
Il presidente francese Nicolas Sarkozy (Credits: Jack Abuin/ZUMAPRESS.com)
Gaffe, fuori onda e sfoghi. Nicolas Sarkozy si fa cogliere dai microfoni mentre dice le sue scomode e sgraziate verità ai fedelissimi, smentisce in privato quello che ha dichiarato in pubblico e le sue parole finiscono sul settimanale (tutt’altro che) satirico Le Canard enchaîné. Un gaffeur, Sarkò. Continua

La sede del Parlamento Europeo a Strasburgo (Credits: MAURO SCROBOGNA/LAPRESSE)
Ogni tanto si formano delle correnti di pensiero che sembrano guidate più dall’irrazionalità che dal buon senso. Prima corrente: le agenzie di rating, in testa la famigerata Standard & Poor’s, vanno controllate, minacciate e imbrigliate perché si sono permesse di degradare alcuni paesi europei. È un po’ come prendersela con l’arbitro perché stiamo giocando male. Continua

Mario Draghi davanti agli eurodeputati a Strasburgo (Ansa/EPA/Patrick Seeger)
Le notizie nere da Standard & Poor’s sono iniziate nel venerdì 13 dei rating, con la bocciatura del debito di nove Paesi europei fra cui Francia in odor di elezioni, che ha perso le tanto celebrate tre A, e Italia, scivolata a BBB+. Scelta politica? Scelta incoerente! Han tuonato dall’Europa furibonda. E ora arriva l’ennesimo schiaffo, con il taglio del rating sull’Efsf, il Fondo salva-stati, retrocesso ad AA+. Ma è Mario Draghi a ridimensionare il peso della agenzie: la “cosa migliore da fare” è quella di “imparare a vivere senza le agenzie di rating“, oppure “non affidandosi meccanicamente ai loro giudizi”, è il parere del presidente della Bce. Continua

Il presidente francese Nicolas Sarkozy (Credits: AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)
Schiaffo di Sarkozy all’Italia. L’ennesimo. Slitta il trilaterale con Monti e la Merkel che si sarebbe dovuto tenere a Roma venerdì. “Rinviato a febbraio”, dice il presidente francese dopo aver incontrato il premier spagnolo Mariano Rajoy (il successore di Zapatero). Ma neppure è dato sapere quando si terrà, il vertice, e se sarà un vertice vero o una meno impegnativa teleconferenza. Continua

Il vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)
Le agenzie di rating “non sono istituti di ricerca imparziali” ma “hanno i loro interessi” e svolgono il loro ruolo “molto in linea con il capitalismo finanziario americano”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Olli Rehn commentando l’ondata di abbassamenti da parte di Standard & Poor’s, in un’intervista alla Tv del suo paese, la Finlandia. Olli Rehn non parla certo a caso. Perché è vero: le agenzie di rating sono controllate da privati. Per lo più americani. E il comportamento degli ultimi mesi solleva qualche lecito dubbio. Continua

L'ingresso della sede francese di Standard&Poor's (Credits: EPA/IAN LANGSDON)
Quale sarà l’impatto a medio termine della decisione di Standard & Poor’s di abbassare il voto a Francia, Italia e altri sette paesi dell’eurozona? Il primo effetto, negativo, sarà spingere i governi a varare ulteriori misure di austerità, come del resto ha già auspicato la cancelliera di ferro Angela Merkel. Continua

Il presidente francese Nicolas Sarkozy (Credits: LaPresse)
“Non è la Francia ad essere stata giudicata in degrado, ma una politica, una strategia, un’equipe, un governo, un presidente”. È diretto l’attacco di Francois Hollande, candidato del Partito Socialista alle prossime elezioni, al presidente in carica in seguito alla perdita della tripla A che l’agenzia Standard & Poor’s ha inflitto alla Francia venerdì 13 gennaio. Continua