
Massimo Di Risio, titolare della Dr.Motor
di Franco Oppedisano
Ha corso per anni in Porsche, Ferrari, Abarth. Poi ha aperto un concessionario Lancia a Macchia di Isernia, un paesino del Molise, che col tempo è diventato uno dei più grandi poli commerciali dell’automotive nel sud Italia. Massimo Di Risio, l’uomo a cui è affidato il compito di ridare un futuro industriale agli stabilimenti ex Fiat di Termini Imerese, mastica automobili da sempre e in tutte le salse.
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Operai all'ultima assemblea davanti alla fabbrica di Termini Imerese (Credits:ANSA)
L’era di Corrado Passera al ministero dello Sviluppo economico si apre con la firma di un accordo, quello sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese. Un risultato decisamente beneaugurante per un neoministro che dovrà affrontare da qui ai prossimi mesi una serie di situazioni molto delicate dal punto di vista occupazionale. È notizia di oggi la doppia convocazione che il Ministero ha inviato prima alla Fiat, al dicastero del Lavoro e alla regione Siciliana e ai sindacati per mercoledì 30 novembre e poi a Regione, sindacati e Dr.Motor per il 1 dicembre.
E l’aria che tira non è certo delle migliori se si pensa che, solo per restare alla vicende di casa Fiat, proprio oggi il segretario generale della Fiom Maurizio Landini ha annunciato una giornata di sciopero generale di tutti i metalmeccanici per il 16 dicembre per rispondere alla disdetta da parte del Lingotto di tutti i contratti.
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Lo stabilimento Fiat di Termini Imerese (Credits:ANSA)
Oggi è stata davvero una giornata particolare in casa Fiat. Per uno strano scherzo del destino infatti, vanno in scena in contemporanea due eventi dal segno completamente opposto. A Termini Imerese dopo 40 anni chiude uno degli stabilimenti storici del Lingotto. A Pomigliano d’Arco invece sempre oggi ha preso avvio la prima catena di montaggio della FIP, la Fabbrica Italia Pomigliano, la newco Fiat, nata per prendere il posto della vecchia Alfa Romeo. Due realtà del Sud dunque che si ritrovano a vivere su sponde opposte due momenti topici per il loro futuro. Continua

Lavoratori dello stabilimento di Termini Imerese in sciopero (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)
È difficile in questi giorni di crisi riuscire a trovare degli elementi positivi nel quadro economico dell’Italia. Ma uno c’è. Anzi, due. Sono i due accordi raggiunti proprio in queste ore sul futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese in Sicilia e per i lavoratori dell’Alenia, azienda del Gruppo Finmeccanica. Continua

Rosario Fiorello, testimonial Fiat - Ansa
Il balletto è finito. Il sostegno al consumo per il settore automobilistico da parte dello Stato non ci sarà. Continua

di Oscar Giannino
Attenzione, dalla Fiat a stretto giro si aspettano sorprese. Maggiori di quelle già note, come la chiusura a fine anno di Termini Imerese, che malgrado ogni protesta per Sergio Marchionne è ormai un dato assodato. C’è una più che probabile novità a breve, alla quale farebbero seguito conseguenze del tutto nuove, rispetto ai tradizionali rapporti ultracentenari fra la casa torinese e la politica italiana. A seguire, ancora più avanti, una conseguenza ulteriormente più seria. Persino traumatica. Continua

Un operaio Fiat di Termini Imerese protesta a Montecitorio - Ansa
La Fiat se ne andrà. Ormai è quasi un dato di fatto. Lo ha confermato ancora una volta Sergio Marchionne, meno di una settimana fa. Nonostante il pressing del sindacato e del governo, il gruppo automobilistico ha deciso di abbandonare lo stabilimento siciliano e pare pronta persino a rinunciare agli incentivi statali per avere le mani più libere. Continua