italiani ed eventualmente fondi e una compagnia aerea internazionale o con un consorzio di banche. Che, in alternativa, potrebbero scendere in campo da sole, su richiesta del governo, per un’operazione sulla falsariga di quanto avvenuto per il risanamento della Fiat. Chiunque volesse entrare nella partita avrà comunque tempo per esaminare i conti di Alitalia (due diligence) ed elaborare un’offerta. Ma se la ricognizione non andasse a buon fine, l’unica strada sarebbe l’amministrazione straordinaria con un commissario liquidatore.

Una delle opzioni possibili potrebbe girare intorno alla costituzione di un consorzio di banche, ispirato dal Governo, tramite il quale procedere ad una ricapitalizzazione consistente di Alitalia. Risanata e ristrutturata l’azienda, un po’ come avvenne per la Fiat, le banche potrebbero lasciare progressivamente spazio a imprenditori o partner industriali. Una eventuale cordata di istituti di credito potrebbe anche pensare ad un’operazione di fusione Alitalia e AirOne, che farebbe da partner industriale. Con la prospettiva di allearsi, in seguito, ad una compagnia internazionale.

AirOne ambisce da tempo a fare questa operazione. Ma non certo da sola perché ha bisogno di un sostegno finanziario. Così potrebbe essere ancora affiancata da IntesaSanpaolo, che ha seguito il vettore di Carlo Toto sino a quando è stato escluso, nel dicembre scorso, in favore di Air France-Klm. Ma potrebbero partecipare alla cordata anche altri istituti di credito, fondi internazionali e imprenditori italiani, quelli che per conto di Silvio Berlusconi sono stati contattati da Bruno Ermolli. La prospettiva tutta tricolore con AirOne potrebbe tirare in ballo Lufthansa, partner commerciale nella Star Alliance. Questo però vorrebbe dire per Alitalia uscire da Sky Team e dalla partnership con Air France-Klm e Aeroflot. L’aviolinea russa è stata tirata in ballo per un’alleanza dopo l’incontro del Cavaliere con Putin ma essendo extra Ue dovrebbe partecipare con una quota di minoranza per non mettere a rischio i diritti di traffico dell’Italia.

Tornando al prestito varato dall’esecutivo uscente, il decreto è entrato in Consiglio dei ministri con un finanziamento più basso, fra i 150 e i 200 milioni di euro. Alla fine Prodi e il suo governo hanno accettato le condizioni degli avversari. Non senza, pero’ aver prima chiarito: ”Silvio Berlusconi mi ha chiesto un prestito più sostanzioso di quello che avevamo previsto per avere più tempo per risolvere la vicenda. Il nostro è stato un atto di responsabilità”. Ora il vettore ha quindi un po’ di tempo in più. Cioè il periodo necessario perché sia il nuovo governo di Berlusconi a gestire una delicata situazione di transizione ed è molto probabile che il Cavaliere, in attesa di disegnare l’assetto definitivo della compagnia, pensi anche a nuovi vertici che accompagnino l’azienda in questa fase.
Tra i nomi che stanno circolando in queste ore ci sono quelli di Maurizio Basile, ex ad di Aeroporti di Roma (e che nasce come manager Alitalia) e Mario Resca, ex presidente e ad di Mc Dondald ed ex commissario straordinario di Cirio-Del Monte. Il presidente del Consiglio in pectore è più che convinto che nuovi ”partecipanti” si facciano avanti chiedendo di verificare i conti e per presentare al piu’ presto una proposta impegnativa. ”Poi si vedrà” spiega “come potrà essere indivifuato un piano industriale che riporti la compagnia al pareggio e poi all’utile”.

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Alitalia, Spinetta non molla. I sindacati neppure. Ed è gelo

Un momento della manifestazione nel cortile interno del centro direzionale dell'Alitalia, durante l'incontro tra i sindacati e i vertici di Air France | Ansa
Nella delicata trattativa su Alitalia, dopo una fase iniziale di stallo, ecco le novità. Prime aperture di Air France e l’annuncio: un nuovo piano sarà presentato venerdì. Il nr uno d’Oltralpe, Spinetta avrebbe offerto la possibilità, per 180 piloti, di passare direttamente nel gruppo franco-olandese riducendo così il numero degli esuberi previsto per Alitalia, e in particolare per l’impatto della cancellazione dei voli cargo. La proposta della compagnia francese prevede il trasferimento di 60 piloti l’anno nel triennio 2008-2010: “180 piloti giovani - avrebbe detto Spinetta - su base volontaria possono passare a lavorare con noi, e possono contare velocemente su opportunità di carriera. Serve il consenso dei sindacati”.
Intanto il presidente di Air France ha ribadito la disponibilità a portare avanti il confronto anche oltre il termine fissato al 31 marzo. Una scadenza, ha ricordato, chiesta da Alitalia per i tempi stretti imposti dalle difficoltà finanziarie della compagnia.

Spinetta ha aggiunto che venerdì presenterà un nuovo documento su cui impostare la nuova trattativa con i sindacati. Tra le modifiche al piano proposte da Spinetta è prevista la reintroduzione di tutto il settore di handling di Fiumicino e confermando di voler includere tutta la manutenzione leggera che viene realizzata nello scalo romano.
Il documento prevede che per Az Fly ci siano tre accordi separati uno per categoria, piloti, assistenti di volo e lavoratori di terra. Intese separate sono previste anche per quanto riguarda Az Servizi, una nella divisione handling e una in quella della manutenzione. “L’intento” continua Spinetta “è quella di non lasciare nessuno per strada nel quadro della ristrutturazione”. Il documento, precisa, sarà “solido, molto preciso e dettagliato”. Anche perché, avrebbe detto Spinetta, secondo quanto riferiscono fanti sindacali: “Non amo fallire. E se nel 2010 la mia ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire, sarebbe un mio fallimento e a me non piace fallire”.
Ma, dopo il primo giro di tavolo, le organizzazioni dei lavoratori non sono soddisfatte delle argomentazioni del numero uno franco-olandese Jean Cyril Spinetta. A quanto si apprende, i sindacati avrebbero infatti espresso perplessità perché Spinetta non avrebbe presentato sostanziali modifiche rispetto a quanto annunciato la scorsa settimana. I sindacati hanno fatto riferimento alle indiscrezioni di stampa secondo le quali la compagnia franco-olandese sarebbe stata intenzionata a fare delle concessioni per quanto riguarda gli esuberi, il cargo e il perimetro aziendale. Temi sui quali i sindacati hanno chiesto di poter trattare perché in caso contrario non si arriverebbe a nessun accordo.
Intanto anche la seconda cordata, quella anticipata da Silvio Berlusconi ma ancora senza nome, comincia a muovere i primi passi. Negli ambienti finanziari comincia a girare il nome di Vito Gamberale che con il suo fondo per le infastrutture F2i, ha in cassa oltre 2 miliardi di euro per giocare un ruolo da protagonista in un’eventuale offerta. Le indiscrezioni parlano del ruolo di F2i come di una sorta di stanza di compensazione (al pari della Telco per il controllo della Telecom Italia) in cui far confluire i nuovi soggetti proprietari della compagnia. Non è esclusa dunque una nuova compagine societaria in cui al 20% del capitale in mano all’organismo di Gamberale, si contrapporrebbe il 40% in mano al Tesoro e un altro 20% di Air France che resterebbe dunque cointeressata nella gestione della compagnia. Ma anche Toto, il patron di AirOne potrebbe giocare un ruolo nel nuovo schema. A lui verrebbe infatti assegnato il 20% del vettore grazie al conferimento delle 93 opzioni di acquisto di aerei Airbus e Boeing che AirOne ha in portafoglio e che consentirebbero alla nuova Alitalia di rinnovare la flotta nel medio raggio. La cordata, sempre secondo i rumors, dovrebbe palesarsi già alla fine del mese. E presentare il suo piano nei primi giorni di aprile.

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Air France: “Alitalia, trattare a oltranza”. Ma è tutti contro tutti

Aerei dell'Alitalia in decollo dall'aeroporto internazionale
Siamo entrati nella settimana decisiva per il futuro di Alitalia. Martedì le nove sigle sindacali dei dipendenti della compagnia tornano a incontrare il presidente del gruppo Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta: è il secondo round di riunioni nel tentativo di trovare un accordo. Per arrivare a un’intesa il termine fissato era quello del 31 marzo, ma Spinetta si è detto pronta a trattare ad “oltranza”, anche oltre la data indicata, per assicurarsi l’acquisizione del gruppo italiano. Spinetta, che era già giunto nella capitale lo scorso lunedì per un primo incontro con i sindacati, è sbarcato all’aeroporto di Fiumicino alle 21.15 di lunedì con un volo proveniente da Parigi. A differenza delle due volte precedenti, che per raggiungere la capitale si era servito di aerei Alitalia, questa volta ha viaggiato con un volo di linea Air France da Parigi.

Per assecondare le istanze sindacali, che chiedono il minor impatto occupazionale possibile, Spinetta presenterebbe una moratoria di 8 anni per Az Service. La proposta francese riguarderebbe il rinnovo del contratto di Alitalia con Az Service per otto anni, al termine dei quali il management potrebbe decidere di quali servizi continuare ad usufruire e quali invece dismettere.
Resterebbero comunque confermati gli oltre 500 esuberi in Az Service già indicati dal numero Uno della compagnia franco-olandese. Secondo altre fonti sindacali, novità potrebbero riguardare anche il perimetro di acquisizioni e, in tale quadro, Az Airport potrebbe essere rilevata in una quota maggiore rispetto alla formulazione originaria della proposta.

Lunedì è stato anche il giorno dello scontro tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e i sindacati. Il premier aveva invitato i sindacati a essere “responsabili” e di “pensare al futuro dell’azienda”. Il premier, in una intervista a Sky, aveva ricordato anche che uno dei possibili acquirenti, la tedesca Lufthansa, era interessata, ma il suo interesse “È venuto meno quando il supervisory board, formato anche da sindacalisti, ha incontrato i sindacati italiani”.
Parole alle quali i vertici di Cgil, Cisl e Uil non hanno tardato a replicare. “Il nostro senso di responsabilità è fuori discussione anche in questa circostanza e anche a fronte delle molte incongruenze del governo”, è stata la risposta del segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. “È proprio la responsabilità verso il Paese” ha proseguito “che ci porta a chiedere ad Air France di modificare il piano per avere più investimenti sulla flotta, per conservare la manutenzione in Italia e per dare un’equa soluzione al problema di Malpensa”.
Ma oltre alla reprimenda delle parti sociali, il professore ha dovuto assistere anche allo scontro tra ministri. Particolarmente duro quello tra il ministro per il Commercio estero Emma Bonino ha attaccato, dai microfoni di Radio Radicale, il collega dei Trasporti Alessandro Bianchi (Pdci). “Trovo sconcertante” ha detto “la dichiarazione di ieri del Ministro dei Trasporti Bianchi, che avrebbe detto che la liquidità di Alitalia basterebbe per tutto l’anno. È sconcertante che lo dica il ministro dei Trasporti, competente sulla materia, perchè basta andare sul sito di Alitalia e leggere la posizione finanziaria al 31 gennaio della compagnia. A quella data era a 282 milioni di Euro. A marzo rimangono poco più di 100 milioni”.

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Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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