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Milleproroghe, ecco le norme punto per punto

Il premier Mario Monti (Credits: Imagoeconomica)

Il premier Mario Monti (Credits: Imagoeconomica)

La bozza del decreto Milleproroghe verrà discussa venerdì prossimo dal Consiglio dei Ministri. Ecco punto per punto cosa prevede. Continua

Le banche e i controlli. Tremonti: affidare la vigilanza alla Bce

Giulio Tremonti

“È una questione di mezzi. Se quelli che si devono controllare hanno la Ferrari, i controllori non possono avere la bicicletta. Se gli operatori sono sistemici, siano essi banche o finanziarie, anche la vigilanza dev’essere sistemica. Io darei tutto alla Bce”, ha affermato Tremonti. “Ma no so se questo implica un revisione del Trattato”, ha osservato ancora il ministro.
Non bastasse, sul tema delle funzioni attribuite ai prefetti in materia di vigilanza sui prestiti concessi dai singoli istituti a imprese e famiglie, tema sul quale il governatore di Bankitalia Mario Draghi ha fatto presente che sulla base della legge “una richiesta diretta di dati disaggregati alle banche non appare giustificata”, Tremonti non demorde: “Per me è stata ragione di grande orgoglio prendere la parola davanti ai prefetti della Repubblica italiana, è stato un onore”, ribadisce. E aggiunge: “La settimana prossima terremo una riunione con Confindustria, Abi, banche e sindacato. Vorremmo riferire sull’ avanzamento dei lavori, cosa ha fatto la Sace, la Cassa
depositi, il governo sul flusso credito a economia. Inoltre analizzeremo come avanzano gli osservatori, che funzionano con grandissimo impegno dei prefetti”.

Se chi opera sui mercati si muove su uno scenario globalizzato, la vigilanza dev’essere sistemica, ovvero a livello europeo. Non ricorre a giri di parole, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nel dare il ben servito alle Banche centrali in materia di sorveglianza nel corso della riunione della Task force per finanziamenti ai sistemi sanitari, in corso a Londra. “Io” dice “darei tutto alla Bce”.

Le social card spiegate da Tremonti: 423mila attivate, basta polemiche

Giulio Tremonti

Vuole stabilire con i giornalisti una cadenza di incontri mensili, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. E in quello odierno, il titolare di Via XX settembre ha svariato sugli argomenti caldi dell’economia: dalla social card, ai cosidetti Tremonti-bond, dalle stime del Pil al federalismo fiscale, passando per un’analisi della crisi.
Si comincia subito con una risposta alle stime drammatiche giunte da Bankitalia sul Pil a -2%: “I dati e le previsioni sono esercizi congetturali, realistici quanto si vuole, ma previsioni”. E poi ancora duro: “Direi che si tratta di un ritorno al 2006, non il Medioevo”. E per questo ha ribadito che non verranno messe in atto politiche di deterioramento dei conti pubblici: “L’Italia sul rapporto deficit-pil non fa politiche di deterioramento, anche se la minore crescita influenzerà il denominatore del rapporto. Ad oggi ancora nessun Paese ha dato numero precisi. Lunedì prossimo ci sarà l’Ecofin e lì potremo avere dati più precisi. Per ora ci atteniamo ad una politica che rispetti gli impegni e contenga al massimo l’indebitamento”.
A proposito della Social card ha invitato l’opposizione (e i media) a non polemizzare: “Ci vuole rispetto per chi è povero. Chiedo all’opposizione di non polemizzare su questo argomento”. Quindi ha sciorinato alcuni dati sulla carta acquisti: “Sono state inviate 1,3 mln di lettere, le carte richieste sono state circa 580mila. Quelle caricate sono 423 mila, con un tasso di accoglimento del 73%. Molti di quelli che hanno fatto la domanda non avevano gli indicatori Isee, gli altri l’hanno avuta accolta. Quasi mezzo milioni di posizioni attivate è una cifra grande, che non giustifica le polemiche: non polemizzate per favore sulla povertà della gente”. Gli acquisti fatti con la Social card sono stati 680mila e la spesa media è stata di 33 euro. Tremonti ha ammesso che “la natura nuova del provvedimento ha portato ad alcuni disagi di cui ci scusiamo”. L’obiettivo che il ministero vuole raggiungere? “Quello del 1,3 mln di carte distribuite”.
Quindi Tremonti ha rivelato, e ammesso, che sono allo studio i cosidetti Tremonti-bond: “Ci stiamo lavorando, ma non chiamateli Tremonti-bond”. Il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, accanto a lui ha aggiunto: “Il rendimento dei Tremonti-bond parte da 7,5% in su”. E Tremonti “Li facciamo non per le banche, ma per le imprese”.
Importanti alcune spiegazioni sul decreto anticrisi approvato ieri dalla Camera. Un decreto che per Tremonti “ha una portata che va oltre gli interventi di spesa pubblica. Qualifica alcune direzioni della spesa pubblica, identifica dei contenitori di risorse europee e agisce sulle procedure e sulla qualità della spesa. L’Italia deve ancora intervenire e spendere 112 mld di euro da qui al 2012 e questi soldi saranno utili per gestire la crisi. In Europa e con le regioni stiamo ragionando per capire come gestire questi fondi: sia per le infrastrutture, che per motivazioni sociali”. Poi si è autominacciato: “Non sarebbe accettabile se no riuscissimo a spendere una cifra tale, sarebbe ben peggio del semplice malgoverno”.
Tremonti ha difeso l’euro definendolo “un progetto è totalmente sostenibile”. E ha parlato del federalismo fiscale come di una “una misura fondamentale che presto passerà al Senato e poi alla Camera”. Poi sulla crisi: “Stiamo attraversando una terra incognita”, ha detto Tremonti. Una terra incognita che per il titolare dell’Economia “è problematica dal lato della finanza e non dell’economia reale”. Poi in stile guru ha dettato i rimedi “prendiamo la Bibbia e la meccanica del sabbatico, ovvero separiamo il grano dall’oglio. Salvare tutto è divino, salvare il salvabile è umano”. Sull’auto Tremonti allinea l’Italia alle decisioni europee: “Sostenere il settore automobilistico dovrà essere una decisione europea. In Europa si dovrà decidere e l’Italia assumerà eventualmente misure solo in linea con Ue”.

Dal bonus famiglia alla Cig: dalla Camera la fiducia al governo

Euro

Dall’una tantum per le famiglie al sostegno al reddito per i negozianti costretti a chiudere per la crisi, dal pagamento dell’Iva per cassa ai pannolini gratis. La Camera ha votato la fiducia al Governo, con 327 sì rispetto ai 252 voti contrari (solo due deputati delle minoranze linguistiche si sono astenuti), dando il suo ok alle misure contenute nel testo del provvedimento anti-crisi così come uscito dalle Commissioni Bilancio e Finanze. Palpabile la soddisfazione del ministro dei Rapporti con il Parlamento Elio Vito: “I 327 voti ottenuti dal governo nella fiducia sul Dl anticrisi rappresentano il più alto risultato ottenuto fino ad ora in questa legislatura”. 75 voti di scarto che stanno a dimostrare “la straordinaria compattezza della maggioranza”.
Il provvedimento, oramai blindato, approderà al Senato dove verosimilmente non subirà ulteriori ritocchi. Eventuali correzioni potrebbero arrivare con un altro provvedimento legislativo. Il decreto vale circa 5 miliardi; quasi la metà verrà impiegata per il bonus famiglia.
Nuove norme sono state introdotte alle misure anti-crisi durante il passaggio nelle Commissioni di Montecitorio. Ci sono per esempio 350 milioni per gli assegni familiari. Novità anche sullo sconto fiscale del 55% per i lavori di ristrutturazione che garantiscono risparmio energetico: potrà essere fruiti in 5 anni e non più in 3. Se i parlamentari del Sud, del Pd e soprattutto dell’Mpa, lamentano una penalizzazione del Mezzogiorno, il testo uscito dalle Commissioni invece contiene nuove norme per Milano (il cosiddetto salva-Malpensa) e per Roma (investimenti per la metro fuori dal patto di stabilità). Proprio quest’ultimo capitolo ha fatto infuriare i sindaci del Carroccio, che hanno annunciato che violeranno il patto di stabilità in segno di protesta dopo che una deroga speciale è stata concessa nei giorni scorsi al Campidoglio. “Nel decreto anticrisi votato oggi con la fiducia è contenuta la deroga di non rispettare il patto di stabilità per il Comune di Roma. È un evidente autorizzazione morale per tutti i sindaci che hanno ben gestito i loro bilanci, erogando servizi di ottima qualità ai loro cittadini, a tenere lo stesso comportamento”.

Ecco di seguito, misura per misura, tutte le norme del decreto varato per far fronte alla crisi.
Bonus famiglia. È l’una tantum da 200 a 1.000 euro per lavoratori e pensionati con redditi bassi. Va ai nuclei familiari e solo nel caso dei pensionati anche a soggetti singoli. Il termine per la domanda è il 28 febbraio.
Assegni familiari. Arrivano 350 milioni di euro per dare un sostegno anche ai lavoratori autonomi e per rafforzare gli aiuti alle famiglie con disabili. La spesa potrà però essere decisa solo dopo una verifica su quanto non speso nel 2009 per garantire un tetto alla rata dei mutui variabili.
Mutui prima casa. Per i mutui in corso le rate variabili 2009 non possono superare il 4% grazie all’accollo da parte dello Stato dell’eventuale eccedenza; per i nuovi mutui, il saggio di base su cui si calcolano gli spread è quello Bce.
Pannolini gratis. Per le famiglie che rientrano tra i beneficiari della social card ci sarà un aiuto per l’acquisto di pannolini e latte per i figli fino a 3 mesi di età.
Affitti, mini-fondo. Arrivano 20 milioni in più.
Ammortizzatori. Il sostegno al reddito di coloro che perdono il lavoro sarà garantito dal nuovo Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, nel quale confluisce anche il Fondo occupazione per gli ammortizzatori in deroga, finanziato per 1 miliardo e 26 milioni di euro.
Massimo scoperto. Se il saldo del cliente risulta a debito per un periodo inferiore a 30 giorni non si paga la commissione.
Bolletta luce, ampliata platea tariffa sociale. L’accesso alla tariffa elettrica agevolata è consentito anche a coloro che in famiglia hanno un malato che ha bisogno di apparecchiature medico-terapeutiche alimentate ad energia elettrica. Destinatarie delle tariffe agevolate anche le famiglie con almeno 4 figli a carico e con Isee non superiore a 20.000 euro.
Fondo crediti nuovi nati. Istituito un fondo per prestiti agevolati alle famiglie con nuovi nati. Accederà alle risorse anche chi ha un familiare affetto da una malattia rara.
Riforma del mercato elettrico. Tra le novità la futura divisione dell’Italia in tre macro-zone.
Pedaggi autostradali. Gli aumenti saranno congelati fino al 30 aprile 2009.
Detassazione produttività. Prorogato al 2009 l’alleggerimento fiscale per i premi di produttività per i lavoratori dipendenti del settore privato.
Deduzione Irap. Sarà possibile scontare ai fini Ires e Irpef il 10% dell’imposta regionale sulle attività produttive.
Iva per cassa. Il pagamento dell’imposta non sarà più al momento dell’emissione della fattura ma all’effettivo incasso dei corrispettivi.
Studi di settore. Revisione legata alla congiuntura economica. Nessun allentamento invece del loro valore probatorio.
Pagamenti PA. Prevista una velocizzazione dei pagamenti dovuti dalla pubblica amministrazione e dei rimborsi fiscali ultradecennali.
Acconti fiscali. L’acconto Ires passa dal 100% al 97%, mentre quello Irap dal 99% al 96%.
Tremonti-bond. Il Tesoro potrà sottoscrivere, su richiesta delle banche interessate, strumenti finanziari privi dei diritti di voto.
Opa. Allentate le regole sulla cosiddetta passivity rule.
Roma. Investimenti per il trasporto pubblico fuori dal patto di stabilità.
Malpensa. Norme a tutela dell’hub milanese, considerato il via della nuova Alitalia.
Rottamazione negozi. Sostegno al reddito ai negozianti che sono costretti a chiudere. Equivarrà alla pensione minima e sarà concesso a chi ha più di 62 anni (57 se donne).
Infrastrutture. Arriva norma che velocizza la realizzazione delle grandi opere.
Iva Sky. Passa dall’aliquota ridotta del 10% al 20%.
Pornotax e maghi. Tasse maggiorate per la produzione e vendita di materiale porno. Ritocco fiscale anche per i maghi.

Social card, in Campania si usa da tre anni

Un anziano al supermercato

“La social card? Noi l’abbiamo praticamente adottata tre anni fa”. Espedito Marletta, sindaco di Acerra, comune della provincia di Napoli tra i più poveri d’Italia, ha consegnato, venerdì scorso, 1.167 voucher sociali del valore di 100 euro ciascuno. A beneficiarne sono stati i nuclei familiari a reddito zero con minori a carico, residenti nel territorio comunale. È il terzo anno consecutivo che l’amministrazione assegna, durante il periodo natalizio, una parte dei soldi del bilancio comunale alle famiglie indigenti per l’acquisto di generi di prima necessità.
Proprio come con la social card prevista dal Governo, le famiglie possono acquistare pane, pasta, burro, latte, olio presso i supermercati del comune. “È dal 2005 che la Giunta stanzia 50 mila euro in aiuto di quelle famiglie più bisognose ma quest’anno abbiamo deciso di aumentare la cifra” spiega il primo cittadino di Acerra “la crisi economica ha duramente colpito il nostro territorio e i casi di indigenza sono raddoppiati rispetto agli anni precedenti”. E l’iniziativa, ci tiene a specificare il sindaco Marletta, si accompagnerà ad una forte riduzione di tutte le imposte comunali per il 2009.

Ma il progetto del Comune campano non è il solo in Italia. Fa discutere la Family card adottata dalla Provincia di Benevento. L’amministrazione ha stanziato 30 mila euro. “Iniziativa lodevole sotto il profilo sociale ma vergognosa sotto quello economico” tuona il senatore Cosimo Izzo, presidente del gruppo Pdl della Provincia di Benevento. “La Giunta provinciale ha fatto una variazione di Bilancio destinando 200 mila euro del mancato secondo turno delle elezioni dello scorso maggio alle feste di piazza e alle iniziative culturali” precisa Izzo “invece di dirottarli sulle famiglie indigenti”. Nello specifico la Provincia ha previsto 120 card prepagate a scalare per un valore di 250 euro ciascuna da spendere presso un’ipercoop convenzionata. Poi Izzo prosegue: “È una vergogna se si pensa che in poco più di una settimana sono arrivate in Provincia oltre 1.697 domande per poter beneficiare di questa miseria stanziata dall’amministrazione”. Il progetto prevede anche l’elargizione di 150 carte da utilizzare per accedere a sconti ed agevolazioni per la spesa. “Quei 200 mila euro sono stati utilizzati per realizzare biglietti d’invito e brochure per mostre di pittura che hanno solo un rilievo locale” conclude Cosimo Izzo “soldi che potevano essere spesi per compare pasta, pane e latte”.

Sotto l’albero di Natale un bancomat di Stato: “Benefici per 1,3 milioni di italiani”

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Sotto l’albero di Natale quest’anno un “bancomat di Stato”. È di color azzurro la social card, la carta acquisti varata dal Governo con la manovra triennale e presentata questa mattina dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti. La carta consentirà ad alcuni cittadini italiani di spendere 40 euro al mese per acquistare beni di prima necessità in tutti i negozi alimentari abilitati e avere sconti in alcune catene convenzionate che sostengono il programma “Carta acquisti” (saranno identificate con uno specifico simbolo). Si potrà inoltre accedere direttamente alle tariffe elettriche agevolate.
A riceverla saranno i cittadini e residenti in Italia con un’età fra i 65 e i 69 anni e redditi e trattamenti pensionistici non superiori ai sei mila euro all’anno; gli over 70 con redditi fino a 8 mila euro l’anno e tutte le famiglie con un indicatore Isee (situazione economica complessiva) fino a 6mila euro. Nell’indicatore verranno presi in considerazione i proprietari (da soli o insieme al coniuge) di una sola casa di abitazione, i titolare di una sola utenza elettrica e del gas, i proprietari di un solo autoveicolo e coloro che hanno meno di 15 mila euro di risparmi in Banca o in Posta. Avranno diritto alla carta anche le famiglie con bambini sotto i tre anni, sempre con indicatore Isee sotto i sei mila euro.
Per chi ritirerà la carta entro il 31 dicembre la ricarica sarà di 120 euro per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Poi a partire dal 2009 sarà caricata dal ministero dell’Economia ogni due mesi con 80 euro (40 per ciascun mese).
Basterà andare in un Ufficio postale abilitato e compilare il modulo di richiesta, nella maggior parte dei casi la carta sarà consegnata subito e sarà utilizzabile dal secondo giorno successivo alla consegna. Una volta a regime si stima che la carta sarà distribuita a 1,3 milioni di cittadini: 1 milione di anziani oltre 65 anni e 300 mila famiglie con bimbi piccoli. Per iniziare si prevede l’invio di lettere informative a una circa 800 potenziali beneficiari. In seguito partirà una campagna di comunicazione istituzionale su vari media che coinvolgerà le associazioni di volontariato.
Le risorse stanziate dallo Stato ammontano a 1,070 miliardi: 170 milioni sono già stati messi a disposizione dal governo con la manovra triennale, altri 250 milioni arrivano da donazioni di soggetti privati (Da Eni 200 milioni e da Enel 50 milioni). Altri 450 milioni arriveranno dallo sblocco dei fondi dei conti correnti dormienti previsto dal decreto “salva banche”, altri 200 milioni sono previsti nel ddl sviluppo all’esame del Senato.
Soddisfatto il ministero Tremonti “Le tariffe sociali”, ha spiegato, “già esistevano, ma per ottenerle bisognava andare a richiederle allo sportello Inps, con la conseguenza che finora l’utilizzo è stato molto basso. Con la Carta l’accesso diventa automatico”.
Ma la card non piace a tutti: i consumatori definiscono “poco credibile” fondare il rilancio dei consumi con 450milioni di euro l’anno “enfatizzato e propagandato da 4 mesi dal ministro dell’Economia e dall’intero Governo con lo stesso spirito missionario di miglior causa che anima le dame di San Vincenzo, la cui carità è al contrario basata sull’anonimato”. Secondo i presidenti di Adusbef, Elio Lannutti, e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti si tratta di “pura illusione”.
“Il bancomat sarà ricevuto da poco più di 1 milione di famiglie, e oltre a marcare un grave discrimine sociale non risolverà né i problemi gravi della perdita del potere di acquisto, né il rilancio dei consumi” commentano le associzioni. Per questo Adusbef e Federconsumatori “pur apprezzando il modesto aiuto offerto ad alcune famiglie più povere ed indigenti”, invitano il Governo ad avere il “coraggio di affrontare la gravissima crisi con provvedimenti economici straordinari”. Come la detassazione delle tredicesime, un bonus fiscale di 1.500 euro sui redditi sotto i 25.000 euro, un abbattimento dell’Iva di 3,5 punti per un biennio, gli investimenti nelle infrastrutture e nella ricerca, il finanziamento di un piano casa
A rispondere alle associazioni è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti “Il 76% degli italiani è favorevole alla social card, un sondaggio commissionato all’Istituto di Piepoli lo conferma, a prescindere dallo schieramento politico visto che le percentuali si equivalgono: il 75% nel centrosinistra e l’82% nel centrodestra sono favorevoli”.
Il bancomat azzurro, che dovrà servire ad aiutare chi è più colpito dalla crisi, potrà essere anche un’occasione per fare beneficenza: “Oltre agli aiuti statali potranno arrivare donazioni private” ha detto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi intervenendo in una videoconferenza alla conferenza di Pubblicità Progresso a Milano.

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Berlusconi: “Gli aiuti di Stato alle imprese sono un imperativo categorico”

Silvio Berlusconi

Gli aiuti di Stato sono ora “un imperativo categorico”. Quello che prima veniva considerato un “peccato” è ora l’unica ricetta per salvare l’economia reale. Parola di Silvio Berlusconi. Il premier sceglie la capitale delle Istituzioni europee, da sempre vigili sull’intervento pubblico degli Stati membri, per sottolineare come il tabù ormai sia stato infranto.

Una scelta, spiegherà qualche minuto dopo il ministro dell’Economia Giulio Tremtonti, dettata dalle contingenze: “Con la crisi il mondo è cambiato”. Se l’emergenza finanziaria “è ormai sotto controllo” dopo gli interventi degli Stati Uniti e dell’Europa, “l’andamento negativo dei mercati ora riflette la paura per i dati dell’economia reale”.
A fornire l’esempio del nuovo corso intrapreso dall’economia è lo stesso Tremonti, ricordando il 2001, quando volevano cacciare l’Italia “dal tempio del dio mercato” per aver chiesto la diminuzione del costo delle assicurazioni per gli aerei. L’invito rivolto dal governo italiano ora è all’Europa, affinché faccia quadrato contro la crisi. “Non esiste una via nazionale” per risolvere il problema, taglia corto Tremonti. A fornire però qualche rassicurazione ci pensa direttamente il Cavaliere che annuncia lo stanziamento di fondi della Banca europea degli investimenti a favore delle infrastrutture degli Stati membri: “Una cifra pari a 30-40 miliardi di euro, di cui il 15-20% per l’Italia”.
Il premier mette poi sul tavolo l’ipotesi che gli aiuti di Stato possano estendersi anche al settore automobilistico. Sull’esempio dell’America, osserva Berlusconi “Non c’è da scandalizzarsi - dice nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio - se le nostre imprese verranno aiutate, ove necessario, anche se non so ancora come”.
A difendere l’italianità delle aziende contro le opa ostili ci penserà poi una modifica della normativa vigente. Una iniziativa annunciata ieri, e ribadita anche oggi. “C’è il nostro impegno a modificare questa normativa”, dice il titolare di Via XX Settembre, precisando però che l’intervento avverrà “all’interno di uno schema europeo”. L’Italia, osservano il premier e Tremonti, è però al momento l’unico Paese Ue ad impegnarsi. Al contrario, nel resto d’Europa “la materia è solo oggetto di seminari”.
Oltre alle questioni internazionali però, il premier coglie l’occasione per ricordare gli obiettivi raggiunti fino ad ora dal governo. Approfittando della presenza di Tremonti, Berlusconi si concentra sul pacchetto di misure economiche messe in campo dall’esecutivo. Una serie di provvedimenti a cui dovrà aggiungersi, “bilancio permettendo”, anche il quoziente familiare.
Nell’elenco delle misure già adottate, il Cavaliere ricorda l’abolizione dell’Ici sulla prima casa, l’abolizione dei ticket. La parola passa poi a Tremonti che completa l’elenco: modifica delle politiche bancarie, una finanziaria “di stabilita”‘, ma soprattutto “l’introduzione della social card a dicembre”. La misura, annuncia il ministro dell’Economia “sarà retroattiva per i due mesi precedenti all’entrata in vigore”. Tra gli sgravi previsti ci sarà la possibilità di usufruire della tariffa sociale dell’Enel.

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Giampiero Cantoni
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