Leggi tutte le notizie su:


South-Stream

Gas, arriverà dall’Azerbaijan l’unico gasdotto “taglia-prezzi” - L’INTERVISTA

Impianti di estrazione del gas di Gazprom in Siberia (Credits: Imagoeconomica)

Impianti di estrazione del gas di Gazprom in Siberia (Credits: Imagoeconomica)

Fantageopolitica. Liquida così Matteo Verda, ricercatore dell’Università di Pavia e dell’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale di Milano, nonché autore del libro “Una politica a tutto gas”, le voci circolate in queste ore secondo cui il taglio delle forniture di gas dalla Russia, che ha causato l’emergenza nel nostro Paese, sarebbe inquadrabile anche in una sorta di ricatto di Gazprom verso l’Europa per spingerla alla costruzione di nuovi gasdotti.

Continua

Energia all’italiana: dieci domande per il 2010

La centrale nucleare dismessa di Montalto di Castro (flickr/guinoa1977)

La centrale nucleare dismessa di Montalto di Castro (flickr/guinoa1977)

Il Financial Times in un suo blog ha posto dieci quesiti sul futuro dell’energia nel mondo. E così, seguendo le orme del quotidiano della City, ma restando a casa nostra, anche Panorama.it vuole proporre ai propri lettori online dieci domande per riflettere sullo sviluppo del mercato energetico in Italia nel 2010. Continua

Gasdotti, la gara europea per costruirli. Vincerà la Germania?

(foto Impulsiv/Lapresse)

(foto Impulsiv/Lapresse)

Partita aperta in Europa nel risiko dei gasdotti. A vincerla, con molta probabilità, oltre alla Russia sarà anche la Germania. I paesi Ue nei prossimi anni avranno bisogno di maggiori importazioni di gas, di cui sono sprovvisti (le risorse interne sono irrisorie).

Secondo le ultime stime del colosso russo Gazprom, circa il 12% in più nel 2020 rispetto al fabbisogno attuale. I paesi fornitori si chiamano Russia, Algeria, Libia, Norvegia e Azerbaijan.
Continua

Incontro Berlusconi-Putin: l’energia è il tema centrale

Un gasdotto

Oggi Silvio Berlusconi va a Sochi per incontrare il premier russo Vladimir Putin e discutere con lui di diversi temi, ma soprattutto di energia. Alla presenza dei due premier Paolo Scaroni, Ad di Eni e Alexej Miller, alla guida di Gazprom, dovrebbero firmare l’accordo finale su South Stream.
In realtà l’accordo avrebbe dovuto essere già firmato il 7 aprile, al Forum economico italo-russo a Mosca, ma è slittato per l’assenza di Berlusconi che era in Abruzzo sui luoghi del terremoto. Nonostante sia passato del tempo, ci sono ancora divergenze tra due partner del progetto. Eni vorrebbe avere più poteri sul territorio di passaggio, sul marketing e la distribuzione, e vorrebbe dividere i profitti di 10 miliardi di metri cubi di gas al anno. Gazprom ha disposto condividere una fetta di soli 6 miliardi e di limitare la comune distribuzione solo all’Italia.
Le trattative andranno avanti fino all’ultim’ora, le parti vogliano arrivare ad un accordo non facile. Che, in ogni caso, ci sarà, e si potrebbe iniziare subito la realizzazione del progetto, faccendo un passo avanti rispetto ad un altro gasdotto, Nabucco, che evita il territorio della Russia.
Il Summit energetico “South corridor - new silk way” tenutosi a Praga il 8 maggio ha rianimato il progetto Nabucco. L’accordo è stato firmato da Egitto, Azerbaijan e Georgia, con si formale della Turchia e la firma probabilmente il 25 giugno da Ankara. Ma non hanno siglato l’accordo i principali produttori di gas, Kazakistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, ha minimizzato, spiegando che - pur senza firma - l’interesse a negoziare da parte dei paesi in questione esiste. Ma dietro le parole c’é la preoccupazione, visto che Turkmenistan e Kazakistan da tempo stanno negoziando con la Russia, che mira ad acquisire tutto il gas della regione del Caspio per poi esportarlo a sua volta in Europa. Infatti per gli osservatori e la stampa russa, i risultati di questo summit mostrano che “Nabucco è ancora sensa gas, con i tubi vuoti”.
Come scrive il quotidiano economico russo Kommersant, una fonte di Gazprom sottolinea che l’Eni “non ha apprezzato”come doveva che Gazprom senza grandi discussioni ha comprato il 20 per cento di GazpromNeft per 4,1 miliardi di dollari (quasi il doppio del prezzo di mercato) e “chiede ancora di più”. Infatti, come cita Kommersant, in Gazprom stanno “seriamente pensando, se comprare la quota di maggioranza in Severenergia da Enel pel 1,2 miliardi di dollari o lasciare questo business agli italiani e vedere come loro riusciranno farele estrazioni in Siberia” (con meno 60 gradi sotto zero). Anche questo accordo doveva essere firmato il 7 aprile scorso ma è slittato in data da definirsi.
Eni e Gazprom hanno firmato l’accordo per la realizzazione del South Stream, un sistema di gasdotti che collegheranno Russia ed Europa attraverso il Mar Nero il 23 giugno del 2007. Il 18 gennaio 2008 hanno costituito la società South Stream AG (50% Eni, 50% Gazprom), operatore del progetto. Adesso Gazprom ha firmato accordi con Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia per la realizzazione sul loro territori i gasdotti, per partire da 2015 con capacità 30 miliardi di metri cubi di gas al anno. Ma per Mikhail Korchemkin, presidente di East European Gas Analysis, “adesso il progetto South Stream economicamente non conviene a Gazprom”.

Eni, accordo Russia Bulgaria sul gasdotto South Stream

Il governo bulgaro ha accettato di firmare un contratto con Gazprom sulla partecipazione bulgara al progetto russo-italiano del gasdotto South Stream avviato dal colosso russo con l’Eni. L’accordo, approvato nel corso di una riunione straordinaria del governo bulgaro, è stato raggiunto nel contesto della visita del presidente russo Vladimir Putin a Sofia.
”I negoziati - ha spiegato il primo ministro bulgaro Serghei Stanichev nel corso di una breve conferenza stampa - sono stati coronati da successo per entrambe le parti. Gli interessi della Bulgaria sono assicurati”. Russia e Bulgaria avranno il 50% ciascuno del tratto bulgaro del gasdotto.
Con l’accordo, la quantità di gas russo in transito in Bulgaria aumenterà di 30 miliardi di metri cubi contro i 17 miliardi annui attuali.

Il South Stream, frutto della partnership tra Eni e il gigante russo Gazprom, è il gasdotto che dalla Russia porterà gas in Europa, attraversando il Mar Nero e la Bulgaria. La nuove pipeline contribuirà a migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti di energia nell’Unione Europea.
Il tratto offshore prevede l’attraversamento del Mar Nero dalla costa russa di Beregovaya (stesso punto di partenza del Blue Stream, gasdotto che attraversa invece la Turchia) a quella bulgara di Varna, con un percorso complessivo di circa 900 km e profondità massime di oltre 2.000 metri.
Dalla Bulgaria dovrebbero poi partire due rami, con due diversi percorsi, uno verso Nord Ovest (Romania, Ungheria, Repubblica Ceca e Austria) e l’altro verso Sud Ovest (Grecia e Italia, entrando nello Stivale in Puglia).
La capacità prevista sarà dunque di 30 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Gli studi di fattibilità partiti in questi giorni e le ricerche di marketing saranno portati a termine entro la fine del 2008, nell’obiettivo di iniziare le forniture attraverso il gasdotto nel 2013.

Nel gasdotto South Stream passa pure il futuro di Scaroni all’Eni

L'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni e il ministro per lo Sviluppo, Pierluigi Bersani, dopo la firma dell'accordo tra Eni e Gazprom per il gasdotto South Stream che collegherà la Russia all'Europa,
Paolo Scaroni mette un’altra ipoteca alla sua riconferma all’Eni. Il manager, arrivato alla guida del colosso italiano degli idrocarburi con il governo Berlusconi, si è saputo conquistare anche la fiducia del nuovo esecutivo, rimanendo ben saldo alla poltrona che fu di Enrico Mattei.
Il premier, Romano Prodi, con il suo insediamento a Palazzo Chigi più di un anno fa non ha fatto largo ricorso alle logiche dello spoil system, ma quando si parla di rinnovi le cose potrebbero cambiare. Il mandato di Scaroni all’Eni scade nella prossima primavera e, prima di entrare nel semestre bianco che porterà al rinnovo di tutte le cariche sociali del cane a sei zampe, sta giocando tutte le carte per assicurarsi la riconferma per altre tre anni a capo della più grande azienda a controllo pubblico italiano. Nel suo passato resta un patteggiamento per tangenti nel bel mezzo di mani pulite, ma prima l’incarico all’Enel e poi la poltrona all’Eni dovrebbero sciogliere gli ultimi dubbi sul fatto che Scaroni sia l’uomo giusto per consolidare i successi del gruppo raggiunti finora nel mondo. Per non lasciare nulla di intentato, Scaroni ha comunque chiuso nello scorso fine settimana un altro importante accordo con la russa Gazprom per la realizzazione del South Stream, un sistema di nuovi gasdotti che collegheranno la Russia all’Unione Europea attraverso il Mar Nero (nella foto è con il ministro Bersani nel corso della conferenza stampa). L’accordo prevede lo studio della fattibilità tecnica ed economica del progetto e definisce la modalità di collaborazione tra le due società per la progettazione, finanziamento, costruzione e gestione tecnica dei gasdotti. Il South Stream, nel tratto offshore, prevede l’attraversamento del Mar Nero dalla costa russa di Beregovaya a quella bulgara con un percorso complessivo di circa 900 chilometri e profondità massime di oltre 2.000 metri. Per il tratto onshore, dalla Bulgaria sono allo studio due diversi percorsi, uno verso Nord Ovest e l’altro verso Sud Ovest. Il fatto di avere chiuso un nuovo accordo che assicura più gas all’Italia, chissà se basterà a mettere un freno agli appetiti di chi mira a rispedire Scaroni a Londra dove si è fatto le ossa prima di approdare all’Enel e poi all’Eni?


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!