Leggi tutte le notizie su:
Senato
- Tags: Aig, assciurazione, asset, banca, Bloomberg, colosso, crisi, dollari, Senato, svalutazioni, Usa
-

Il colosso assicurativo Usa Aig, ha chiesto nuovi aiuti al governo di Barack Obama, che ha già salvato la società del fallimento per due volte, e prevede per il quarto trimestre 2008 un inaudito rosso da 60 miliardi di dollari a causa di svalutazioni di asset. Lo rivelano fonti vicine al gruppo.
Se i dati ufficiali confermassero l’indiscrezione, ci si troverebbe di fronte alla più grande perdita mai registrata da una società in un bilancio trimestrale, record attualmente detenuto da Time Warner, che nel 2002 perse 54 miliardi di dollari in tre mesi. Aig nel terzo trimestre aveva perso 24,5 miliardi di dollari, spingendo il governo Usa ad alzare a 150 miliardi i fondi messi sul tavolo per salvarla. Secondo la fonte, la situazione è ancora fluida e non è ancora chiaro dove porteranno le trattative con il governo. Secondo Bloomberg, la società potrebbe chiedere di trasformare in azioni ordinarie le azioni privilegiate detenute dal governo.
Intanto, sempre secondo l’agenzia Bloomberg, Aig ha ricevuto due distinte offerte di acquisto da Metlife e da Axa, interessate a rilevare le attività del ramo vita sparse in oltre 50 Paesi. Metlife, stando alle indiscrezioni, avrebbe avanzato una offerta preliminare da 11,2 miliardi di dollari per la divisione American Life Insurance, prezzo che però potrebbe scendere a otto miliardi per via del deterioramento degli asset. Per l’offerta rivale di Axa non viene indicata la cifra, ma viene precisato che non comprenderebbe le attività presenti in Giappone, il maggior mercato di Alico, la controllata di Aig che vanta ancora un buono stato di salute. Aig è costretta ad abbandonare numerose attività per ripagare parte dei 150 miliardi di dollari di aiuti ottenuti dal governo americano: finora, calcola l’agenzia Bloomberg, ha siglato accordi che le consentiranno di raccogliere oltre 2,3 miliardi di dollari con la vendita di alcune divisioni e asset e sta cercando di cedere due terzi del totale delle proprie attività.
Il VIDEO servizio:

Il Senato ha approvato, in via definitiva in terza lettura, la conversione in legge del decreto sull’Alitalia. I voti a favore sono stati 152, quelli contrari 101 contrari, con un astenuto. I senatori hanno confermato le modifiche apportate dalla Camera al decreto che sarebbe scaduto il 27 ottobre.
Durante la votazione finale del decreto legge, il presidente Renato Schifani ha fatto annullare la prima votazione perchè inficiata da un “pianista”. Accortosi dell’irregolarità il numero uno di Palazzo Madama ha fatto togliere la scheda e ripetere il voto che, solo allora, ha dato il via libera in via definitiva al Dl Alitalia.
Ieri pomeriggio è stato dato il via libera dalle commissioni riunite lavori pubblici e industria del Aenato al decreto legge di modifica della legge Marzano. Le commissioni hanno concluso l’esame del testo, respingendo i 5 emendamenti presentati e approvando 7 ordini del giorno che, ha riferito il sottosegretario allo sviluppo economico, Ugo Martinat, sono “la fotocopia di quelli approvati alla camera”.
Sulla compagnia di bandiera ed i provvedimenti attuati dal governo italiano per il suo salvataggio (prestito ponte poi convertito in capitalizzazione della primavera e decreto di fine agosto) la Commissione Ue darà il suo parere a novembre.
Per ora non ci sono ancora orientamenti da parte delle varie Direzioni generali per la Commissione, ma solo il parere della Direzione trasporti simile alla soluzione assunta il mese scorso per la Grecia, ma senza reazioni da parte delle altre direzioni competenti. “Al momento nessuna chiara decisione politica è stata presa. Al momento si tratta di pure speculazioni”, dice una fonte della commissione. Una seconda fonte, della Commissione trasporti, precisa che “la decisione finale verrà presa nel mese di novembre. La posizione della Dg Tren ëla direzione trasporti che fa capo al vicepresidente della Commissione Antonio Tajani, italianoû è soggetta ai cambiamenti su indicazione delle altre Dg come succede di norma.
La posizione di Alitalia al momento è abbastanza simile a quella di Olympic Airways e Olympic Airlines, quindi la Dg Trasporti la valuta in modo molto simile”. C’è da tenere presente che gli elementi chiave della decisione del 17 settembre 2008, assunta dalla Commissione sulla situazione della compagnia di bandiera ellenica in via di liquidazione e con la prossima creazione di una nuova società aerea, sono stati: la creazione di un fiduciario che valuti l’effettiva discontinuità tra la società in via di liquidazione e la società nuova e la valutazione come aiuto di Stato di un prestito ricevuto dalle compagnie greche dal loro governo”.
Il Senato approva con 149 sì e un solo voto contrario il decreto legge sull’ Alitalia che modifica la legge Marzano sulle grandi aziende in crisi. Hanno votato a favore Pdl e Lega Nord, non hanno partecipato al voto Pd, Idv e Udc.
In dichiarazione di voto, l’Udc aveva annunciato l’astensione, l’Idv e il Pd il voto contrario e Pdl e Lega Nord il voto a favore. Al momento del voto, però, tutta l’opposizione non ha votato lasciando alla sola maggioranza il compito di votare il provvedimento. Il decreto legge è stato modificato dai senatori che hanno accolto alcuni emendamenti proposti dai relatori Antonio Paravia e Alberto Maria Cicolani e dallo stesso governo, mentre sono state respinte le modifiche presentate dall’ opposizione.
Tra le modifiche principali apportate: il raddoppio della tassa d’imbarco che passa da 1 euro a 2 euro; le agevolazioni per la raccolta dei cosiddetti fondi dormienti; il limite, fino al 30 giugno 2009, alle deroghe sulle norme antitrust; una norma salva-precari che permette alla nuova Alitalia (o le società che ne rileveranno gli asset) di assumere lavoratori a tempo determinato, in deroga alle norme vigenti che impediscono nuove assunzioni per le aziende che usufruiscono della cassa integrazione; la possibilità per i lavoratori in cassa integrazione che trovano lavoro da un’altra parte di poter usufruire di nuovo della Cigs per l’Alitalia, che dura quattro anni, se, nel frattempo, perdono il nuovo lavoro. Il Senato, tra l’altro, ha approvato un odg dell’opposizione (prima firmataria Teresa Armato del Pd) che impegna il governo ad agire per includere la società Atitech nel perimetro industriale della nuova compagnia di bandiera.
In mattinata, intanto, l’assemblea di Cai ha deliberato all’unanimità di ratificare il ripristino del partner estero e dell’offerta presentata lo scorso primo settembre per l’acquisto di beni e complessi aziendali della società Alitalia. Ripristino già comunicato dal presidente Roberto Colaninno al commissario straordinario Fantozzi lo scorso 25 settembre, con proroga dell’efficacia della stessa offerta al prossimo 15 ottobre. L’assemblea di Cai ha deliberato inoltre la ratifica degli accordi sottoscritti con le organizzazioni sindacali rappresentative dei lavori di Alitalia. “La scelta del partner rientra nelle cose che si faranno nelle prossime settimane”, ha spiegato Corrado Passera, ad di Intesa SanPaolo, al termine dell’assemblea degli azionisti Cai.
A protestare, invece, è la compagnia aerea irlandese Ryanair, che ha presentato un ricorso formale alla Commissione europea contro il piano di salvataggio di Alitalia. La compagnia low cost guidata di Michael O’Leary rende noto di aver presentato il ricorso dopo che il governo italiano ha annunciato un accordo con i sindacati sull’offerta di Cai. “L’accordo” dice Ryanair “prevede una ridenominazione di facciata di Alitalia e la cancellazione di debiti compresi tra gli 1,2 e i 2 miliardi di euro”. “Il governo italiano” afferma in una nota Jim Callaghan, direttore legale di Ryanair “ha cancellato fino a 2 miliardi di euro di debiti di Alitalia, garantisce gli investimenti dei componenti del consorzio e ha sottoscritto forti concessioni ai sindacati in cambio del loro accordo a questo piano ridicolo”.

Dal primo gennaio è legge la Finanziaria per il 2008. Venerdì 21 dicembre è arrivato il sì definitivo di Palazzo Madama (162 sì e 153 voti contrari, con un en plain dei senatori a vita: a favore hanno votato Rita Levi Montalcini, Carlo Azeglio Ciampi, Emilio Colombo, Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e Oscar Luigi Scalfaro. Unico assente Sergio Pininfarina) a una lunga serie di misure, da quelle fiscali (Ici, Ires, sconti Irpef) a quelle per la sanità (prima tra tutti l’abolizione anche per il 2008 del ticket da 10 euro).
Arrivano con la Finanziaria anche i principi di grandi riforme come la riduzione del numero dei ministeri e l’istituzione della class action, per citarne un paio. La manovra, a quota 16,4 mld dopo il passaggio parlamentare, per la prima volta dopo tanti anni non utilizza neanche un euro per correggere i conti e dunque gli stanziamenti hanno un finalità redistributiva. In alcuni casi si tratta di misure che avranno un loro peso “positivo” per le tasche degli italiani, in altre si tratta invece di piccole “mance”. Nel dettaglio:
- Sgravi ici su prima casa. Si introduce un alleggerimento dell’imposta sulla casa pari all’1,33 mille (aggiuntivo rispetto alle attuali detrazioni e fino ad un massimo di 200 euro). Escluse case signorili, ville e castelli.
- Pacchetto sicurezza. Il fondo per la sicurezza e il soccorso pubblico è di 190 mln.
- Mutui. È istituito un fondo di solidarietà con una dotazione di 10 milioni di euro annui per il 2008, il 2009 e il 2010 per aiutare i mutuatari a fronteggiare l’aumento degli interessi sui mutui prima casa. Sale a 4.000 euro il limite di detraibilità degli oneri relativi a mutui sulla prima casa.
- Tesoretto 2008 per calo tasse lavoratori. È la primissima norma (dopo quella che fissa i saldi) e stabilisce che tutto l’extragettito del 2008 sarà utilizzato per ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente.
- Calmiere benzina. Arriva la norma per sterilizzare gli aumenti della benzina. Se i rincari superano di due punti il valore indicato nel Dpef scatta una riduzione dell’accisa.
- Mister prezzi. Istituita la figura del Garante per la sorveglianza dei prezzi.
- Norma asciuga-governo. Resta, con precisazioni sulle competenze, la riduzione a dodici dei ministeri a partire dal prossimo governo e a 60 dei membri dell’esecutivo. Ridotto anche il numero di assessori: il massimo, a partire dalle prossime amministrative sarà di 12 e non più 16 per i grandi Comuni. Ammorbidito infine il taglio (fino a 33 milioni) per le Comunità montane: saranno le Regioni entro sei mesi a definirlo, altrimenti interverrà lo Stato.
- Arriva la class action. Si introduce l’istituto dell’azione collettiva risarcitoria a tutela degli interessi dei consumatori.
- No ticket 10 euro su assistenza specialistica. Vale anche per gli esami di diagnostica.
- Welfare. Più bassa la copertura sul welfare prevista dalla Finanziaria per il 2008: il limite di spesa passa da 1.548 milioni a 1.264 milioni. È esattamente la cifra prevista nel Ddl di attuazione del protocollo, ora all’esame della commissione Lavoro del Senato.
- Tetto salari manager pubblici. Introdotto il tetto agli stipendi anche per i dirigenti della Banca d’Italia, delle authority indipendenti e delle amministrazioni dello Stato. Il trattamento economico non potrà superare il doppio di quello del primo presidente della corte di Cassazione, cioè 548.000 euro. Per gli altri resta il limite introdotto al Senato di 274.000 euro.
- Tfr. Fissati tetti di spesa per ridurre la pressione fiscale. Ma non sono indicate nuove aliquote.
- Multe, prescrizione a due anni. Con questa norma si affronta il problema delle “cartelle pazze” che ha interessato negli ultimi mesi alcune grandi città.
- Derivati, arriva controllo del tesoro. Dovrà verificare la conformità degli impegni debitori assunti dagli enti locali con le indicazioni date dallo stesso Tesoro.
- Sconto fisco su pannelli solari. Prorogate per 3 anni le agevolazioni (detrazione dall’Irpef del 55%) per i lavori di riqualificazione energetica, incluse finestre e caldaie.
- Imprese, aliquota ires al 27,5%. Era al 33% ma si amplia la base imponibile con novità sugli ammortamenti e sulla deducibilità degli interessi passivi.
- Irap scende al 3,9%. Il calo è per l’aliquota ordinaria che era al 4,25%. Il tributo diventa completamente regionale.
- Forfettone per i “minimi”. I piccolissimi imprenditori potranno scegliere di pagare le tasse a forfait. Un 20% che sostituisce anche l’Iva e l’Irap.
- Canone rai gratis per anziani poveri. L’esenzione spetta agli ultrasettantacinquenni con un reddito non superiore a 516,46 euro per 13 mensilità.
- Asili nido, sconto fino a 632 euro a figlio. La retta potrà essere detratta dall’Irpef al 19%.
- Famiglie numerose, detrazioni più alte. Se il nucleo ha almeno quattro figli ci sarà per i genitori una detrazione aggiuntiva sull’Irpef di 1.200 euro.
- Studenti fuori sede, sconto su affitto. è prevista una detrazione di imposta fino ad un massimo di 500 euro l’anno.
- Bus, la tessera si sconta sulle tasse. Gli abbonamenti potranno essere detratti per il 19% dall’Irpef per un massimo di 250 euro. Stanziato poi n fondo di 113 mln per mezzi e infrastrutture del trasporto locale.
- Agevolazioni per telecamerine negozi. La misura (sconto sulle tasse dell’80% della spesa) vale anche per i tabaccai.
- Autotrasporto, 300 mln. Le risorse serviranno a supportare un maggiore livello di sicurezza nella circolazione stradale e un minore impatto ambientale dei camion.
- Adozioni, stessi diritti nei congedi parentali. Anche in caso di affidamento il congedo obbligatorio sarà di 5 mesi.
- Cinema. Arivano sconti fiscali per chi investe nella filiera e per attrarre produzioni dall’estero.
- 5 per mille, rifinanziata la misura. La norma sostiene onlus ed enti di ricerca.
- Novità Iva dai cellulari agli asini. Aziende e lavoratori autonomi potranno detrarre fino al 100% dell’Iva sui cellulari. Impossibile usufruire dell’Iva agevolata al 10% se si vendono asini, muli o bardotti se vivi, Iva agevolata se questi animali saranno commerciati morti. Iva agevolata anche per i premi delle corse di cavalli e per gli spettacoli di maschere e corsi mascherati.