Incontro stamattina a Bruxelles tra il vicepresidente della Commissione europea e Commissario ai Trasporti Antonio Tajani e Corrado Passera, numero 1 di Intesa SanPaolo. Si è parlato di Alitalia e del piano di salvataggio della compagnia di bandiera che sarà presentato dalla banca, nominata “advisor” sulla questione per il governo. Secondo quanto si legge in un comunicato della Commissione, Tajani ha chiesto espressamente che per il rilancio e il risanamento di Alitalia si operi “all’interno delle normative dell’ Unione”.
Passera intanto, non smentisce né conferma le indiscrezioni pubblicate dai giornali nei giorni scorsi, ma fa sapere che “presenterà il piano nelle sedi opportune e al momento opportuno”. “Ogni ipotesi” ha aggiunto “dovrà essere inserita nell’ambito delle norme Ue”. Lo conferma il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, che si rifiuta di commentare anticipazioni: “Passera ha detto che quando il piano per Alitalia sarà pronto pronto ce lo farà vedere”.
Di “numeri al lotto” sui possibili esuberi parla invece il presidente della compagnia di bandiera, Aristide Police, che concorda con il ministro Scajola sui “sacrifici” necessari per salvare la situazione finanziaria dell’aerolinea: “I sacrifici sono quelli che si lasciano immaginare, del resto c’erano anche nell’offerta di Air France”.
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Gli aerei Alitalia vanno verso un cielo sempre più burrascoso. Oggi il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola non ha smentito le indiscrezioni sul piano di Banca Intesa San Paolo, advisor per il governo sulla compagnia di bandiera (piano che prevederebbe 4mila esuberi, quasi il doppio di quelli programmati da Air France). “Il piano industriale di Alitalia richiederà sacrifici a chi desidera investire e al Paese nel suo complesso” ha detto Scajola, che ha parlato durante l’ assemblea generale di Assimpredil-Ance. Il ministro ha poi specificato che ”Alitalia non è un’azienda sana, non va bene ed è sull’orlo del fallimento”. Una situazione che esclude miracoli.
L’associazione dei piloti (Anpac) intanto ha reagito alle voci sugli esuberi con un comunicato: “sono indiscrezioni destabilizzanti e lontane da una realistica possibilità di concretizzazione”. Perché, spiegano i piloti, “un eventuale piano industriale che disegnasse il futuro di Alitalia con un ridimensionamento addirittura superiore rispetto a quello ipotizzato dal team di J.C. Spinetta risulterebbe decisamente incoerente con le indicazioni della Presidenza del Consiglio e dell’intero governo (Berlusconi aveva criticato il piano di AirFrance Klm in campagna elettorale) e dunque irrealizzabile”. Insomma, sindacati e associazioni di categoria non vedono di buon occhio la possibilità di licenziamenti su vasta scala e chiedono al governo una smentita. Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale del Sdl (sindacato dei lavoratori) minaccia: “Se non verranno smentite queste voci che aumentano gli esuberi giorno per giorno nel pieno dell’estate i 20mila lavoratori di Alitalia si considereranno tutti esuberi e bloccheranno non soltanto la compagnia, ma l’intero trasporto aereo italiano sino a quando qualcuno non si sarà schiarito le idee sul che fare e come farlo”.
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