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Gli aiuti di Stato sono ora “un imperativo categorico”. Quello che prima veniva considerato un “peccato” è ora l’unica ricetta per salvare l’economia reale. Parola di Silvio Berlusconi. Il premier sceglie la capitale delle Istituzioni europee, da sempre vigili sull’intervento pubblico degli Stati membri, per sottolineare come il tabù ormai sia stato infranto.
Una scelta, spiegherà qualche minuto dopo il ministro dell’Economia Giulio Tremtonti, dettata dalle contingenze: “Con la crisi il mondo è cambiato”. Se l’emergenza finanziaria “è ormai sotto controllo” dopo gli interventi degli Stati Uniti e dell’Europa, “l’andamento negativo dei mercati ora riflette la paura per i dati dell’economia reale”.
A fornire l’esempio del nuovo corso intrapreso dall’economia è lo stesso Tremonti, ricordando il 2001, quando volevano cacciare l’Italia “dal tempio del dio mercato” per aver chiesto la diminuzione del costo delle assicurazioni per gli aerei. L’invito rivolto dal governo italiano ora è all’Europa, affinché faccia quadrato contro la crisi. “Non esiste una via nazionale” per risolvere il problema, taglia corto Tremonti. A fornire però qualche rassicurazione ci pensa direttamente il Cavaliere che annuncia lo stanziamento di fondi della Banca europea degli investimenti a favore delle infrastrutture degli Stati membri: “Una cifra pari a 30-40 miliardi di euro, di cui il 15-20% per l’Italia”.
Il premier mette poi sul tavolo l’ipotesi che gli aiuti di Stato possano estendersi anche al settore automobilistico. Sull’esempio dell’America, osserva Berlusconi “Non c’è da scandalizzarsi - dice nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio - se le nostre imprese verranno aiutate, ove necessario, anche se non so ancora come”.
A difendere l’italianità delle aziende contro le opa ostili ci penserà poi una modifica della normativa vigente. Una iniziativa annunciata ieri, e ribadita anche oggi. “C’è il nostro impegno a modificare questa normativa”, dice il titolare di Via XX Settembre, precisando però che l’intervento avverrà “all’interno di uno schema europeo”. L’Italia, osservano il premier e Tremonti, è però al momento l’unico Paese Ue ad impegnarsi. Al contrario, nel resto d’Europa “la materia è solo oggetto di seminari”.
Oltre alle questioni internazionali però, il premier coglie l’occasione per ricordare gli obiettivi raggiunti fino ad ora dal governo. Approfittando della presenza di Tremonti, Berlusconi si concentra sul pacchetto di misure economiche messe in campo dall’esecutivo. Una serie di provvedimenti a cui dovrà aggiungersi, “bilancio permettendo”, anche il quoziente familiare.
Nell’elenco delle misure già adottate, il Cavaliere ricorda l’abolizione dell’Ici sulla prima casa, l’abolizione dei ticket. La parola passa poi a Tremonti che completa l’elenco: modifica delle politiche bancarie, una finanziaria “di stabilita”‘, ma soprattutto “l’introduzione della social card a dicembre”. La misura, annuncia il ministro dell’Economia “sarà retroattiva per i due mesi precedenti all’entrata in vigore”. Tra gli sgravi previsti ci sarà la possibilità di usufruire della tariffa sociale dell’Enel.
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