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Strauss-Kahn

Fmi: “Per l’Italia prospettive tetre”

Dominique Strauss Kahn, direttore Fmi

La ripresa sará “lenta e debole”. E le prospettive per l’Italia sono “tetre”. Non un’apocalisse, ma un quadro desolante, quello delineato dal Fondo Monetario Internazionale per l’economia del belpaese. L’istituzione guidata da Dominique Strauss Kahn approva le misure anti-crisi prese dal governo, ma non vede ancora un’uscita dal tunnel: “La recessione”, si legge nell’Article IV (una sorta di report annuale sui vari paesi membri) pubblicato questa notte, “si sta aggravando” e “la possibilità di un andamento negativo piú prolungato non puó essere esclusa”. Un giudizio che si traduce in tre anni consecutivi di Pil negativo: -0,6% nel 2008, -2,1% nel 2009 e -0,1% nel 2010. Con riflessi pesanti anche sui conti pubblici: il deficit salirà al 3,9% del prodotto interno lordo alla fine di quest’anno con il debito destinato a gonfiarsi fino al 109,4%.
Secondo l’Fmi il governo avrà possibilità “limitate” di affrontare la crisi, ma invita a ”misure tempestive, mirate e coordinate” tenendo conto dei programmi di riduzione della spesa: ”Il pacchetto fiscale presentato di recente al Parlamento - si afferma nell’Article IV - è in generale in linea con queste considerazioni. Se le prospettive di crescita peggioreranno ulteriormente, però, uno stimolo più ampio potrebbe essere considerato”. Pur constatando i progressi compiuti sul fronte delle politiche fiscali e delle riforme, l’istituto di Washington invita a fare di più sia sul fronte delle liberalizzazioni sia su quello del mercato del lavoro.
Per il fondo monetario, il problema cronico dell’Italia è “la mancanza di crescita” dovuta ad alcuni fattori: ”rigidità del sistema, della mancanza di concorrenza, e del limitato spazio per una risposta fiscale”. A pesare sarà anche l’eccessiva dipendenza dell’Italia dalle esportazioni. In questo quadro, le poche note positive arrivano, secondo l’Fmi dalla situazione del settore bancario, meno esposto che in altri paesi alla crisi in atto da piú di un anno: “il sistema bancario italiano si è dimostrato resistente alla crisi pur non avendola evitata”: nel breve termine, comunque, ”potrebbero servire azioni per rafforzare ulteriormente la stabilità finanziaria”, visto che ”anche se il sistema resta solido e ben supervisionato, le vulnerabilità sono aumentate”. La resistenza del sistema bancario è stata sostenuta ”dalla risposta prudente e sistematica” delle autorità ma anche dai passati scandali, ”quali Parmalat e Cirio, che potrebbero aver ridotto l’appetito per il rischio delle banche”.

Il Fmi: “Recessione globale nel 2009″. In ribasso le borse europee e Wall street

Le parole hanno un peso. Specialmente se a pronunciarle è il presidente del Fondo Monetario Internazionale che vaticina: “Siamo sull’orlo di una recessione mondiale per il 2009″. Se ne sono accorte oggi le borse europee, la cui caduta, pur rallentando, non accenna a concludersi. Chiusure in negativo ovunque, sulla scia di Wall Street, che apre in rialzo ma poi chiude in netto ribasso (a fine giornata cede il 7,33%. Il Nasdaq arretra dello 5,47% a 1.645,12 punti, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 7,62%% a 909,92 punti). A Milano, il Mibtel termina la seduta a -1,6per cento. Anche l’indice S&P Mib della Borsa di Milano ha chiuso in calo a quota 21.871 (-1,81 per cento). Francoforte si posiziona tra le peggiori piazze e segna una flessione del 3,3 per cento, ma non va meglio a Parigi (-2,37 punti percentuale) e Londra (-1,29 per cento), mentre peggio ancora fa Madrid (-3,8 per cento). Le Borse del vecchio continente hanno bruciato altri 100 miliardi di capitalizzazione in quella che poteva essere la seduta del rimbalzo, a un giorno dal taglio coordinato di Bce e Fed dei tassi di mezzo punto percentuale. Al termine delle contrattazioni l’indice continentale Dj Stoxx 600 ha segnato una flessione del 2,01 per cento. Strauss Kahn è intervenuto per rimarcare gli effetti deleteri della crisi sui paesi più sviluppati (”la loro crescita nel 2009 sarà pari a 0″) e invocare una risposta dei governi a breve termine: “non possiamo aspettare che la crisi sia passata per apprendere la lezione”. Il Fmi - sottolinea il direttore generale - è pronto ad andare incontro alle esigenze dei paesi membri che ne avranno bisogno per far fronte alla crisi finanziaria: l’istituto di Washington ha riattivato la procedura per concedere prestiti d’urgenza, creata nel 1995.
Strauss Kahn si aspetta una risposta dall’incontro che si terrà a Washington sabato 11 ottobre con i ministri delle finanze dei G7. Nel corso della riunione il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, in qualità di presidente del Financial Stability Forum, illustrerà i progressi finora compiuti nei primi dei 100 giorni per l’attuazione delle ”raccomandazioni” fornite dallo stesso Fsf in aprile. A chiedere al G7 un’azione coordinata è anche la Banca Mondiale, con il presidente Robert Zoellick che invita i Sette Grandi a non dimenticare i paesi poveri, al fine di evitare che da una crisi finanziaria si arrivi a dover affrontare una crisi umanitaria.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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