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Draghi taglia i tassi e si prepara a difendere l’Europa dalla recessione

Mario Draghi, Presidente della Bce

Mario Draghi, Presidente della Bce

Un taglio dei tassi di un quarto di punto, dall’1,5% all’1,25%. Così Mario Draghi ha iniziato il suo mandato alla guida della Banca Centrale Europea (Bce), prendendo una decisione a sorpresa che ha stupito tutti, a cominciare dagli operatori dei mercati finanziari che avevano previsto che il neo-presidente della Bce si muovesse inizialmente con prudenza, mantenendo invariato il costo del denaro in Europa ancora per un mese e riservandosi poi la possibilità  di effettuare un successivo taglio agli inizi di dicembre. Per questo, le Borse hanno subito accolto positivamente la notizia, con  Piazza Affari che è volata fino a un rialzo massimo del 4% nel primo pomeriggio. “Ci sono segnali di rallentamento dell’economia in Europa, mentre l’inflazione potrebbe scendere  presto al di sotto del 2%” ha detto Draghi nella conferenza stampa dove ha spiegato i motivi della sua decisione, assunta oggi a Francoforte assieme al Consiglio Direttivo della Bce.

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Trichet e l’eredità lasciata a Mario Draghi - L’INTERVISTA

(Credits:Roberto Monaldo/LaPresse)

(Credits:Roberto Monaldo/LaPresse)

di Andrea Telara

«Ha rilanciato il ruolo della Bce a sostegno dell’economia e ora lascia una preziosa eredità al suo successore». E’ questo il giudizio di Giacomo Vaciago, noto economista e professore di politica economica all’Università Cattolica di Milano, sull’operato di Jean Claude Trichet, presidente uscente della Banca Centrale Europea (Bce) che ieri ha tenuto a Berlino la sua ultima conferenza stampa, prima di passare il testimone a Mario Draghi. «Il principale merito di Trichet è stato quello di aver capito per tempo che l’attuale crisi dei debiti sovrani ha delle cause reali molto profonde. Ha agito di conseguenza, è andato oltre i rigidi paletti imposti dallo Statuto della Bce che, sulla carta, dovrebbe impegnarsi soprattutto sulla lotta all’inflazione». Continua

Eurozona, tassi al minimo. La Bce taglia ancora: all’1%

eurozona

Misure “non convenzionali” per una recessione straordinaria. La Banca Centrale Europea annuncia un nuovo taglio dei tassi d’interesse: dall’1,25% all’1%, il minimo storico (nuovo rispetto al precedente del 5 marzo) per l’area Euro dal prossimo 13 maggio. E può ancora abbassarsi: “il livello dei tassi di interesse nell’Eurozona è adeguato, pur non rappresentando il minimo” ha detto il presidente della Bce Jean Claude Trichet.
A motivare in questo senso i banchieri di Francoforte è il continuo calo dell’inflazione (a metà anno potrebbe risultare in negativo, sotto il 2%) e la durata della recessione in Europa. La decisione è stata accolta bene dai mercati europei che vedono una risalita dell’Euro sulle altre monete. Trichet ha spiegato che la decisione è stata presa all’unanimità dai membri del consiglio direttivo e che si tratta di misure “non standard” vista l’eccezionalità della situazione.Le nuove proiezioni economiche degli economisti della Banca centrale europea, le ’staff projections’ in arrivo a giugno, conterranno una significativa riduzione degli indicatori di crescita rispetto a quelle precedenti.
L’istituto che controlla il denaro dell’Eurozona ha poi stabilito di allungare a 12 mesi le operazioni di rifinanziamento alle banche.In particolare - ha spiegato Trichet - la Bce terrà una serie di nuove aste di rifinanziamento pronti contro termine in cui fornirà alle banche liquidità illimitata a tasso fisso, con scadenze che passeranno dagli attuali sei mesi massimi ai 12 mesi.
Tutto ciò allo scopo di allentare ulteriormente le tensioni in alcune parti dei mercati creditizi dell’area Euro. Inoltre, Trichet si è detto favorevole all’acquisto da parte della Banca centrale europea di obbligazioni garantite, nello specifico di “covered bonds”, misura cui sono già ricorse la Fed statunitense e la Banca d’Inghilterra.

La Bce taglia i tassi al minimo storico. Ma le Borse europee crollano

La sede centrale della Bce a Francoforte

La decisione era ampiamente attesa dal mercato e puntualmente è arrivata: la Banca Centrale Europea ha tagliato il costo del denaro di mezzo punto percentuale, portando il tasso principale dal 2% all’1,50%, toccando così il minimo storico. Lo ha deciso il Consiglio direttivo dell’istituto centrale a Francoforte. La Bce ha tagliato di mezzo punto anche il tasso sui depositi, portandolo dall’1% allo 0,5%, e quello marginale, portandolo dal 3% al 2,5%. Il taglio deciso oggi porta il costo del denaro al minimo storico da quando la Bce ha iniziato a gestire la politica monetaria nel 1999. Le Borse europee hanno assistito a un nuovo scivolone: sono andati in fumo altri 144 miliardi di capitalizzazione, con l’indice Dj Stoxx 600 che ha perso il 3,6%. Nel clima di generale sfiducia è anche affondata Milano (-S&P/Mib -5,85%) zavorrata, come il resto d’Europa, da banche e assicurazioni.

La mossa di oggi della Bce rappresenta il quinto taglio consecutivo sui tassi d’interesse dall’ottobre scorso e porta il costo del denaro al minimo storico da quando la Bce ha iniziato a gestire la politica monetaria nel 1999. A questo punto il differenziale tra il costo del denaro negli Stati Uniti e quello nell’Eurozona si attesta sull’1,5%, tenuto conto che la Fed ha praticamente azzerato il tasso sul Fed Funds, fissando un range compreso tra zero e 0,25%.
Ma si potrebbe fare di più, ha fatto intendere il presidente della Bce, Jean Claude Trichet: l’attuale livello dei tassi all’1,50%, dice “non è il più basso possibile”. “Non abbiamo deciso ex ante” sottolinea il numero uno dell’Eurotower “che questo è il livello più basso”. E aggiunge: “Le prossime mosse della Bce sui tassi dipenderanno “dalle nostre valutazioni sui dati”. “Se giustificato da fatti e cifre e se vediamo che si materializzano alcuni dei rischi ipotizzati, non escludo che ci possa essere un nuovo taglio dei tassi di interesse”.

A beneficiare di questo ennesimo taglio dei tassi sono le famiglie che hanno contratto un mutuo a tasso variabile. Secondo i calcoli fatti da Nomisma il risparmio medio, per un mutuo di 125mila euro, di durata pari a 20-25 anni, è compreso fra i 405 e i 435 euro annui. Per l’insieme delle famiglie con mutuo a tasso variabile il risparmio totale annuo, precisa ancora il centro studi economici, sarà di 465 milioni di euro. Rispetto ad ottobre 2008, quando è iniziata la discesa dei tassi Bce, il risparmio delle famiglie italiane con mutuo a tasso variabile risulta pari a 2,1 miliardi di euro annui.

Cura europea alla crisi. La Bce taglia i tassi al 2%: è il minimo storico

Jean-Claude Trichet

Colpo di scena: la Bce ha deciso, con una mossa a sorpresa, di tagliare i tassi dello 0,50%, portandoli al 2%, il minimo storico dalla nascita dell’euro. La Banca centrale europea ha anche deciso di tagliare i tassi sui depositi di un punto portandoli all’1%.
I tassi tornano così ai livelli di fine 2005, prima che la Bce avviasse la passata manovra restrittiva culminata al 4 per cento, interrotta con la crisi finanziaria ma con un ulteriore rialzo al 4,25 per cento lo scorso luglio. Riduzione ancora più sensibile per il tasso sui depositi degli istituti di credito presso la banca centrale che viene ridotto di un intero punto all’1%. Resta invece fermo al 3% il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale.
Ora il quadro economico dell’area euro non fa che aggravarsi, di ieri il rapporto di una nuova pesante contrazione per la produzione industriale, meno 7,7% annuo a novembre, mentre i timori sull’inflazione sembrano svanire. Proprio oggi Eurostat ha confermato che a dicembre è rientrata all’1,6 per cento. Le decisioni comunicate oggi avranno decorrenza dal 21 gennaio. Nell’ultima riunione del 2008 la Bce aveva varato la più consistente riduzione dei tassi mai decisa in un colpo solo, 0,75 punti in meno che ha seguito altri due tagli, in entrambi i casi da mezzo punto percentuale. Lo scorso 8 ottobre, in reazione all’aggravarsi della crisi finanziaria - ora chiaramente estesa a tutta l’economia reale - la Fed, la Bce, la Bank of England e altre delle maggiori banche centrali mondiali avevano deciso un taglio simultaneo dei rispettivi tassi di riferimento per mezzo punto percentuale. Da allora hanno proseguito in ordine sparso.
L’economia dell’area euro sta accusando un “significativo rallentamento” prevalentemente causato dall’aggravarsi dei mesi scorsi della crisi finanziaria e la Banca centrale europea si attende che sia la domanda interna che la domanda estera ne risultino nettamente indebolite “per un protratto periodo di tempo”, ha affermato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, durante la conferenza stampa a seguito della riunione del Consiglio direttivo. Debolezza economica che ha favorito un netto rientro dell’inflazione, e proprio questo calmieramento, ha aggiunto Trichet, è stato determinante per la decisione di oggi di tagliare nuovamente i tassi di interesse, ridotti di un altro mezzo punto al 2 per cento. “E” avverte il presidente “non abbiamo mai detto che sia il limite e che non li ridurremo ulteriormente”. Per la media 2009 la Bce si attende un’inflazione in linea con i suoi livelli obiettivo, che vogliono la crescita annuale dei prezzi inferiore ma prossima al 2 per cento. Ma ci si attende anche una marcata “volatilità” ha avvertito Trichet.

Usa, azzerato il costo del denaro: tagliato allo 0-0,25%

euro sfonda quota 1,43 dollari e fa tremare le aziende

Non costa niente. O quasi.
La Federal Reserve americana ha abbassato il costo del denaro a un livello senza precedenti: tra 0 e 0,25%. Sono i minimi di sempre, non si tratta di un livello fisso, ma flessibile: una forchetta compresa fra lo 0% e lo 0,25%, a seconda delle necessità che si presenteranno.

L’annuncio della Fed ha immediatamente fatto scattare verso l’alto i listini di Wall Street, dove il Dow Jones subito dopo la notizia ha toccato un +2%, per poi chiudere a +4,31. Ha reagito invece male il dollaro, sceso dell’1,5% nei confronti dell’euro, con il quale a ridosso del taglio dei tassi veniva scambiato a 1,389.
Ora con l’intervento della banca centrale americana, i tassi di interesse statunitensi sono scesi al livello più basso del mondo. Non solo per quanto riguarda la possibilità di ottenere finanziamenti senza alcun interesse. Anche l’ipotesi più onerosa applicabile della forchetta, cioè lo 0,25%, è equivalente infatti ai saggi applicati a Singapore, fino a oggi i più bassi in assoluto.

La scelta della Fed, presa all’unanimità, è senza precedenti non solo per l’entità del taglio, ma anche perché si è optato per una soluzione più articolata. La banca centrale ha chiarito che il livello in pratica azzerato del costo del denaro continuerà a sussistere per “qualche tempo” in considerazione della gravità della situazione dell’economia. Negli ultimi 14 mesi la Fed ha operato ben nove tagli del costo del denaro, a cominciare dal settembre dello scorso anno, quando i Fed Funds si trovavano al 5,25%. La Fed ha aggiunto anche che continuerà a sostenere i mercati finanziari attraverso il riacquisto di emissioni in grande quantità, riferite sia al debito delle agenzie governative che operano nel settore immobiliare che più in generale a securities ancorate a questo stesso comparto.

Il VIDEO servizio:

La Bce taglia i tassi di 75 punti. Eurostat: è recessione

Il palazzo della Bce


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Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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