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Russia

La Russia e quei ricchi capitali in fuga

(Credits: AP Photo/Alexander Zemlianichenko)

(Credits: AP Photo/Alexander Zemlianichenko)

Gli investitori se ne vanno anche dalla Russia. Da quello che fino a fino a cinque mesi fa era considerato uno dei mercati azionari più solidi al mondo, avendo registrato un aumento costante dal 2009 in avanti. Poi, all’improvviso, tutto è cambiato. L’indice Micex ha perso più di un quarto del suo valore e anche l’Rts è calato più del 40%. Continua

Il Brasile e i Brics salveranno davvero l’Europa e l’Occidente? - L’ANALISI

Mantega e la Rousseff (Credits: flickr)

Mantega e la Rousseff (Credits: flickr)

La giornata del 13 settembre verrà ricordata per l’annuncio fatto dal ministro dell’Economia del Brasile Guido Mantega a proposito del fatto che i paesi Brics (il gruppo formato dalle economie “emergenti” di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) discuteranno un piano di aiuti all’Europa in una riunione la prossima settimana a Washington, dal 23 al 25 settembre. Continua

Russia-Cina: allenza di ferro fondata sulla partnership energetica

Boguchanskaya: diga in costruzione (Credits: AP Photo/Mitya Aleshkovsky)

Boguchanskaya: diga in costruzione (Credits: AP Photo/Mitya Aleshkovsky)

La diga di Boguchanskaya, nella Siberia orientale, è larga tre chilometri e alta ottanta metri. Un bacino idroelettrico che, appena entrerà in funzione, ipoteticamente entro aprile 2012, dovrebbe essere in grado di produrre nientemeno che 17 miliardi di kilowattora in un anno, che andando ad aggiungersi alla capacità degli altri tre impianti che sono già stati costruiti lungo il corso del fiume Angara all’altezza di  Irkutsk, Bratsk e Ust-Ilimsk, permetteranno alla Siberia di avere a disposizione una enorme quantità di energia da esportare. Continua

Brics: i protagonisti indiscussi dell’economia del futuro

(Credits: Epa/Nelson Ching)

(Credits: Epa/Nelson Ching)

Perché la Cina, che in genere preferisce mantenere un profilo molto basso nelle questioni internazionali che non intaccano i suoi interessi nazionali, è così attiva nel promuovere le iniziative dei Brics, tanto da arrivare a condannare insieme agli altri emergenti le decisioni della coalizione occidentale e i bombardamenti della Nato in Libia? Forse Pechino si aspetta qualcosa dalla cooperazione con quelle che potrebbero diventare le potenze del futuro? Continua

Il boom del consumo del carbone preoccupa l’Occidente

Minatori cinesi (Credits: Andy Wong/AP)

Minatori cinesi (Credits: Andy Wong/AP)

Nonostante tutta l’attenzione che la comunità internazionale pone sul riscaldamento globale, il carbone resta il re dei carburanti. Grazie alla Cina, naturalmente, che oltre ad esserne il principale produttore mondiale continua ad alimentarne la domanda e, di conseguenza, a farne aumentare il consumo.

Qualche decennio fa il carbone ha permesso l’esplosione della rivoluzione industriale, in una fase in cui nessuno avrebbe mai pensato alle ripercussioni ambientali di un suo utilizzo smodato. Continua

Economia 2010: bilancio di un anno pericoloso

Credits: LaPresse

Credits: LaPresse

L’economia globale nel 2010 è stata caratterizzata essenzialmente dalle ripercussioni della crisi finanziaria ed economica internazionale che hanno iniziato a sconvolgere tutti i paesi del mondo già nel 2008. E’ stato quindi un anno di crisi, di disoccupazione, di difficoltà, di proteste, con qualche nota di eccellenza, proveniente dall’Asia. Continua

Mosca a caccia di investimenti. Per modernizzare un’industria petrolifera ormai obsoleta

Raffineria russa (Credits: Ansa)

Raffineria russa (Credits: Ansa)

Per rimanere competitiva tra i grandi produttori di petrolio e gas naturale, la Russia ha bisogno di modernizzare gli impianti di estrazione e raffinazione. Per riuscirci, Vladimir Putin ha stimato che serviranno per i prossimi dieci anni almeno 280 miliardi di dollari. L’insuccesso potrebbe comportare una caduta del 20% della produzione nazionale.

La modernizzazione degli impianti servirebbe non solo a incrementare i volumi di risorse estraibili, ma anche a evitare sprechi nei giacimenti attivi. La maggior parte di questi pozzi è diventata vecchia, e secondo alcuni esperti parecchi giacimenti hanno raggiunto la loro portata massima e potrebbero perfino essere molto vicini all’esaurimento. Continua


richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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