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In soli sette giorni, incentivi “al consumo” quasi esauriti

Decreto incentivi 2010, sconti di 1.000 euro per cucine nuove (Ansa)

Decreto incentivi 2010, sconti di 1.000 euro per cucine nuove (Ansa)

In una sola settimana il call center di Poste Italiane, incaricato dal Ministero dello Sviluppo Economico per gestire le richieste di incentivi per ecoedifici ed elettrodomestici finanziati dal governo, ha già esaurito 77 dei 300 milioni di Euro stanziati da Roma. Continua

Un piano di rottamazione per salvare Togliattigrad dalla decadenza

Credits: LaPresse

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Non tutti sanno che mentre Stalingrado è tornata ad essere Volgograd nel 1961 e Leningrado ha ripreso il vecchio nome di San Pietroburgo nel 1991, un’altra grande città russa ha mantenuto il nome del leader comunista cui era stata dedicata: si tratta di Stavropol, ribattezzata Togliattigrad nel 1964 in onore dell’allora segretario del PCI. Continua

Crisi auto e l’effetto incentivi: preventivi a +70%

Auto in esposizione

L’effetto incentivi già si fa vedere sui concessionari: contestualmente alla loro entrata in vigore, avvenuta il 7 febbraio con il decreto legge “salva auto”, le concessionarie già hanno segnalato un risveglio di interesse agli acquisti dopo il gelo di gennaio in cui il mercato italiano ha segnato un crollo del 32,6%.
“Lo scorso week-end già c’è stato un aumento dei preventivi su eventuali acquisti del 60-70%” nota Piero Mocarelli, titolare del gruppo concessionarie Car World Italia e vicepresidente di Federaicpa, la federazione dei concessionari. “L’arrivo degli incentivi ha finalmente riportato un pò di movimento nelle nostre aziende, vediamo in che misura si concretizzeranno gli ordini. Anche gli incentivi messi in campo direttamente dalle singole case automobilistiche contribuiscono a movimentare il flusso clienti”.
Secondo un sondaggio svolto dal Centro Studi Promotor, il 74% dei concessionari dichiara che l’adozione degli incentivi ha determinato un buon aumento di potenziali interessati all’acquisto di auto. Per il 13% l’aumento è stato invece forte, mentre per un ulteriore 13% non vi è stato nessun aumento.
Dopo un 2008 di crisi per il mercato dell’auto, molti Paesi europei hanno affidato la strada del rilancio agli incentivi, privilegiando in particolare la rottamazione con l’acquisto di vetture a basso impatto ambientale e favorendo ulteriormente le vetture cosiddette “ecologiche” alimentate a metano/gpl/ elettrico o ibrido. In questo caso, cumulando incentivi alla rottamazione e incentivi per vetture ecologiche, si può arrivare fino a 5.000 euro di “abbuono”.
Complessivamente più efficaci, continua il Centro Studi, sono ritenuti i nuovi incentivi per gli acquisti di auto ecologiche. Le nuove misure sono ritenute molto efficaci dal 38% degli interpellati (8% per gli incentivi alla rottamazione), abbastanza efficaci dal 50% (71%), poco efficaci dall’11% (19%), non efficaci dall’1% (2%).
Venendo ai comportamenti dei gruppi automobilistici in funzione dei nuovi incentivi, il 74% dei concessionari dichiara che le Case da ciascuno di loro rappresentate hanno già modificato la politica commerciale, mentre per il 26% non lo ha ancora fatto.
Quanto al tipo di nuovi provvedimenti adottati, dall’indagine emerge che il 33% delle case hanno adottato propri incentivi alla rottamazione, aggiuntivi a quelli statali, ed il 22% nuovi incentivi o promozioni per le auto che non possono beneficiare degli incentivi statali.
Ma dalla federazione concessionari giunge comunque l’invito al governo a mettere in campo provvedimenti per rendere più accessibile il credito al consumo dopo una stretta nell’anno scorso, a causa della crisi finanziaria, che ha penalizzato fortemente gli acquisti delle automobili, che all’80% avvengono con la rateizzazione.
“Considerato che la gente ha sempre meno soldi in tasca” conclude Mocarelli “è importante vedere se risulteranno veramente efficaci ed estese le controgaranzie della Sace alle finanziarie per l’acquisto di auto previste dal decreto legge sugli incentivi. Lo scorso anno ho visto tanti rifiuti al finanziamento”.

Scajola: “Tra 10 giorni gli incentivi all’auto”, Marcegaglia: “A rischio 300mila posti”

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L’onda lunga della crisi si avvicina ai settori più esposti: auto e costruzioni. Come è accaduto in Usa con Gm e Chrysler, salvate dalla bancarotta solo con l’intervento governativo, anche la Fiat è costretta a chiedere aiuto al governo. Ad aiutarla ci pensa la numero 1 di Confindustria Emma Marcegaglia, che nell’incontro con l’esecutivo a Palazzo Chigi ha detto che se ci sarà un calo degli ordinativi del 60% nel primo trimestre dell’anno nel settore auto, si rischia un calo di occupazione monstre, con 300mila persone a rischio, su una filiera di un milione circa di addetti. Cifre che non riguardano solo la Fiat, che rischia nell’ipotesi più pessimistica un taglio di 60mila persone, ma anche tutte le numerose imprese dell’indotto che vivono intorno al gigante torinese. Confindustria ha quindi proposto, secondo quanto riferito, di aprire con il governo due diversi tavoli, uno sul sostegno al settore e l’altro sugli ecoincentivi.
E se le quattro ruote arrancano, le due ruote non vanno certo alla grande: anche il presidente dell’Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori) Guidalberto Guidi ha esposto durante l’incontro uno scenario fosco: nella prima parte del 2009, infatti, si prevede un calo sostanzioso delle vendite, che potrebbe raggiungere la doppia cifra, confermato dai primi dati di gennaio con stime che parlano di -36% di immatricolazioni. “Per far fronte a questa crisi” ha detto Guidi, “è importante proseguire sulla strada degli incentivi al ricambio dei veicoli, ma sara’ anche importante creare un sistema destinato a promuovere l’innovazione e lo sviluppo”. La proposta dell’Ancma è di rinnovare le agevolazioni per le sostituizioni dei veicoli più vecchi (inclusi gli Euro1) con quelli di ultima generazione, e ridurre il prezzo di quelli a motorizzazione ibrida.
Preoccupato per la crisi del settore si è mostrato anche il ministro Claudio Scajola, che, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti all’incontro, avrebbe delineato un calo del Pil nazionale di circa mezzo punto nello scenario evocato da Confindustria, dopo il calo del 2008 che nel mercato dell’ auto è stato del 13,4%, con 331mila immatricolazioni in meno. Sul settore Scajola ha ricordato che si tratta di un comparto che interessa oltre 2.500 aziende, per lo più nella componentistica e che fattura in totale 165 miliardi di euro, l’11,4% del Pil. Il settore produce 81 miliardi di gettito fiscale.
Il ministro ha quindi annunciato che entro 10 giorni il governo dovrebbe varare un pacchetto con gli interventi a favore dell’auto, orientati al rinnovo del parco circolante e agli obiettivi di compatibilità ambientale. Inoltre sarà assicurato il sostegno alla ricerca per nuovi prodotti meno inquinanti. Il governo avrebbe anche offerto il suo impegno sui livelli occupazionali. Domani intanto ci sarà un nuovo tavolo tecnico interministeriale con i ministri coinvolti. Scajola ha poi sottolineato la necessità di un’azione coordinata con l’Europa, che potrebbe non accettare elementi distorsivi dei mercati. Anche i sindacati chiedono a gran voce un intervento pubblico per il comparto motori, anche se il più coinvolto, la Fiom, per bocca di Gianni Rinaldini, chiede di vincolarlo con la non-chiusura degli stabilimenti italiani.
LEGGI ANCHE: Governo-Fiat, vertice sull’auto: si studia un pacchetto da 300 milioni

Crisi, riecco la rottamazione per elettrodomestici e auto

Trattativa per l'acquisto di un'auto

Gli incentivi al settore dell’auto e degli elettrodomestici sono adesso qualcosa di più di un’idea. È il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, a spiegare che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed i ministri interessati stanno lavorando su una “valutazione da parte del governo” sulla possibilità di reintrodurre incentivi per la rottamazione di auto ed elettrodomestici.
Lo scopo, sottolinea lo stesso Scajola, è ridare vita a due mercati fermi. E’ necessario “far ripartire il mercato dell’auto, un mercato fermo in tutta Europa, e si far partire di nuovo il mercato degli elettrodomestici, che è un mercato fermo”. Il ministro dello Sviluppo dà così forma alle dichiarazioni dei giorni scorsi dello stesso Berlusconi, che, commentando gli aiuti degli Usa ai propri colossi dell’auto, aveva per primo aperto la porta ad un ritorno degli aiuti di stato: “Quando gli Stati Uniti d’America fanno investimenti così massicci per aiutare le loro tre grandi industrie automobilistiche” aveva detto Berlusconi “anche da parte nostra non c’è da scandalizzarsi laddove, se fosse necessario, gli stati possono pensare di dare un supporto alle loro industrie automobilistiche”.

Lo stesso ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, aveva sottolineato i rischi che la crisi dei mercati si propagasse all’economia reale e la necessità di trovare soluzioni perché ciò non accadesse. In questo momento, anche secondo Scajola, è fondamentale che “la crisi finanziaria non si riversi nell’economia reale e quindi stiamo accelerando il percorso di incentivi sull’innovazione, sulla ricerca e sull’alta tecnologia, diversi strumenti che stiamo valutando in questi giorni proprio per far ripartire una situazione industriale che è vicina alla crescita zero”. Fra le ipotesi al vaglio, ci sarebbe anche una serie di incentivi ad hoc sotto forma di contributi per la ricerca e la produzione di nuove vetture ecocompatibili.

Non è un caso che Scajola abbia ribadito che l’obiettivo degli incentivi è coniugare “due esigenze: quella di ridurre le emissioni nell’atmosfera, ridurre l’assorbimento di energia e nel contempo aiutare lo sviluppo industriale di questi settori in difficoltà”.
Unica voce apparentemente fuori dal coro, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che, in un’intervista al Riformista, spiega ché è il momento di dire “basta agli aiuti alla Fiat. Più in generale, sono contrario a un intervento dello Stato per settori o singole aziende”.
Invece è preferibile, spiega, “irrobustire il canale che garantisce la liquidità alle imprese”. Gli interventi del governo, in sostanza, devono riguardare tutta l’economia e non singoli settori: per questo Sacconi apre a “una protezione più robusta per i disoccupati, più cassa integrazione in deroga e maggiore uso degli ammortizzatori sociali”.

Contrordine in Finanziaria: non c’è intesa sulla rottamazione

nessuna rottamazione per il 2008 | Ansa
Tutto da rifare. L’ipotesi della rottamazione per il 2008 per auto e moto per il momento salta dalla Finanziaria. E con essa salta il contributo di 700 euro per la rottamazione delle auto vecchie euro 2 (pari a circa 10.000.000 veicoli, il 29,6% delle vetture in circolazione). “Non presenterò l’emendamento sulla rottamazione, era solo un’ipotesi che non si concretizza”, spiega il relatore Michele Ventura alla fine della riunione dei capigruppo dell’Ulivo alla Camera sulla manovra.
Anche sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi, esclude che la proposta di inserire in Finanziaria incentivi per la rottamazione auto possa arrivare dall’esecutivo, non essendoci intesa nella maggioranza. “Non c’è accordo politico e ci sono anche alcune difficoltà finanziarie”, spiega.
La proposta su cui la maggioranza non ha trovato un accordo prevedeva incentivi per il cambio di auto immatricolate precedentemente al primo gennaio 1999 con autovetture nuove di categoria ‘euro 4′ ed ‘euro 5′ che emettano non oltre 140 grammi di co2 per chilometro.
Grazie al successo della precedente tornata di incentivi alla rottamazione (in scadenza il prossimo 31 dicembre), le vetture Euro 0 ed Euro 1 sono scese rispettivamente all’11,2% (3,8 milioni delle circolanti) e al 14% (4,7 milioni).

Il VIDEO servizio:

In Finanziaria ricompaiono dal 2008 gli incentivi sulla rottamazione


Incentivi alla rottamazione anche per le auto Euro 2, introduzione di un meccanismo selettivo che favorisca l’acquisto di auto di piccola cilindrata, elettriche, a gas o ibride. Ma anche il ripristino nel 2008 delle detrazioni per l’abbonamento annuale su autobus e metro per chi rottama un’auto, ma non ne acquista una nuova (questa norma prevista dalla manovra precedente non è mai diventata operativa). Sono queste le novità sulle quali governo e maggioranza potrebbero trovare un accordo che consenta di prorogare anche per l’anno prossimo la rottamazione per i veicoli inquinanti.
A parlarne è stato il sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi, sottolineando però che “non è una decisione già presa” e che occorre “fare i conti con le disponibilità finanziarie” perché si tratta di “una misura che costa”. Grandi è favorevole alla proroga della rottamazione perché, spiega, “l’impostazione della norma introdotta nel 2007 è andata bene, ha aiutato a eliminare le macchine inquinanti. L’esperienza è stata positiva” sottolinea “e anche nel 2008 sarà analoga: semmai si potrebbe allargare anche alle auto Euro 2″, cioè a un parco macchine pari a 10.000.000 veicoli, il 29,6% della auto in circolazione.
L’obiettivo, sottolinea il sottosegretario, “è quello di favorire le auto che consumano meno e inquinano meno. Ma c’è un problema di natura finanziaria. Infatti”, avverte, “è una misura che costa, non è a saldo zero, e vale lo 0,2% del Pil, in un momento in cui il Pil sta rallentando”.
Grazie al successo della precedente tornata di incentivi alla rottamazione (in scadenza il prossimo 31 dicembre), le vetture Euro 0 ed Euro 1 sono scese rispettivamente all’11,2% (3,8 milioni delle circolanti) e al 14% (4,7 milioni).

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Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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