
Arianna Huffington titolare di Huffington Post (Credits: AP Photo/Virginia Mayo)
Dagli Stati Uniti è partito un dibattitto sul perché non debba essere considerato né fuori moda né controproducente continuare a credere nelle virtù del modello capitalista. Sulle pagine dell’Huffington Post John Friedman spiega che, dal suo punto di vista, “l’opportunità di generare autonomamente ricchezza rappresenta una fonte di energia fondamentale per migliorare noi stessi, la società e l’ambiente in cui viviamo”. Continua

(Credits: AP Photo/Andy Wong)
“L‘Occidente non sta facendo nulla per risolvere la crisi, per affrontare le vere cause dell’attuale malessere, e ogni segno di ripresa sui mercati non va preso sul serio perché nasconde solo false speranze“. E’ questa l’opinione di Andy Xie, l’economista cinese noto per le sue opinioni controcorrente.
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La sede della Sec, Securities and Exchange Commission (Credits: AP Photo)

La Securities and Exchange Commission (SEC), l’autorità di vigilanza sulla Borsa americana, ha chiesto alle banche statunitensi di fornire informazioni più dettagliate sulla loro esposizione verso i titoli sovrani europei. Ma c’è di più. Continua

La Cina presto prima potenza mondiale (Credits: Tang Zhaoming/Xinhua/ZUMAPRESS.com)
Le ultime statistiche hanno confermato che la Cina è la seconda economia del mondo. Dietro gli Stati Uniti, naturalmente. Una posizione apparentemente destinata a rimanere invariata per ancora molti anni, da quando in più occasioni è stato dimostrato che la Repubblica popolare è tutt’altro che immune al progressivo rallentamento della crescita globale. Eppure, non sono pochi i dati economici che spingono tanti a pensare che il sorpasso non sia poi così lontano. Continua

(Credits: La Presse)

Il deficit accumulato dal Giappone è arrivato al 200% del prodotto interno lordo, un problema particolarmente grave per un’economia che cresce poco. Anzi, che non cresce affatto. Anche la borsa di Tokyo ha chiuso l’ultima seduta del 2011 con l’indice Nikkei 225 a 8.455,35, il livello più basso dal 1982, quando lo stesso indice raggiunse gli 8.016,67 punti. Un valore lontanissimo dai 38.915,87 punti che, nel 1989, sottolinearono il successo strepitoso di quella che allora era la seconda economia mondiale. Continua

(Credits: Epa/Nelson Ching)

A più di un mese di distanza dal G20 di Cannes, durante il quale tutti gli emergenti, pur raccomandando soprattutto all’Europa di fare “qualche vero sacrificio” prima di chiedere prestiti e aiuti, avevano confermato l’impegno a dare una mano all’Occidente per uscire da questo lungo e difficile momento di impasse, nulla è cambiato. Continua

(Credits: AP Photo/Ahn Young-joon)

Ebbene, anche la Cina deve vendere il suo debito pubblico. O meglio, è Tokyo che sta cercando di convincere Pechino a cedergliene una quota per “diversificare l’origine dei propri bond e contemporaneamente consolidare i rapporti politici ed economici con la Repubblica popolare”. Il Giappone ha in mano oggi 1,22 trilioni di dollari di riserve in valuta straniera, ma vorrebbe ora acquistare bond cinesi per un valore complessivo di dieci miliardi di dollari, pari a circa l’1% delle sue riserve totali. Continua