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Europa al bivio: chi salverà Atene?

Un manifestante contro il governo greco ad Atene

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La speculazione contro Grecia, Spagna e Portogallo nell’ultima settimana ha messo a dura prova l’Eurozona. Ma il rischio di Default per l’economia greca, quella più in difficoltà in Europa, sembra scongiurato. Continua

In attesa del piano Merkel-Sarkò, la Ue perde 130mila posti di lavoro

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La Ue fa i conti con la crisi. Se non si è arrivati ancora ai numeri drammatici della disoccupazione negli Usa, la situazione occupazionale non è rosea: negli ultimi 4 mesi, secondo un documento dell’Unione Europea, sono stati persi 130mila posti di lavoro solo nel settore industriale. Dall’inizio dell’ottobre 2008 alla fine di gennaio 2009 ”le riduzioni di posti di lavoro pianificate sono aumentate significativamente a 158.000 unità, mentre la creazione di nuovi posti di lavoro è caduta a 25.000 unità. Da ciò deriva l’aspettativa di una perdita netta di 130.000 posti di lavoro”.
Un dato molto preoccupante, visto che ancora nel terzo trimestre 2008 il saldo tra posti persi e posti creati era leggermente positivo. E visto che la crisi economica è attesa peggiorare nei prossimi mesi, almeno fino a metà 2009.
Auto e costruzioni sono i settori che più di tutti patiscono la congiuntura negativa. I due settori nel corso dell’ ultimo anno hanno fatto registrare un crollo della produzione quantificabile in 150 miliardi di euro. A pesare in particolar modo è la stretta creditizia delle banche, che rende più difficili spese come l’acquisto di un’auto o di una casa: ”la contrazione della produzione nel settore dell’industria automobilistica ha un immediato effetto negativo anche sull’occupazione nelle aziende aziende dei fornitori”.
Il documento, anticipato dall’Ansa, sarà esaminato lunedì a Bruxelles nella riunione dei ministri delle Finanze di tutta l’Unione, all’Eurogruppo e all’Ecofin.
I ministri discuteranno anche del piano franco-tedesco annunciato ieri a Monaco da Angela Merkel e Nicolas Sarkozy: un’iniziativa comune di cui non si conoscono ancora i dettagli, dopo che i due componenti dell’asse forte d’Europa nei primi mesi della crisi si erano spesso trovati in disaccordo.


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Giampiero Cantoni
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