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Telecom-Italia

Rete in fibra ottica in Italia? Un progetto che non si farà

Corrado Calabrò, presidente dell (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)

Corrado Calabrò, presidente dell'Authority per le comunicazioni (Credits: R.Monaldo / LaPresse)

Capitale-e-dintorniL’Authority per le Comunicazioni ha deciso, ma l’oggetto della sua decisione si allontana ogni giorno di più. Da anni si parla della New generation netwoork (Ngn), mitica rete in fibra ottica che dovrebbe portare valanghe di contenuti via internet nelle case degli italiani. Ieri l’organismo presieduto da Corrado Calabrò ha fissato le regole a cui Telecom Italia dovrebbe consentirne l’uso agli altri operatori per garantire la concorrenza. Peccato che il progetto di quella rete si sia ormai perso per strada. Continua

La7, tutti la vogliono, ma alla fine chi se la piglia?


Enrico Mentana, direttore del tg della 7

Enrico Mentana, direttore del tg della 7

di Stefano Cingolani

Ha troppi debiti, perde quattrini ogni giorno che va in onda, la guardano in pochi (appena il 4 per cento di audience medio nell’ultimo mese). Su La7 gli analisti delle banche sono concordi. Dunque, meglio vendere? Sbagliato, meglio comprare o tenere le azioni in portafoglio, sentenziano gli esperti di Unicredit, Equita o Banca Leonardo: strano ma vero. Continua

L’Economist: “Telecom? Condizioni discrete, futuro incerto”

Ingresso della sede centrale di Telecom Italia - Ansa

Ingresso della sede centrale di Telecom Italia - Ansa

“E’ un mondo difficile. Felicità a momenti e futuro incerto”. Viene in mente la saggezza di Tonino Carotone a leggere l’analisi che l‘Economist ha dedicato a Telecom Italia e che si conclude con queste parole “Telecom, una delle pioniere delle telecomunicazioni negli anni ‘90, guarda avanti verso un futuro inglorioso”. Continua

Telecom: La rete è buona e me la tengo

I problemi degli operatori alternativi alla Telecom Italia «sono dovuti all’invecchiamento della rete», come sostiene l’amministratore delegato della Vodafone Paolo Bertoluzzo, oppure la rete «è eccellente», come dice il capo della Telecom Franco Bernabè? E gli interventi di riparazione «avvengono in ritardo», come dice il numero uno della Vodafone (fino a 6 giorni e 20 ore, come rincara la Fastweb, che ha addirittura comprato delle pagine pubblicitarie per farlo sapere), oppure no? Si potrebbe continuare a lungo con questo giochetto che mette a confronto le dichiarazioni infuocate dei concorrenti della Telecom e quelle dell’ex monopolista delle telecomunicazioni. Una polemica che dura da sempre e che si riaccende ogni volta che si parla di rete in fibra ottica.
Continua

AgCom: sanzioni per quasi tre milioni a operatori telefonici

Una ragazza al telefono

2,8 milioni di euro di sanzioni. Le ha inflitti l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nei confronti degli operatori telefonici. Le sanzioni riguardano Vodafone (1,68 milioni), Telecom Italia (536mila), Opitel (348mila), Bt Italia (120mila) e Eutelia (120mila).
L’Agcom in una nota spiega che nell’ambito della sua attività a tutela dei consumatori, ha concluso negli ultimi mesi una serie di procedimenti diretti a verificare la corretta osservanza da parte degli operatori telefonici delle norme in tema di portabilità del numero, servizi non richiesti, indici di qualità.
La multa più salata è quella di Vodafone a causa della “violazione delle norme relative alla mobile number portability”. In particolare, spiega l’Agcom, la sanzione è composta da 1,440 milioni “per aver illegittimamente ostacolato le richieste di trasferimento di utenti verso operatori concorrenti” e di 240mila euro “per aver utilizzato in modo improprio i dati dei clienti che avevano chiesto la portabilità del numero verso un altro operatore”.
Cinquecentotrentaseimila euro è invece la sanzione a Telecom Italia “per diverse violazioni della normativa a tutela dei consumatori: 240.000 euro” aggiunge la nota AgCom “per aver utilizzato in modo improprio i dati dei clienti che avevano chiesto la portabilità del numero verso un altro operatore; 180.000 euro per aver addebitato servizi a sovrapprezzo non richiesti; 116.000 euro per il mancato raggiungimento degli obiettivi di qualità stabiliti per l’anno 2007, sia per quanto riguarda il tasso di malfunzionamento delle linee di accesso più alto del dovuto, sia per i tempi di riparazione dei guasti superiori a quelli previsti; 348.000 euro a Opitel per aver attivato servizi non richiesti ad utenti che si ritrovavano, senza saperlo, ad essere clienti della società; in questo caso l’Autorità non ha ritenuto sufficiente la proposta di impegni presentata dall’operatore, in quanto non conteneva alcuna modifica migliorativa rispetto agli obblighi già imposti dalla normativa di settore a tutti i gestori; 240.000 euro complessivi (120.000 ciascuno) a BT Italia ed Eutelia per la violazione” conclude la nota “della normativa sui servizi a sovrapprezzo”.

Tim Brasil alle stelle dopo l’ipotesi di vendita di Telecom Italia a Telefónica

Bernabè e Galateri alla guida di Telecom

Telecom Italia starebbe pensando di vendere per 7 miliardi di euro Tim Brasil alla spagnola Telefónica. Questo, in sintesi, riportava mercoledì 26 novembre Il Sole 24 Ore, ripreso dall’agenzia di stampa iberica EFE, senza tuttavia citare fonti ufficiali.

La notizia ha avuto conseguenze immediate nel Paese del Samba dove le azioni di Tim Brasil hanno registrato in 24 ore un rialzo di oltre il 25%. “Per capire gli accordi, spesso complicati e borderline, del mercato delle TLC brasiliano”, raccontava qualche mese fa un’ex alto dirigente Telecom, “bisogna guardare gli andamenti in borsa delle azioni. È così che fanno i soldi gli speculatori”.
Gli analisti brasiliani hanno accolto i rumors provenienti dall’Italia sulla vendita di Tim Brasil a Telefónica con notevole scetticismo a detta della rivista verde-oro Teletime, specializzata in TLC e ritengono che quando l’informazione sarà smentita il prezzo delle azioni dovrebbe cadere rapidamente.

Il Sole 24 Ore, comunque, informava che la possibilità della vendita di Tim Brasile a Telefónica sarà valutata in una riunione del CdA di Telecom Italia il prossimo 2 dicembre. Rapidamente la notizia ha fatto il giro del mondo, mentre Tim Brasil e Telefónica preferivano non commentare le indiscrezioni. Off the record, tuttavia, fonti di alto livello di Telefónica in Brasile si sono dette sorprese di tali rumors e hanno detto di non avere ricevuto alcuna informazione ufficiale.

I motivi per cui gli analisti brasiliani non credono che questa operazione avrà luogo sono parecchi. Il primo è che, nonostante i risultati non così positivi di quest’anno, Tim Brasil rappresenta un attivo pregiato per Telecom Italia e non avrebbe senso liberarsene in piena crisi, a meno di non riuscire a vendere ad un prezzo elevato. Sul versante Telefónica, del resto, è poco probabile che la multinazionale iberica voglia uscire da Vivo, importante operatore di telefonia mobile sullo scoppiettante mercato brasiliano, per restare con Tim dal momento che, sempre secondo gli analisti verde-oro, Vivo rappresenta un attivo più interessante che Tim. L’unico problema è la relazione spesso difficile di Telefónica con il suo socio Portugal Telecom, ma anche se gli spagnoli decidessero di disfarsi della Vivo, difficilmente i lusitani avrebbero i soldi per comprarla.

Insomma, ciò che sostengono gli analisti brasiliani è che per Telefónica l’acquisto di Tim avrebbe senso solo nel caso riuscisse a mantenere la sua posizione in Vivo, “e nel caso dovrebbe vincere le resistenze sia dell’Anatel, l’ente regolatore del mercato delle TLC brasiliane, che del Cade (Consiglio Amministrativo di Difesa Economica), cosa ancora più difficile” spiega a Teletime Eduardo Roche del Banco Modal. A differenza di Oi (telefonia mobile) e Brasil Telecom (telefonia fissa), che non sono diretti concorrenti, Vivo e Tim operano nello stesso settore e assieme deterrebbero più del 50% del mercato brasiliano dei cellulari e, secondo l’analista Luciana Leocádio, l’ok del governo verde-oro in questo caso sarebbe assai più difficile che in quello della fusione Oi Brasil Telecom.

Come andranno veramente le cose, tuttavia, lo sapremo solo dopo il vertice di Telecom Italia, il prossimo 2 dicembre.

Il secondo senso - Aiutateci

“Lo schema di collaborazione è aperto a tutti gli operatori interessati”
(Nota di Telecom Italia sull’accordo con Fastweb per la costruzione della rete fissa di nuova generazione).
Voleva dire:
“Aiutateci, per piacere”


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
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