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Sud

Serge Latouche, la decrescita è vitale. E il Mezzogiorno e le donne ne sono la linfa

L'economista Serge Latouche in uno scatto del 2000 (Credits: Imagoeconomica)

L'economista Serge Latouche in uno scatto del 2000 (Credits: Imagoeconomica)

C’era anche Serge Latouche lo scorso giovedì a Napoli, al seminario organizzato dalla Fics, Federazione Internazionale Città Sociale, rete di enti no-profit con una tradizione scientifica e culturale laica con base in Campania. Il professore emerito di scienze economiche all’Università di Paris-Sud 11 è tornato sul tema della decrescita, contestualizzandolo questa volta nella realtà economico-sociale delle regioni meridionali italiane. Continua

Imprese e incentivi, il Governo vuole tagliare un sistema che vale 60 miliardi l’anno

 Corrado Passera, Ministro per lo sviluppo economico (Credits: LaPresse)

Corrado Passera, Ministro per lo sviluppo economico (Credits: LaPresse)

TUTTE LE MISURE ANTI-CRISI DEL GOVERNO MONTI

Meno incentivi in cambio di meno tasse. La riforma delle agevolazioni per le aziende è uno dei capitoli inseriti nell’agenda del Governo, che vorrebbe sfoltire un vera e propria giungla di leggi e provvedimenti. Il sistema degli incentivi è infatti una voce che pesa come un macigno sulle casse pubbliche, per una cifra complessiva che raggiunge i 60 miliardi di euro ogni anno, secondo le stime della Ragioneria Generale dello Stato, aggiornate al 2010.

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Mezzogiorno quasi dimenticato dalla manovra Monti. Ecco i tre interventi urgenti

Proteste di agricoltori del sud nel 2009. Da allora poco è cambiato. (Credits: Ansa)

Proteste di agricoltori del sud nel 2009. Da allora poco è cambiato. (Credits: Ansa)

E il Mezzogiorno? Che fine ha fatto nei meandri della manovra approvata alla Camera, uno dei temi che da sempre ha occupato grande spazio e attenzione nelle scelte di governo? Diciamo che Monti non se ne è proprio dimenticato, anche se ovviamente si poteva fare di più. Continua

Redditi delle famiglie: più bassi e sempre più a Nord

Moduli per la dichiarazione dei redditi / Ansa

Moduli per la dichiarazione dei redditi / Ansa

Il 53% del reddito delle famiglie in Italia è concentrato nelle Regioni del Nord. Il restante 47% è diviso tra il Centro (21%) e il Meridione (26%). Sono i risultati di un monitoraggio dell’Istat sul periodo 2005-07. Continua

La grande fuga. Via dal Sud cervelli e lavoro

Grafico sull'emigrazione dal Sud al Nord Italia tratto dalla ricerca della Banca d'Italia

Grafico sull'emigrazione dal Sud al Nord Italia tratto dal paper di Sauro Mocetti e Carmine Porello per la Banca d'Italia

Le hanno raccontate in molti, le speranze frustrate dei ragazzi del Sud. Di quelli che hanno studiato e fatto le valigie, destinazione nord. Europa, o Italia. Quindi non è una sorpresa. Ma i dati esposti nello studio della banca d’Italia intitolato “La mobilità del lavoro in Italia: nuove evidenze sulle dinamiche migratorie” curato da Sauro Mocetti e Carmine Porello fanno comunque impressione. Continua

La crisi brucia altri 204mila posti: occupazione in calo dopo 14 anni

impresa

La crisi economica brucia altri 204 mila posti di lavoro nel primo trimestre del 2009. Secondo l’Istat (qui il documento integrale in .pdf) il primo trimestre c’è stata una diminuzione di 0,9 in percentuale rispetto allo stesso periodo del 2008. Il dato risente della diminuzione dei posti di lavoro degli italiani di 426 mila unità e del complessivo aumento dell’occupazione degli stranieri che raggiunge quota 222 mila.

Si riduce al 57,4% il tasso di occupazione
Il risultato, spiega ancora l’istituto di statistica, trova ragione nella caduta dell’occupazione autonoma delle piccole imprese. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni scende di nove decimi di punto rispetto al primo trimestre 2008, portandosi al 57,4%. Il numero delle persone in cerca di occupazione registra il quinto aumento tendenziale consecutivo, portandosi a 1.982.000 unità, con un incremento del 12,5 per cento nei confronti del primo trimestre 2008.

Il tasso dei disoccupati è il più alto dal 2005
Il tasso di disoccupazione passa dal 7,1% del primo trimestre 2008 all’attuale 7,9%. Rispetto al quarto trimestre 2008, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione aumenta di tre decimi di punto, dal 7% al 7,3%. Il tasso di senza lavoro e’ il più alto dal 2005.

Dinamismo al Nord e al Centro, arretra il Mezzogiorno
L’indicatore si posiziona al 30,7 per cento nel Nord e al 33,1 per cento nel Centro, in entrambi i casi sostanzialmente stabile rispetto a un anno prima. Nel Mezzogiorno
invece il tasso di inattività registra un significativo incremento (dal 47,9 per cento del primo trimestre 2008 al 48,8 per cento) al quale contribuiscono entrambe le componenti di genere.Il tasso di inattivita’ femminile nelle regioni meridionali rimane pertanto particolarmente elevato e pari al 63,7 per cento.

Sacconi: meno peggio del temuto
Attenzione, ma nessun allarme da parte del governo. Secondo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, “Il dato indica quello che sappiamo: una contrazione del lavoro ma in misura minore di quanto potevamo temere”.
“Il 7,9% dell’Italia” ha aggiunto Sacconi “ci deve preoccupare ma va anche paragonato ad una crisi globale che vede negli altri Paesi cifre più alte. Solo pochi anni fa la disoccupazione da noi era al 12,5%. Ovviamente questo costituisce un motivo di preoccupazione, per questo siamo impegnati a rafforzare la ’cassetta degli attrezzì per affrontare questa situazione”. La strada da percorrere, ha aggiunto, “È valorizzare i contratti di apprendistato da parte delle Regioni e le imprese devono utilizzarle. Per questo il Governo quanto prima rafforzerà la propria ‘cassetta degli attrezzi’ a ridare ad un ‘patto Stato-Regioni’ sulla formazione”. Sacconi ha aggiunto che “bisogna incentivare a rimanere nell’ambiente lavorativo, per questo stiamo pensando ad un premio di occupabilità”.

Damiano: in autunno brutte sorprese
Di tutt’altro avviso l’opposizione: “Un nuovo allarme viene dall’Istat: per la prima volta, dopo 14 anni, l’occupazione è in calo in Italia” ha evidenziato il responsabile lavoro del Pd, Cesare Damiano. “Tutte le associazioni del lavoro e dell’impresa, oltre che gli osservatori più attendibili, sono concordi nel ritenere che l’autunno ci riserverà purtroppo brutte sorprese. Il tempo per agire prima dell’estate è breve e il governo continua a barcamenarsi tra false illusioni e silenzi imbarazzanti”. Sul fronte sindacale c’è preoccupazione ma non allarmismo. Per la leader dell’Ugl, Renata Polverini, è necessario un confronto con il Governo per fermare questa emorragia, mentre per Giorgio Santini della Cisl, non c’è il temuto crollo anche se preoccupa il dato sui giovani.

La tabella Istat sulle forze di lavoro

Senza lavoro. Disoccupazione al 6,7%: in salita dopo 9 anni

Giovani disoccupati in fila

Dopo nove anni di “ininterrotta diminuzione”, che proseguiva dal 1999, il numero dei senza lavoro torna a crescere. Il tasso di disoccupazione nel quarto trimestre del 2008 sale al 7,1% contro il 6,6% dello stesso periodo 2007. Il dato è stato fornito dall’Istat (qui il documento in .pdf) che segnala anche come il numero delle persone in cerca di occupazione registri il quarto aumento tendenziale consecutivo, portandosi a 1.775.000 unità.

Nel 2008 il tasso di disoccupazione risulta così pari al 6,7% contro il 6,1% del 2007: si tratta del primo incremento dal 1999. Nella media dell’anno, le persone in cerca di occupazione aumentano del 12,3%, pari a 186.000 unità. Tra ottobre e dicembre 2008 la crescita del numero delle persone in cerca di occupazione interessa nella quasi totalità la componente maschile (15,1%, pari a 118.000 unità) e in misura del tutto ridotta quella femminile (0,2%, pari a 2.000 unità). L’allargamento dell’area della disoccupazione riguarda gli uomini ex-occupati non solo, come nel precedente trimestre, nelle regioni settentrionali (+64.000 unità) e centrali (+21.000 unità) ma anche in quelle meridionali (+32.000). Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, nel quarto trimestre, aumenta rispetto a un anno prima di 0,8 punti percentuali per gli uomini mentre scende di 0,1 punti percentuali per le donne, posizionandosi rispettivamente al 6 e all’8,6%.

Nel Nord l’innalzamento dell’indicatore (dal 3,8 al 4,3%) riguarda sia gli uomini sia le donne; nel Centro il tasso di disoccupazione si porta al 6,3% dal 6,1 di un anno prima, a sintesi di una crescita per la componente maschile e di una stabilità per quella femminile. Nel Mezzogiorno il rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro risulta pari al 12,3%, cinque decimi di punto in più rispetto al quarto trimestre 2007. La crescita riguarda esclusivamente gli uomini. Per gli stranieri il tasso si attesta all’8,8% (6,8% per gli uomini e 11,5% per le donne). Il numero di inattivi in età compresa tra i 15 e i 64 anni scende nel Nord (-0,3%, pari a -14.000 unità) e in misura più evidente nel Centro (-1,5%, pari a -38.000 unità), dove interessa entrambe le componenti di genere. Nel Mezzogiorno il numero degli inattivi aumenta nuovamente (2,3%, pari a 149.000 unità).

Nel quarto trimestre del 2008 il numero di occupati si è attestato a 23.349.000 unità, lo 0,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2007 (pari a 24.000 unità), ai minimi da 13 anni. L’Istat precisa che il dato segnala «una sostanziale interruzione della crescita su base annua». Il risultato, spiega l’Istat, è sintesi di una dinamica ancora positiva nel Nord e nel Centro, dove risulta determinante il contributo fornito dai lavoratori stranieri, e fortemente negativa nel Mezzogiorno con una discesa tendenziale dell’1,9%, pari a -126.000 unità. In termini destagionalizzati e in confronto al terzo trimestre 2008, l’occupazione nell’insieme del territorio nazionale registra una flessione pari allo 0,2%. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni è sceso di tre decimi di punto rispetto al quarto trimestre 2007, portandosi al 58,5%. Il numero delle persone in cerca di occupazione registra il quarto aumento tendenziale consecutivo, spiega l’Istat, portandosi a 1.775.000 unità (+120.000 unità, pari al +7,3% rispetto al quarto trimestre 2007).

Raddoppia poi il numero di cassintegrati nell’industria nel quarto trimestre 2008. Gli occupati che dichiarano di non avere lavorato, nella settimana di riferimento dell’indagine, o di avere svolto un numero di ore inferiore alla norma perchè in Cassa integrazione guadagni, segnala l’Istat, sono passati da 53 mila del corrispondente trimestre 2007 a 115.000.

Il VIDEO servizio:


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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