
(Credits: Ansa/Alessandro Di Meo)
Che i prodotti digitali (cellulari, pc e simili) siano ormai diffusi tra gli italiani, lo conferma anche l’Istat nel nuovo paniere per il calcolo dell’inflazione, passata a gennaio al 3,2% dal 3,3% di dicembre su base annua. Tra le novità inserite nelle voci, infatti, compaiono il libro elettronico e l’apparecchio per la lettura degli e - book, oltre al gratta e vinci. Ma ecco un elenco dettagliato: Continua

(Credits: LaPresse)
Cinque o sei mesi per partire ufficialmente, un po’ di più per abituare gli italiani alle nuove modalità di gioco e prendere le misure alla concorrenza nostrana, parecchio agguerrita. Con un occhio di riguardo per la trasparenza delle scommesse sul calcio, tema caldissimo di questi tempi. Nel quartier generale di Betfair Italia si preparano così all’introduzione nel nostro Paese del betting exchange, una sorta di “Borsa delle scommesse”. Continua

(Credits: Imagoeconomica)
A giorni alterni spunta qualche economista che dà per certa e inevitabile la fine dell’euro. O in seguito all’uscita della Germania, o per lo sfilarsi dei paesi mediterranei. Un’eventualità smentita di continuo dai politici europei (l’ultimo è stato Michel Barnier, commissario al mercato interno e ai servizi finanziari).
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(creidts: ANSA)
Anche se le quotazioni dell’oro sono già salite parecchio dall’inizio della crisi, investire sul loro rialzo può rivelarsi ancora un’opzione vincente. A patto di amare il rischio e di adottare una strategia (parzialmente) controcorrente. Oggi per puntare sul lingotto, così come sulle materie prime o gli indici di Borsa, non è più indispensabile affidarsi a Etf, futures, derivati, obbligazioni strutturate o altre diavolerie.
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(Credits: ANSA)
Riuscirà l’Europa a tenersi l’euro? Mentre indiscrezioni, ipotesi e scenari legati al possibile collasso della moneta unica cominciano a fare breccia, c’è chi ancora una volta ha giocato d’anticipo. La sentenza dei bookmakers inglesi, da sempre abituati ad accogliere anche scommesse di tipo politico e finanziario, dice che l’Eurozona dovrebbe riuscire a festeggiare, il prossimo primo gennaio, il suo decimo compleanno, ma anche che probabilmente la ricorrenza sarà l’ultima. Continua

(Credits: AP Photo/Petros Giannakouris)
Il fallimento della Grecia? Una certezza. Almeno per J62 e gli altri anonimi scommettitori statunitensi che nei mesi scorsi, attraverso la piattaforma on line Intrade, hanno puntato migliaia di dollari sul crac di Atene entro la fine del 2011. Se succederà davvero potranno dire di essere tra i pochi ad averci guadagnato. All’inizio dell’estate le opzioni relative al fallimento ellenico valevano poco più di un dollaro, e c’è chi ne ha fatto incetta. Rivendendole oggi se ne incasserebbero 4,79. Oppure si può aspettare il crac e intascarne 5. Continua
Dopo la Grecia, quale sarà il prossimo Stato europeo costretto a chiedere l’elemosina di Bruxelles per evitare il crac? Se Atene abbandonerà l’Eurozona, quali Paesi sono candidati a seguirla? E chi rischia il primo default? Domande su cui da settimane si esercitano economisti, politici e banchieri centrali. E alle quali, in vista del G20 di Cannes che dovrà tirare le fila del caos, hanno già provato a rispondere i soliti bookmakers inglesi. Continua