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Gm e Chrysler: Sos al governo Usa, aiuti o sarà bancarotta

Headquarter della GM

General Motors e Chrysler consegnano al governo americano i propri piani di ristrutturazione che prevedono tagli drastici ma anche richieste consistenti: le due case automobilistiche potrebbero avere complessivamente bisogno di ulteriori 21,6 miliardi di dollari, oltre a quelli finora stanziati.
L’esame dei progetti partirà - ha assicurato il segretario al Tesoro Timothy Geithner - alla fine della settimana. Valutando l’alleanza strategica con la Fiat come “l’opzione migliore” per Chrysler, la più piccola delle case automobilistiche di Detroit presenta al governo un piano dettagliato, che prevede il taglio di ulteriori 3.000 posti di lavoro. Chrysler, allo stesso tempo, sottolinea la necessità di avere bisogno di aiuti supplementari: oltre ai 4 miliardi già incassati, ne chiede altri 5 entro il 31 marzo. Di questi 3 erano previsti nel precedente accordo e condizionati al piano, due invece sono nuovi.
Complessivamente Chrysler punta ad ottenere dal governo 9 miliardi di dollari, cioé due miliardi in più rispetto alla richiesta iniziale. Senza gli ulteriori fondi, e in mancanza di concessioni da sindacati e creditori, Chrysler - spiega la società nel piano - potrebbe essere costretta a chiedere la bancarotta. Un’operazione che potrebbe arrivare a costare 24 miliardi di dollari. Il Chapter 11 - ha comunque rassicurato l’amministratore delegato Bob Nardelli nel corso di una conference call - “non è necessaria” per la sopravvivenza di Chrysler. Gm mette sul piatto riduzioni ben più pesanti ma chiede anche un cifra decisamente maggiore.
Promettendo un’accelerazione nelle operazioni di ristrutturazione (12 impianti chiusi entro il 2012 e 47.000 posti di lavoro in meno entro il 2009), Gm chiede al governo aiuti ulteriori fino a 16,6 miliardi di dollari, che vanno a sommarsi ai 13,4 miliardi di dollari già ottenuti, portando così - stima il colosso di Detroit - a 30 miliardi le risorse necessarie per il salvataggio, cioé una cifra inferiore a un’eventuale cessione che costerebbe in media 100 miliardi di dollari. In particolare chiede un prestito da 4,6 miliardi entro marzo-aprile, portando così il prestito totale a 18 miliardi, la cifra inizialmente richiesta. Inoltre, la casa domanda una linea di credito da 7,5 miliardi e lo slittamento del pagamento di una linea di credito da 4,5 miliardi in scadenza nel 2011.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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